Via libera a tre nuove aree commerciali,
Rossi: «Boom di lottizzazioni preelettorali»

CIVITANOVA - Il consigliere comunale critica la delibera della Giunta sul riammagliamento che prevede 18mila metri quadri destinati al residenziale e al commercio
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«Boom di lottizzazioni, la giunta accelera sulla cementificazione di Civitanova». Ad affermarlo è il consigliere Pier Paolo Rossi che commenta la delibera di giunta con la quale si mette mano al riammagliamento inserendo all’interno della nuova viabilità zone da lottizzare con commerciale e residenziale. Qualche settimana fa un nuovo atto della giunta con la quale si dà avvio all’iter.

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Pier Paolo Rossi

Un’accelerazione dovuta secondo Rossi alle elezioni e al rischio di andare al voto per le comunali con un anno di anticipo e non poter  portare a termine tutte le lottizzazioni: «tra poco più di un mese, con le elezioni regionali, si deciderà il destino delle Marche e di conseguenza quello di Civitanova: Ciarapica, Borroni e compagnia cantante sono tanto certi di trovare una sistemazione “migliore” sui banchi e le poltrone della Regione Marche quanto dubbiosi di poter governare ancora in futuro Civitanova che oggi accelerano sulle loro manovre urbanistico amministrative: tanto che il 29 luglio scorso tutti presenti, uniti e compatti, i nostri amministratori, guidati dall’urbanista Troiani, hanno approvato una delibera, pubblicata come al solito due settimane dopo, che disegna sul piano regolatore altri 18.500 mq. di superficie commerciale»  spiega Rossi. Dentro il riammagliamento della viabilità urbana a quella extraurbana (una strada che bypassa la ferrovia e il  prolungamento di via Castelfidardo) ci sono finite tre nuove aree commerciali. «Senza farsi ammaliare dalle tanto fantasiose quanto fuorvianti premesse ed usando un po’ d’immaginazione, vista l’assenza degli elaborati tecnici citati in delibera ma non pubblicati, Ciarapica, Troiani e soci hanno approvato una variante di destinazione della zona antistante l’uscita terminale della superstrada 77 trasformandola da area a “attrezzature ed impianti di interesse generale” ad area commerciale/direzionale per una superficie utile lorda di 9mila metri quadrati con infrastrutture e sottopasso ferroviario non a carico dei privati ma della collettività – continua Rossi – altri 6.047 mq. di commerciale con infrastrutture ed opere pubbliche a carico dei privati fra questa area e la rotonda Pellegrini,  un’altra variante per ulteriori 3400 metri quadrati di commerciale, di nuova costituzione, in una area “delicata” dal punto di vista ambientale, già conosciuta visto gli incessanti tentativi, in un passato abbastanza recente, di trasformazione da parte della proprietà. Si tratta di un’area verde, compresa tra il ponte sul Chienti e l’attuale locale “La Serra” (ex Pellegrini piante), oggi destinata ad “attrezzature ed impianti di interesse generale”, strettamente connessa ad un sistema ambientale non urbanizzato, di tipo naturale ed in cui non sono ammesse opere non compatibili con la tutela integrale dei corsi d’acqua e dei litorali marini. Vincoli che, con ogni probabilità, astutamente supereranno con la cessione di superfici verdi che fungono da filtro verso il Chienti o destinate a brevi tratti di piste ciclabili da riconnettere ad una fantomatica “rete di mobilità sostenibile”. Fumo negli occhi. Tutto questo da concretizzare in fretta e furia, nel giro di pochi mesi, prima che Ciarapica e soci lascino la gestione della città, che avevano promesso di trasformare in 5 anni, per sedere su poltrone più comode e fare altri danni più grossi».

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