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Giulianelli: «Sciapichetti non ha memoria
In 25 anni di governo della sinistra,
il Maceratese è stato dimenticato»

POLITICA - Continua il botta e risposta tra l'avvocato candidato con Acquaroli e l'assessore regionale del Pd sull'attenzione dedicata da palazzo Raffaello alla nostra provincia
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Giancarlo Giulianelli

 

Il candidato del Movimento per le Marche Giancarlo Giulianelli, la reprimenda dell’assessore regionale ai lavori pubblici Angelo Sciapichetti non l’ha digerita per nulla. Sciapichetti ha ribattuto a Giulianelli (“Macerata in Regione è figlia di un dio minore” ha detto l’avvocato riferendosi al fatto che l’Ente privilegi a suo dire Ancona e Pesaro) sottolineando come negli ultimi anni sia vero il contrario con Macerata beneficiaria di finanziamenti imponenti. L’avvocato Giancarlo Giulianelli torna all’attacco: «Quando si dice e si scrive che le tre province del Sud delle Marche sono considerate figlie di un dio minore non è il frutto di una esternazione inedita fatta per la prima volta da me nel 2020. Posso citare, giusto per riferirmi a una parte politica diversa dalla mia, quello che disse il signor Pietro Marcolini quando partecipò alle primarie del centrosinistra regionale contro Ceriscioli, primarie poi perse. Marcolini faceva esplicito riferimento alla sperequazione esistente tra le province di Ancona e di Pesaro e le altre delle Marche. Marcolini lo diceva poi da ex assessore regionale al Bilancio. Sciapichetti non ha buona memoria, tipico di certi personaggi politici. Quello che Sciapichetti non ci dice è un altro dato che vorrei invece chiarisca: in 25 anni di governo delle Marche del centrosinistra, ci faccia la sintesi e dica quante risorse sono state allocate al Nord e quante al Sud delle Marche». L’invito di Giulianelli: «Non prendiamo solo l’ultimo dato temporale che, per il Maceratese, è caratterizzato da due eventi disastrosi: il primo è il fallimento della ex Banca Marche e il secondo è il terremoto. La vicenda ex Banca Marche sta avendo conseguenze nefaste per l’economia del territorio, la difficoltà per le piccole e medie imprese di avere credito da un operatore legato al territorio. Ci sono, è vero Banco Marchigiano e Banca di Macerata ma le loro dimensioni non sono certo quelle della ex Banca Marche. Sciapichetti parla di 800 milioni, ma la metà riguarda il terremoto ed anche in questo campo la Regione non ha certo brillato per capacità decisionale e per capacità di interlocuzione politica con il Governo. Si è registrato soltanto il lodevole lavoro dell’Ufficio ricostruzione guidato dal maceratese Cesare Spuri soffocato da burocrazia e norme. Rilevo anche che dalla sinistra in tutti questi anni non si è levata una voce a difesa della ex Banca Marche, sono stati in silenzio anche quando il governo Renzi ha firmato il decreto che ha portato al fallimento della banca di origine maceratese. Per Monte dei Paschi, che aveva invece numeri spaventosi, ci si è mossi molto diversamente salvandola. Ed ora i maceratesi, e tutti i marchigiani, ne pagano le catastrofiche conseguenze. Sciapichetti non si limiti a rilanciare le parole-guida di Ceriscioli sul fatto che Macerata sarebbe stata la più sostenuta dalla Regione, guardi ai fatti e i fatti dicono che Macerata e la sua provincia sono “figli di un dio minore” quanto all’interesse manifestato storicamente dal centrosinistra».

(L. Pat.)

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