Lotta intestina in maggioranza,
«inaccettabile forzatura di Fdi»
A rischio la presidenza dell’Atac

RIUNIONE infuocata, strappo tra Vince Civitanova e Fratelli d'Italia. Possibili ripercussioni sulla presidenza di Massimo Belvederesi che guida l'azienda municipalizzata. Monia Rossi conferma: «Non siamo soddisfatti della gestione». Le tensioni sono dovute alla richiesta di una mozione che impegni per iscritto il sindaco a farsi garante del ripristino dello status quo dell'ospedale. Domani sera il Consiglio comunale potrebbe riservare sorprese
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di Laura Boccanera

Resa dei conti nella maggioranza, riunione infuocata, Fratelli d’Italia e Lega sempre più lontani dall’amministrazione Ciarapica. Anche se la riunione era online, le urla e le ire dei consiglieri sembravano oltrepassare gli schermi a detta di chi vi ha partecipato. E domani sera ritorna il Consiglio comunale.

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Massimo Belvederesi di FdI, presidente dell’Atac

L’incontro virtuale con la maggioranza di sabato  aveva infatti come obiettivo quello di discutere dei punti all’ordine del giorno dell’assise, ma la discussione si è scaldata quando Fratelli d’Italia ha chiesto di preparare una mozione che inserisse per iscritto il ripristino di tutte le funzioni e i reparti dell’ospedale di Civitanova. Una mozione insomma che impegnava la giunta ad esigere dalla Regione il ritorno allo status quo pre emergenza Covid. Già nei giorni scorsi Fratelli d’Italia aveva mostrato disappunto per la costruzione del presidio Covid di Bertolaso alla fiera di Civitanova. E già a metà aprile il gruppo consiliare aveva preparato una mozione con la quale impegnava il sindaco e la giunta a pretendere garanzie per l’ospedale di Civitanova, affinché da Covid hospital tornasse ospedale destinato a tutta la popolazione con la normale erogazione delle prestazioni sanitarie. La richiesta è stata inserita all’ultimo punto tra le mozioni da discutere. E’ proprio qui che la maggioranza ha mostrato una certa rigidità, come raccontano alcuni consiglieri, sostenendo che la mozione era un attacco all’operato del sindaco. Due le fazioni schierate, da un lato Fratelli d’Italia (con 4 consiglieri) che ha incassato anche il sostegno della Lega (Giuseppe Beruschi) e di alcuni consiglieri indipendenti (Croia e Marzetti sono dubbiosi rispetto all’astronave Covid alla fiera), dall’altro i fedelissimi di Vince Civitanova come Monia Rossi e Vincenzo Pizzicara, Fabiola Polverini e Armando Lazzarini, più il sostegno della consigliera della lista Obiettivo Civitanova Laura Marinelli. La discussione è durata oltre un’ora con toni forti ed accesi e accuse pesantissime al sindaco. Una situazione che rimane infuocata anche in vista del Consiglio comunale di domani. Sabato sera il gruppo ristretto di Vince Civitanova si è riunito per pensare alla contromossa. Le ripercussioni della lotta intestina potrebbero avere effetti sulle partecipate (Atac a presidenza Massimo Belvederesi) oppure scaricarsi sulla defenestrazione dell’assessore Pierpaolo Borroni, o ancora sulla presidenza dei Tdc con Aldo Santori, uscito da Vince Civitanova ed entrato proprio in Fdi.

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Monia Rossi

«Il nome di Borroni non si discute – conferma Monia Rossi – mentre sulle modalità di gestione dell’azienda Atac c’è un confronto in atto. A mio avviso nell’ultimo periodo la gestione non si è dimostrata all’altezza ed efficace a fronteggiare l’emergenza. Parlo dell’organizzazione delle farmacie, ma prima ancora con la vicenda delle tariffe dell’acqua. Quindi su questo confermo ci sia una discussione. Per quanto riguarda la mozione invece abbiamo precisato che qualunque atto verrà presentato alla Regione dovrà essere congiunto e non a firma di una sola forza politica, quindi no alle mozioni dei singoli, dobbiamo decidere però se sarà un documento per il quale chiederemo l’approvazione del Consiglio tutto visto che si parla di salute o se sarà sufficiente un passaggio in maggioranza, ma sarà ad ogni modo un documento unitario e condiviso. Non è accettabile la forzatura politica di Fratelli d’Italia che cerca di dimostrare una forza maggiore rispetto ad altri gruppi politici».

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