Covid center, Patassini attacca Ceriscioli:
«Maggiori rischi in terapia intensiva
con i doppi turni di medici e infermieri»

CIVITANOVA - Il parlamentare della Lega accusa: «Si rischia di trasformare l’eccellente lavoro dei sanitari in una sorta di manodopera da “caporalato"»
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Tullio Patassini, deputato della Lega

«Basta con i giochi sulla pelle di cittadini ed operatori sanitari: è assurdo cercare personale per l’ospedale Covid in fiera a Civitanova autorizzando doppi turni di anestesisti, medici ed infermieri di terapia intensiva. Ceriscioli rischia di trasformare l’eccellente lavoro dei sanitari in una sorta di manodopera da “caporalatoi. Lo dico anche da figlio di anestesista». Tullio Patassini, parlamentare marchigiano della Lega, interviene così sul bando emesso dalla regione per reclutare medici e infermieri per il costruendo Covid center alla fiera di Civitanova. «Presidente e giunta Pd delle Marche pur di rimediare a storici errori nell’organizzazione sanitaria e nell’emergenza Covid fingono di ignorare che in terapia intensiva, più che in altri reparti, copertura continua e qualità del lavoro sono garantiti grazie all’alternanza calibrata di turni attivi e ore di riposo – spiega Patassini – Doppi turni equivalgono a zero riposo e non serve che Ceriscioli e i suoi nascondano dietro la volontarietà dell’adesione lo scaricabarile».

Per l’onorevole leghista «Ceriscioli sta solo cercando di buttare fumo negli occhi dei marchigiani per le evidenti incongruenze dell’operazione Fiera Covid. Prima lo giustifica come strumento temporaneo per fronteggiare il picco, poi decide che serve a liberare dal Covid le terapie intensive degli ospedali, poi nei fatti, riduce qualità dell’assistenza e personale per la normale attività di quelle terapie intensive che vorrebbe liberare. Ceriscioli o non sa programmare oppure, visto che ha depauperato in ogni modo la sanità pubblica marchigiana con la dismissione degli ospedali, pensa di farlo anche con la forza lavoro qualificata – conclude Patassini – Dalla stampa si apprende che la fiera potrebbe essere ampliata per farne un polo di eccellenza sanitario ben oltre la durata della pandemia. Sarebbe un ulteriore, gravissimo errore: l’eccellenza è quella dove medici e infermieri hanno dimostrato di essere una risorsa preziosa ed integrata come nelle filiere ospedaliere esistenti, non quella delle fiere marchigiane trasformate in ospedali».

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