Ceriscioli: «Governo in costante ritardo
Decreto liquidità non è un salva banche
Covid Center? In futuro sarà ricollocato»

IL GOVERNATORE sulla situazione delle Marche: «Linee guida su riaperture e test sierologici attesi da 2 settimane. Il decreto liquidità deve aiutare le imprese non gli istituti di credito a sistemare vecchie situazioni. La struttura alla fiera di Civitanova rimarrà almeno un anno. Ci aspettiamo di raggiungere l’R0 a fine maggio»
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Luca Ceriscioli alla fiera di Civitanova

 

«Governo in costante ritardo nel dare risposte, linee guida su riaperture e test sierologici attesi da due settimane. Il decreto liquidità deve servire alle aziende e non alle banche per sistemare vecchie situazioni. Il Covid center di Civitanova necessario, dovrebbe rimanere un anno, poi sarà ricollocato e riutilizzato anche in uno spazio positivo». Il governatore Luca Ceriscioli così a Sky tg24 (secondo quanto riferisce l’agendia Dire). Il presidente della Regione, che ha dato una svolta netta nella gestione della crisi Coronavirus rispetto a quanto fatto per la situazione del terremoto, chiede al Governo «di avere dei tempi compatibili con i problemi, con quello che ci chiedono le imprese, con quello che ci chiedono i cittadini e con quello che ci chiede l’emergenza. Andare fuori tempo oggi non ci è consentito. Ogni risposta è arrivata molto dopo rispetto a quando serviva. Se manca il tempismo il pericolo è che ogni volta uno si vede organizzare per dare risposte che non arrivano in maniera coordinata e si agisce in maniera scoordinata».

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Il macchinario per gli screening sierologici

Non solo mancano le linee guida per la riapertura ma anche per gli screening sierologici: «annunciate due settimane, ad oggi non ci sono ancora. Questo ci costringe ognuno ad agire per conto proprio». Ceriscioli ha poi affrontato la situazione dell’economia. In particolare si è soffermato sul decreto liquidità: «è un salva imprese, non un salva banche. Si calcola un danno nell’ordine del 15/20% del Pil regionale quindi parliamo di miliardi. Un ordine di grandezza importantissimo. La risposta che ci si aspetta da Governo, Ue e, per quello che potremo fare, dalle Regioni viene ritenuta dalle imprese importantissima. Devono ripartire, sono il motore della nostra regione e del Paese. Hanno bisogno di benzina ossia di liquidità ed è quindi necessario che tutto il sistema sia orientato verso questo obiettivo. Banche e istituzioni si rendano conto che questa iniezione di risorse è essenziale. Senza economia e senza imprese difficilmente i fondamentali troveranno un equilibrio».

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I lavori alla Fiera di Civitanova (foto De Marco)

Obiettivo di Ceriscioli sono proprio gli istituti di credito: «Abbiamo visto alcuni atteggiamenti delle banche che vorrebbero utilizzare il decreto Liquidità per coprire vecchie situazioni. Sono scelte sbagliate. È inutile provare a salvare un pezzo del proprio bilancio dal punto di vista bancario perché il decreto non è un salva banche ma un salva imprese. Ognuno faccia la propria parte ma le risorse vanno utilizzate per dare liquidità alle imprese». Nel corso dell’intervista a Sky tg24 il governatore ha poi parlato di come vanno i contagi nelle Marche (oggi 76 casi in più rispetto a ieri su 1.440 test, che significa circa il 5% di positività, un dato cresciuto rispetto a ieri che era di poco inferiore a, 2,5%). «I nostri dati ci dicono che a fine maggio dovremmo raggiungere l’R zero. La parte sud delle Marche è già in quella posizione». Non è mancato un riferimento al Covid center alla Fiera di Civitanova: «Lo stesso ministro ha indicato la necessità di individuare strutture covid in tutte le regioni per chiudere la coda del contagio e far tornare gli ospedali alla normalità. Non si può poi escludere a fine autunno una recrudescenza del fenomeno e dunque avere una struttura dedicata, specializzata e che impegna meno medici in rapporto ai pazienti che può gestire, diventa essenziale. Una struttura modulare che, penso, almeno per un anno dovrà essere utilizzata. Poi sarà ricollocata e riutilizzata anche in uno spazio definitivo. L’obiettivo è di avere nelle Marche strutture flessibili pronte per qualunque emergenza».

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