«Ospedale di Civitanova,
il 15 giugno tutti i reparti riattivati»
Al via le cure col plasma

SANITA' - Vigilia di fine lavori per il Covid center di Civitanova. Il sindaco Ciarapica: «Ora la Regione completi i due piani del nostro nosocomio». Il consigliere Micucci: «Con la nuova struttura completata, riprenderà la normale attività». L'assessore Sciapichetti annuncia che a giorni partirà la sperimentazione con la nuova terapia, su estetisti e parrucchieri: «Abbiamo sottoscritto un protocollo, se andrà bene ripartiranno entro il 18 maggio»
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Il nuovo Covid center

 

Il sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica è soddisfatto per il doppio risultato ed invita la Regione a muoversi da subito, come promesso, «per il completamento dei due piani dell’ospedale di Civitanova Alta, rimasti allo stato grezzo. Per il resto registro che ora a Civitanova – grazie alla disponibilità da me data fin da subito – abbiamo un ospedale di eccellenza che è il Covid Hospital e l’ospedale vecchio che tornerà ad avere tutte le attività che aveva prima, si riparte anche con lo stesso personale sanitario che c’era prima». Vigilia di fine dei lavori al Covid Hospital, già fatta la delibera regionale di ripristino della normalità nelle strutture ospedaliere: il passaggio è oggetto di una serie di interventi.

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Francesco Micucci, capogruppo Pd in Regione

«Come promesso l’ospedale di Civitanova sarà a breve uno dei primi a diventare “Covid free”: la prossima settimana in concomitanza con l’apertura del Polo Covid alla Fiera anche la Medicina Covid dell’ospedale di Civitanova sarà liberata. Tutte le paure di questi mesi su una possibile costituzione permanente dell’ospedale di Civitanova come polo Covid o peggio del suo depotenziamento sono dunque spazzate via». Ad annunciarlo il capogruppo Pd in Regione Francesco Micucci e i consiglieri comunali Giulio Silenzi, Mirella Franco e Yuri Rosati, che aggiungono: «In questi ultimi mesi l’ospedale di Civitanova ha prestato un servizio di incommensurabile valore nel momento di massima emergenza Covid ed oggi che la curva dei contagi è finalmente scesa sarà uno dei primi ad essere “liberato” come assicurato sin dal principio. Il reparto di ginecologia tornerà anch’esso alle ordinarie funzioni in quanto, una volta dimesse le gestanti affette dal Covid oggi ricoverate a Civitanova, il centro di ginecologia covid si sposterà a Marche Nord. Entro il primo giugno di pari passo alla sanificazione dell’ospedale verranno riaperti, gradualmente, il reparto di allergologia e tutti gli ambulatori e, una volta ultimati i lavori di manutenzione degli impianti d’areazione e la sostituzione di almeno 70 postazioni letto, entro metà mese di giugno riapriranno tutti gli altri reparti (Ematologia, Otorinolaringoiatria, Trasfusionale, Dialisi). In sostanza entro il 15 giugno tutti i reparti verranno riattivati e sanificati. L’ufficio tecnico di Asur partirà poi con la redazione di un progetto preliminare per sistemare i due piani grezzi che prevede, a fianco della Biobanca già esistente, la sistemazione dei nuovi reparti di Dialisi e Psichiatria. Non appena l’ospedale sarà libero dal Covid riprenderanno infine i lavori per la nuova risonanza magnetica, già partiti da mesi e bloccati dal lock-down, ed i lavori per il trasferimento dell’Oncologia che, come previsto, saranno ultimati nel giro di un paio di mesi. Infine, anche nel caso di una nuova ondata di Covid – precisano i consiglieri – l’ospedale di Civitanova sarà, come avevamo garantito, fuori dalla rete dell’emergenza”. È stato quindi mantenuto tutto quanto detto nei mesi scorsi: basta allarmismi».

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L’assessore regionale Angelo Sciapichetti durante un sopralluogo alla Fiera di Civitanova

Per conto della Regione è l’assessore alla Protezione civile Angelo Sciapichetti ad intervenire: annunci sulle prossime azioni  in fatto di assistenza sanitaria e di sostegno alle imprese e un attacco alla Lega. «Nell’emergenza coronavirus la Lega e suoi rappresentanti, non avendo avuto modo, per dirla in termini calcistici di “toccare palla”, si affannano ogni giorno a fare comunicati stampa tesi a valorizzare il loro contributo in realtà inesistente o ininfluente se non per fini propagandistici ed elettorali – dice Sciapichetti -. Mi limito solo ad alcuni esempi. Ieri è sceso in campo addirittura Salvini per stigmatizzare una fatto (la requisizione di mascherine importate dalla Cina) che in realtà si verifica dall’inizio dell’emergenza. Il commissario Arcuri infatti requisisce sin dall’inizio presso la Dogana, tutto il materiale importato nel nostro Paese da soggetti diversi da quelli autorizzati alla gestione dell’emergenza, al fine di verificare la certificazione del materiale stesso e/o evitare effetti speculativi commerciali (non era questo il caso dei dispositivi sequestrati nelle Marche). Il materiale ovviamente, una volta controllata la necessaria corrispondenza ai requisiti richiesti viene poi distribuito dal sistema di protezione civile nazionale su tutto il territorio nazionale. Nei giorni scorsi, la Lega si è affrettata a far sapere “urbi et orbi” che l’ospedale di Camerino verrà presto restituito alle sue importanti funzioni di presidio sanitario del territorio dell’alto maceratese. Peccato che fosse già previsto al momento della conversione del locale nosocomio in ospedale Covid nella delibera di Giunta del 9 marzo scorso dove c’è scritto testualmente: “al termine della fase straordinaria, l’assetto strutturale del servizio sanitario regionale sarà ripristinato come era precedentemente; eventuali tecnologie (e qui c’è il potenziamento) acquisite durante il periodo emergenziale, rimarranno patrimonio delle strutture che se ne avvalgono”. Ergo, la mozione tanto sbandierata dai leghisti arriva quasi due mesi dopo e a nulla serve se non a fare propaganda elettorale. Oggi ci chiedono con una nuova mozione di accelerare sulla sperimentazione per l’utilizzo del plasma per la cura dei pazienti colpiti da Covid 19. Peccato che il comitato etico regionale si sia già riunito ieri e abbia già deciso che la sperimentazione negli ospedali marchigiani avrà inizio i prossimi giorni. Quanto ai parrucchieri, barbieri, estetisti, ben prima dell’inutile emendamento presentato alla camera dall’on. Patassini giustamente respinto, la Regione ha già sottoscritto la settimana scorsa un protocollo d’intesa, con Confartigianato, Cna, Asur e Ufficio d’igiene regionale, che farà da apripista a livello nazionale. Se darà esito positivo come speriamo, (domani ci sarà una sperimentazione pratica) l’obiettivo è la riapertura dei servizi alla persona entro e non oltre il 18 maggio. Quanto agli aiuti alle piccole imprese dalla Lega solo polemiche e demagogia. Senza indicare dove si sarebbero trovati i soldi, senza quindi copertura finanziaria, sono venuti in Consiglio a proporre un fondo di 100 milioni per la concessione di un contributo di 15mila euro a fondo perduto da concedere a tutte le imprese che hanno un fatturato inferiore ad un milione di euro. La cosa sarebbe andata benissimo anche per il governo regionale; il problema è che, facendo quattro conti, le imprese con un fatturato inferiore ad un milione di euro nelle Marche sono quasi 140mila e per dare a tutte il contributo proposto dalla Lega sarebbe stato necessario un importo di oltre due miliardi di euro, (quasi una manovra finanziaria nazionale) perché con 100 milioni avremmo soddisfatto sì e no solo 6mila imprese. Su questo versante la Giunta tramite l’assessore al bilancio Cesetti, con concretezza ha già messo in campo attraverso i confidi 14 milioni di euro e si è impegnata a portare in Consiglio nei prossimi giorni e comunque entro il 15 maggio una nuova manovra finanziaria utilizzando gli avanzi vincolati per aiutare con un contributo straordinario (il cui importo verrà definito nei prossimi giorni) tutte le aziende che in queste settimane hanno subito danni dall’emergenza covid 19».

(redazione CM)

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