L’appello di Domenico Guzzini:
«Siamo in una economia di guerra
Al governo gli uomini migliori»

EMERGENZA - Il presidente di Confindustria Macerata: «Nulla contro il premier che è un avvocato ma credo sia necessaria una task force guidata da personaggi capaci, tipo Draghi. C'è bisogno di finanziamento alle aziende che a brevissimo rischiano di chiudere per mancanza di liquidità»
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Domenico Guzzini, presidente di Confindustria Macerata

 

di Luca Patrassi

«Il sistema economico così rischia il collasso, più tempo si passa in questo stato e più difficile sarà per le imprese rialzarsi ed uscire dalla crisi. L’Italia ha le eccellenze, le professionalità giuste per affrontare l’emergenza ed allora usiamole. Nulla contro il premier che è un avvocato ma credo sia necessaria una task force guidata da personaggi capaci, tipo Draghi per fare un esempio. La risposta non può essere un decreto non chiaro annunciato a mezzanotte». L’imprenditore recanatese Domenico Guzzini, presidente della territoriale maceratese di Confindustria, spiega la situazione che oggi sta vivendo chi al mattino si sveglia e apre aziende, laboratori, negozi per fare impresa, creare occupazione e benessere. «Peraltro il decreto di Conte lo abbiamo ricevuto anche tardi provocando un ulteriore senso di sbandamento, non ci sono direttive chiare e in molti non sanno ancora se possono aprire o star chiusi. In tutto questo sono basito nel leggere che c’è chi pensa addirittura a scioperi, tipo Landini. Ma dove sono, in che mondo vivono questi? Bisogna lavorare insieme e insieme trovare le soluzioni giuste affidandosi agli uomini migliori. Il Governo continua a dire che sta lavorando con le opposizioni anche se il Parlamento è chiuso, non voglio fare politica, osservo anzi che siamo tornati ad una economia di guerra, di diverso c’è che vi assistiamo comodi, seduti a casa e non al fronte come hanno dovuto fare purtroppo i nostri avi. Restare a casa non mi sembra un sacrificio che limiti le libertà costituzionali».

Il riflesso economico del decreto: «Non è ancora noto nel dettaglio chi potrà continuare a produrre ma – più o meno – si tratterà di uno stop al 70% delle attività produttive. Se la produzione ha un valore di 1800 miliardi all’anno, si capisce che fermare per un mese il 70% delle imprese ha un costo di cento miliardi. Non sono cifre irrilevanti, tradotto il decreto nel territorio significa che sono molte le imprese maceratesi che sono allarmate giustamente non sapendo se avranno la forza di riaprire alla ripartenza». L’appello: «Il decreto della scorsa notte non indica nemmeno la durata dello stop per le aziende, un mese? Due? Da un lato non si dice nulla quanto al sostegno economico alle imprese e dall’altro si prendono iniziative assurde come il rinvio di 4 giorni per il pagamento dei contributi o la proposta folle di un clic day per partecipare alla lotteria dei 600 euro di contributo alle partita Iva ». Quindi, secondo l’amministratore della Flli Guzzini, «c’è bisogno di finanziamenti alle aziende, specie per il tessuto delle piccole e medie imprese, che a brevissimo rischiano la morte per assenza di liquidità prese in mezzo tra i fornitori e gli stipendi da pagare e le entrate che non ci sono per effetto del fatto che i clienti non riescono a vendere perché i negozi sono chiusi. Il problema non è di un singolo ma del sistema Paese: se salta il sistema delle imprese, a catena verranno contagiati tutti, dalle banche al sistema previdenziale. In questa situazione c’è però chi minaccia gli scioperi, gente fuori dal tempo e dalla realtà» . Il da farsi: «in questa situazione dobbiamo capire che bisogna lavorare insieme ed uniti con il sostegno del governo italiano e dell’Europa. Siamo ancora vivendo l’emergenza sanitaria per la quale anche noi ci siamo mossi, come azienda e come associazione, con donazioni agli ospedali e alle associazioni in prima linea. Giustamente prima viene la vita, l’assistenza ai malati ma non bisogna perdere troppo altro tempo nel dare la terapia salvavita all’economia, a riprendersi non servirà la flebo data finora dal governo. Per uscire da questa crisi ci vogliono gli specialisti riconosciuti nel mondo come eccellenze italiane, lo ripeto ancora una volta e con me tanti imprenditori. Chi è al governo dovrebbe avere l’umiltà di fare un passo indietro e dare la scena a chi ha competenze specifiche di alto profilo». Un giudizio positivo arriva invece per l’operatore del governatore Ceriscioli: «Osservo che in questa fase si è mosso bene, ha avuto il coraggio delle scelte, anche in difformità dalle linee indicate dal governo: ha fatto bene e lo abbiamo sostenuto». Guzzini comunque, nonostante tutto, guarda al futuro con una dose di ottimismo: «Quando usciremo da questa emergenza, ne usciremo cambiati nei modi di vita, nei consumi. Stiamo pensando oggi a cosa fare per farci trovare pronti domani alla ripresa, stiamo pensando a nuovi prodotti facendo incontri, progetti anche con l’università. Il mondo cambierà, ma noi imprenditori vogliamo essere della partita e saremo in campo con creatività e capacità di innovazione anche tecnologica. Purchè oggi governo italiano ed Europa ci diano l’attenzione che il momento drammatico merita, non perdiamo altro tempo e affidiamo le scelte alle nostre eccellenze. Le soluzioni non possono essere decreti non chiari fatti a mezzanotte o gli scioperi».

https://www.cronachemaceratesi.it/2020/03/13/guzzini-ora-priorita-alla-salute-poi-la-stessa-attenzione-per-garantire-il-lavoro/1375519/

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