«Basta ritardi su lavoro agile»
Cgil e Cisl scrivono agli enti pubblici

EMERGENZA - Moretti e Coppari della Funzione pubblica sollecitano Comuni, Provincia e Unioni montane: «Non si accetteranno tentativi di aggirare la normativa, salute e sicurezza del personale dipendente vengono prima di tutto»
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Andrea Coppari e Alessandro Moretti

 

Lavorare da casa e senza ulteriori ritardi. Questa in sintesi la richiesta di Fp Cgil Macerata e Cisl Fp Macerata per voce dei segretari Andrea Coppari e Alessandro Moretti alle pubbliche amministrazioni della provincia. I due hanno inviato oggi a Provincia, Comuni e Unioni montane, una lettera di sollecito per applicare le direttive del decreto Cura Italia emanato a causa dell’emergenza coronavirus. «Non si accetteranno ulteriori ritardi o tentativi di aggirare la normativa, salute e sicurezza del personale dipendente vengono prima di tutto», dicono Coppari e Moretti.

Nella lettera inviato oggi chiedono alle amministrazioni «di attivarsi tempestivamente per limitare la presenza del personale negli uffici per assicurare esclusivamente le attività indifferibili che richiedono necessariamente la presenza sul luogo di lavoro. Far svolgere a tutto il personale non coinvolto nelle attività indifferibili da svolgere necessariamente in presenza la propria prestazione lavorativa in forma agile». E poi che «solo nei casi in cui a causa della tipologia di mansione non sia possibile ricorrere al lavoro agile (impedimento che, a parere delle scriventi va giustificato vista la chiara ratio della normativa di agire attraverso questa modalità operativa salvo casi eccezionali) si invita infine a dar corso a quanto previsto dall’art 87 comma 3 del Decreto, utilizzando gli strumenti delle ferie pregresse, del congedo, della banca ore, della rotazione e di altri istituti analoghi ed infine esonerando il personale dal servizio, considerando il periodo di esonero come servizio prestato a tutti gli effetti di Legge. Si sottolinea infine a riguardo come per “ferie pregresse” vadano intese quelle maturate e non godute nell’annualità 2019, diffidando quindi dall’utilizzo dei ratei maturati e maturandi nell’anno in corso. Alla luce di quanto sopra rappresentato, è evidente che comportamenti difformi (mancata concessione smart working, utilizzo ferie 2020, richiami in servizio di personale per mansioni che possono essere svolte nella forma del lavoro agile ecc) sono contrarie alla legge». I sindacalisti chiedono infine di fornire i dati relativi al numero e alla tipologia di attivazioni del lavoro da casa e all’assegnazione di congedi, ferie e permessi.

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