Decreto, Canil: «C’è confusione
e chi specula sulle materie prime»
Faggiolati: «No a pressione sindacale»

ECONOMIA - L'imprenditore di Matelica: «Il nostro gruppo prosegue l’attività produttiva, siamo inseriti nella filiera farmaceutica. Massima l’attenzione alla sicurezza e alla tutela della salute». L'amministratore unico della Faggiolati Pumps: «Considero, il nostro settore essenziale, per gli utilizzatori privati, per le Municipalizzate, per le industrie che lavorano per l’emergenza: rispettando tutte le norme, che ci sono state dettate noi continueremo a lavorare al 75%»
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Mauro Canil

 

di Luca Patrassi 

Il suo Matelica, inteso come squadra di calcio e di educazione allo sport per centinaia di ragazzini, è a casa da settimane, alle prime avvisaglie dell’emergenza. La sua azienda – un gruppo di otto imprese con la Fidea capofila – è al lavoro anche oggi, anche dopo il decreto notturno del premier Giuseppe Conte. Mauro Canil, presidente del Matelica calcio ed imprenditore attivo nella piazza che fu, ed è, di Enrico Mattei, osserva: «Il nostro gruppo prosegue l’attività produttiva, siamo inseriti nella filiera farmaceutica ed è dunque considerato un settore strategico. Massima l’attenzione alla sicurezza e alla tutela della salute dei nostri addetti che hanno tutti i dispositivi di protezione individuale iniziando dalle mascherine che avevamo acquistato in tempi non sospetti, a gennaio, alle prime avvisaglie del virus – dice Canil a Cronache Maceratesi – . Agli operai abbiamo dato un termometro per misurarsi la temperatura al mattino e alla sera, l’azienda fa controlli a campione. Continuiamo a lavorare prestando la massima attenzione, l’appello che rilanciamo a quanti non si devono muovere per lavoro o per necessità è quello di stare a casa».

Voi continuate a lavorare, ma come giudica il decreto Conte per le imprese?

«Non esprimo giudizi politici, registro che ad oggi c’è ancora confusione su chi deve lavorare e chi no: certo prima di uscire con il decreto era forse meglio definire gli elenchi delle attività che devono restare chiuse, c’è stato un difetto di comunicazione».

Lei insomma guarda avanti.

«Ci vuole lo sforzo di tutti. Vede, noi produciamo prodotti igienizzanti per le superfici e siamo in attesa dell’autorizzazione per i gel igienizzanti per le mani: ecco non è tollerabile che, mentre c’è una emergenza salute, i produttori delle materie prime invece speculino sulla situazione rincarando i prezzi alla fonte del 500%, ho i documenti in mano di quello che sto dicendo. Ecco, questo non è tollerabile e andrebbe controllato. Noi finora abbiamo tenuto i prezzi bloccati ma saremo costretti a rivedere i listini per effetto della speculazione sulle materie prime Poi certamente sono molto preoccupato per la situazione economica, ci sono aziende che hanno già chiuso da un pezzo per l’emergenza corona virus chiudendo anche il rubinetto delle entrate. Bisogna agire a sostegno di chi è in difficoltà ma bisogna farlo anche contro chi specula sulla salute».

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Giovanni Faggiolati oggi in azienda

A proposito delle incertezze legate all’applicazione del decreto Conte sulla chiusura delle aziende non considerate strategiche, si pone l’intervento del maceratese Giovanni Faggiolati, amministratore unico della Faggiolati Pumps, fatto all’assemblea di Anima che unisce le aziende del settore della meccanica: «Essendo nel pomeriggio in fonderia, esprimo il mio parere in merito al decreto. Considero, il nostro settore essenziale, per gli utilizzatori privati, per le Municipalizzate, per le industrie che lavorano per l’emergenza: rispettando tutte le norme, che ci sono state dettate noi continueremo a lavorare al 75%. Ogni giorno parlo con i miei collaboratori, e dopo tutte le raccomandazioni della sicurezza, lascio massima disponibilità di scelta, chi non vuol venire al lavoro , può, stare in ferie o in permesso o non si sa come deve essere valutata la sua assenza. Trovo esagerata la pressione sindacale, che dovrebbe dire chi lavora nei supermercati, chi lavora nei trasporti, chi lavora negli ospedali? E questi signori se hanno bisogno dei nostri prodotti ? Che rispondiamo, siamo chiusi? L’acqua è un bene essenziale, ce lo siamo scordati? Troviamo una giusta soluzione ed diamo il nostro concreto contributo».

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