Tari rinviata a fine giugno,
Staffolani: «Scelta elettorale di Parcaroli»
Ospedale, Cherubini: «6 ettari di troppo»
DIARIO ELETTORALE - Il dubbio sollevato dal candidato consigliere del Pd: «La scadenza dell'acconto doveva essere il 30 aprile: ha timore di spaventare i cittadini?». L'esponente pentastellato batte sul nuovo nosocomio: «Il progetto originario della giunta Carancini era di 14 ettari, dalle carte della Regione solo 8 effettivamente necessari. Le parti in eccesso tornino ad un uso agricolo, erroneamente cancellato con la variante». Domani sera a poche centinaia di metri uno dall'altro gli eventi di chiusura di centrodestra e centrosinistra

Daniele Staffolani (Pd)
«Rinviato il pagamento della Tari. Forse Parcaroli ha paura di spaventare i cittadini maceratesi?». Se lo chiede Daniele Staffolani, candidato consigliere del Pd a sostegno di Gianluca Tittarelli.
Il tema è quello, appunto, del pagamento della tassa sui rifiuti, la cui scadenza «l’amministrazione Parcaroli, fin dal suo insediamento, ha sempre individuato nel 30 aprile per la prima rata – ricorda Staffolani – e così, in effetti, è avvenuto anche per il corrente anno, sulla base della deliberazione del consiglio comunale 97 del 16 dicembre 2025, adottata, si badi bene, prima che si conoscesse la data delle elezioni comunali, fissate con Decreto del Ministero dell’Interno del 25 febbraio scorso».
Allora Staffolani evidenzia come «la stessa amministrazione, tuttavia, con una recente delibera di giunta comunale, ha posticipato al 30 giugno 2026 la scadenza del pagamento della prima rata della Tari, adducendo motivazioni di ordine burocratico, legate all’applicazione del cosiddetto “bonus sociale”, in conformità a talune circolari dell’Arera. È noto, tuttavia, che il pagamento di ambedue le rate della Tari avviene, comunque, a titolo di acconto, soggetto a conguaglio nei primi mesi dell’anno successivo a quello di riferimento, il che, appunto, non ha impedito a diversi Comuni della Regione, pur in presenza delle medesime problematiche attuative, di confermare le consuete scadenze (il 15 maggio il Comune di Recanati, il 18 maggio il Comune di Ancona)».
Ecco quindi il dubbio sollevato dal candidato dem: «Sorge, allora, il legittimo dubbio che si tratti non di un differimento del pagamento per motivi tecnici, ma di un rinvio di natura politica – dice – forse dettato dal timore di spaventare i cittadini maceratesi, nell’imminenza delle elezioni comunali del 24-25 maggio e dell’eventuale turno di ballottaggio del 7-8 giugno, per il cospicuo aumento della Tari, pari a circa il 10% rispetto all’anno precedente, dovuto ai noti ritardi del centrodestra nell’individuazione di una discarica alternativa a quella di Cingoli. In ogni caso – conclude Staffolani -, a prescindere dalle reali motivazioni del rinvio, ed è bene che si sappia, i cittadini maceratesi si troveranno ad affrontare, nel prossimo mese di giugno, un vero e proprio salasso, perché al pagamento della prima rata della Tari, entro il 30 del mese, si aggiungerà il pagamento della prima rata dell’Imu, entro il 16 dello stesso mese».
***

Roberto Cherubini (M5S)
Il Movimento 5 Stelle, con il suo candidato Roberto Cherubini, torna a toccare la questione ospedale puntando sull’aspetto urbanistico della vicenda. «Dall’esame degli atti regionali emerge un dato chiaro: dei 14 ettari originariamente previsti dalla giunta Carancini, solo 8 risultano effettivamente necessari per la costruzione dell’ospedale. Una differenza significativa, che apre una questione tanto tecnica quanto politica e ambientale – dice Cherubini – Sforzacosta è già oggi un’area fragile sotto il profilo urbanistico e ambientale. La presenza di decine di capannoni abbandonati testimonia anni di sviluppo disordinato e mancata pianificazione. In questo contesto, concedere 14 ettari alla edificazione, seppur per attrezzature di interesse pubblico ma non necessariamente di mano pubblica, appare non solo eccessivo, ma profondamente sbagliato e quindi ingiustificato».
Consumare altri 6 ettari di suolo, secondo l’esponente pentastellato, «per nuove edificazioni di iniziativa privata significherebbe aggravare una situazione già critica: più traffico, più pressione urbanistica e ambientale, meno spazi verdi e una qualità della vita ulteriormente compromessa per i residenti, a solo a vantaggio del proprietario dell’area – prosegue Cherubini – un impatto ambientale questo che a quanto risulta non è stato sottoposto a Vas in riferimento all’intera area oggetto di variante ma solo alla superficie destinata al nuovo ospedale».

Un rendering del nuovo ospedale
L’alternativa che offre Cherubini è quella di riportare i 6 ettari “in eccesso” a un uso agricolo «che con la variante è stato inutilmente cancellato – continua il 5 Stelle – si tratterebbe di una scelta lungimirante, capace di preservare un’area ancora verde a ridosso della frazione; limitare il consumo di suolo; contribuire alla sostenibilità ambientale del progetto; migliorare l’equilibrio tra infrastrutture e territorio. In un’epoca in cui la tutela del suolo è una priorità riconosciuta a livello europeo, continuare a cementificare senza necessità rappresenta una scelta anacronistica. Gli abitanti di Sforzacosta sono chiamati a riflettere attentamente. L’ospedale può e deve essere visto come un’opportunità per il territorio. Ma non può diventare il pretesto per nuove speculazioni edilizie. La vera priorità per Sforzacosta dovrebbe essere un’altra: il recupero dell’esistente. I capannoni abbandonati rappresentano una risorsa inutilizzata che potrebbe essere riqualificata, senza consumare nuovo suolo. Serve una visione diversa: rigenerazione urbana invece di espansione; riuso invece di abbandono; qualità della vita invece di crescita incontrollata. Quella che si pone oggi non è solo una decisione urbanistica, ma una scelta culturale. Continuare a costruire dove non serve oppure fermarsi, riflettere e pianificare in modo sostenibile. Ridurre l’area edificabile a 8 ettari e restituire i restanti 6 all’agricoltura sarebbe un segnale forte: un passo concreto verso un modello di sviluppo più equilibrato, rispettoso dell’ambiente e delle comunità locali».
***

Gianluca Tittarelli (a sinistra) e Sandro Parcaroli (a destra) insieme alla festa del Primo maggio
Per la chiusura della campagna elettorale, centrodestra e centrosinistra si “sfideranno” a breve distanza l’uno dall’altro. Il leader del centrodestra Sandro Parcaroli sarà al Centrale, in piazza della Libertà, tra le 18,30 e le 20,30, con al fianco il presidente della Regione Francesco Acquaroli. La guida del centrosinistra, Gianluca Tittarelli, sarà invece in piazza Vittorio Veneto tra le 18 e le 23 con una lunga festa in diversi momenti: alle 18 da Bidibi Bodibi Book attività e giochi per bambini; alle 19 Silvia Amicucci parlerà di api e biodiversità; tra le 19,30 e le 20,30 la parte più “politica” con gli interventi a sostegno del candidato sindaco e poi dalle 20,30 musica live con Pop Italiano.







































