Sferisterio, più presenze e sponsor
Calano i biglietti omaggio

MACERATA OPERA FESTIVAL, PRIMI BILANCI - Oltre 26mila spettatori, 1924 in media a serata. Carancini: "Abbattuti tutti i muri". Micheli: "Abbiamo creato una piazza culturale viva, da martedì al lavoro per il 50esimo"
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FESTA LA DOPO-FESTIVAL – Il sindaco Carancini e il presidente Pettinari portano in trionfo Francesco Micheli (foto di Lucrezia Benfatto)

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CONFERENZA STAMPA IN NOTTURNA – Da sinistra: l’assessore regionale alla cultura Pietro Marcolini, il presidente della Provincia Antonio Pettinari, il sindaco Romano Carancini, il direttore artistico Francesco Micheli e il direttore della produzione Luciano Messi

 

di Matteo Zallocco

Paganini non ripete. Micheli invece sì. «Confermarsi è più difficile che affermarsi e noi siamo riusciti a fare ancora meglio». Lo dicono in coro il sindaco Carancini, il presidente della Provincia Pettinari, il direttore della produzione Luciano Messi e il direttore artistico Francesco Micheli. Con la quarta e ultima replica del Trovatore ieri sera è calato il sipario sulla 49esima stagione lirica maceratese. Ma prima di chiudere le porte dello Sferisterio la politica è salita in cattedra per svelare i primi numeri (vincenti). «Il Macerata Opera Festival chiude con 26.369 presenze, una media di 1924 spettatori a serata a fronte delle 1875 della passata edizione. In aumento del 30% gli sponsor che hanno portato 305mila euro, mentre scende il numero dei biglietti omaggio che sono, quest’anno, il 5% del totale degli ingressi (erano il 6,1% nel 2012)».

Più che una conferenza stampa in notturna quello di Carancini è un comizio. Il sindaco non parla, ma urla: «Questi sono numeri oggettivi, non venitemi a dire che uso toni trionfalistici”. E ancora: «E’ stata una stagione entusiasmante, si può dire entusiasmante? » Il suo staff  applaude. Pettinari gli fa eco: «Siamo molto soddisfatti, l’anno scorso abbiamo portato il cambiamento, quest’anno dovevamo riconfermarci, non era facile ma ci siamo riusciti. I numeri parlano chiaro, l’anno scorso avevamo fatto 30mila presenze ma con tre serate in più e lo spettacolo di danza che da solo aveva portato 2500 spettatori».

Lo staff del Macerata Opera Festival

Lo staff del Macerata Opera Festival

 

Carancini_Micheli_Pettinari_2Il tema della stagione “Muri e Divisioni” è il leitmotiv di Carancini: «Abbiamo abbattuto il muro della media di presenze per serata, abbiamo abbattuto il muro dei 300mila euro di sponsor, abbiamo abbattuto il muro dei generi musicali con il concerto di Patti Smith, abbiamo abbattuto il muro delle presenze alla Notte dell’Opera, abbiamo abbattuto il muro dei tagli reagendo al regalo che ci ha fatto il Ministero togliendoci altri 70mila euro ad una settimana dall’inizio del Festival.  Abbiamo fatto incontrare alla prima del Nabucco gli ambasciatori di Israele e Palestina e abbiamo portato allo Sferisterio la presidente della Camera Laura Boldrini».

Il dietro le quinte del Macerata Opera Festival è soprattutto Luciano Messi: «Siamo felici di aver condotto in porto questa stagione di conferma nonostante un budget ridotto all’osso – dice il direttore della produzione – Questo è un Festival che produce, che sperimenta, che collabora e che crea lavoro. Se abbiamo vinto questa scommessa è grazie ad un grande lavoro di squadra».

La parola passa poi a Francesco Micheli che parla piano, perchè ha finito la voce: «Viviamo in tempi difficili in cui la lirica rischia di essere cancellata, dobbiamo reinventarla. E’ quello che stiamo facendo. Abbiamo creato una piazza culturale viva dove la gente si incontra, si confronta e si scontra. Nabucco e Trovatore hanno acceso diverse ribalte su tanti palcoscenici fuori dallo Sferisterio. Qui tutte le fasce della popolazione devono sentirsi a casa loro. I numeri di questa stagione mettono a tacere qualsiasi polemica sterile e distruttiva. Affrontiamo a testa alta il 2014, da dopodomani saremo al lavoro per preparare al meglio la 50esima edizione. E quello che faremo dovrà essere un cantiere aperto che tutti potranno vedere».

sferiA Francesco Micheli va dato merito di aver creato un vero Festival con tante iniziative che hanno coinvolto la città. Non è solo il direttore artistico dello Sferisterio, ma di tutto il centro storico. Molti commercianti lo osannano. E’ l’amico di tutti. Soprattutto del sindaco Carancini di cui è diventato il vero braccio destro. E viceversa. A volte si scambiano i ruoli: Micheli sembra diventare amministratore e Carancini direttore artistico. Parte della critica chiede di fare più attenzione a quello che resta dentro lo Sferisterio. Alla lirica. A volte però le reazioni alle critiche sono scomposte e vengono considerate distruttive a prescindere. Il rischio assuefazione al pensiero unico è dietro l’angolo. Qualche critica può far bene, soprattutto se si crede nella “nuova storia dello Sferisterio”, dove tutto il territorio è protagonista. Dove tutti devono essere contenti di questi numeri positivi. Del fatto che non è mai piovuto e nessuna serata è stata annullata. Delle ottime operazioni di marketing di “Esserci Comunicazione” che ha portato diverse aziende del territorio ad acquistare molti biglietti per i propri clienti. Si può essere dispiaciuti per non aver più visto i pullman di turisti provenienti dall’estero, ma in vista del 50esimo la promozione è già partita, i tour-operator sono stati attivati, la macchina organizzativa è al lavoro. Nel 2014 Macerata può sognare in grande.

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