Tributo a Beniamino Gigli
Armiliato, il tenore fucilato sul palco,
ritorna allo Sferisterio

MACERATA OPERA FESTIVAL - Il ritorno nove anni dopo il trionfo nella Francesca da Rimini e 18 anni dopo lo sparo partito durante la Tosca (GUARDA IL VIDEO). Proseguono con successo gli aperitivi culturali
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Beniamino Gigli

Beniamino Gigli

di Maria Stefania Gelsomini

Dopo le due prime del Nabucco e del Trovatore, il primo weekend lirico del 2013 si concluderà domani (domenica 21 luglio) con l’atteso evento “Vita e Arte di Beniamino Gigli”, il concerto dedicato al tenore recanatese, uno dei più grandi di tutti i tempi. A rendergli omaggio con le loro voci, saliranno sul palco dello Sferisterio alcuni fra i cantanti d’opera più affermati della scena nazionale e internazionale, tutte vecchie conoscenze del pubblico maceratese: i tenori Nazzareno Antinori, Fabio Armiliato e Aquiles Machado, le soprano Daniela Dessì e Carmela Remigio, il basso Roberto Scandiuzzi.

Aquiles Machado e Carmela Remigio si trovano già in città, impegnati il primo nel Trovatore (nel ruolo di Manrico) e la seconda in Sogni di una notte di mezza estate (nel ruolo di Helena). Il tenore venezuelano ha debuttato a Macerata con un divertentissimo Nemorino nell’Elisir d’amore del 2002 per la regia di Saverio Marconi ed è tornato l’anno successivo nella ripresa della svobodiana Lucia di Lammermoor, interpretando Edgardo. La Remigio si è fatta apprezzare a Macerata nel ruolo di donna Elvira nel Don Giovanni nel 2009 e poi come Fiordiligi nel Così fan tutte al Lauro Rossi due anni fa.

Roberto Scandiuzzi, una delle voci di basso più belle nel panorama lirico attuale, si è già esibito  allo Sferisterio nel ruolo del Padre Guardiano ne La forza del destino di Pizzi del 2010.

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Fabio Armiliato ferito sul palco dello Sferisterio il 30 luglio 1995

Un atteso ritorno anche per Daniela Dessì, autentica star della lirica mondiale, già a Macerata diverse volte, l’ultima l’anno scorso in occasione della Serata di Stelle per Mario Del Monaco. Il pubblico ha avuto modo di applaudirla nella spettacolare Turandot di Hugo de Ana del 1996, in cui vestiva i panni di Liù, ma soprattutto nella Francesca da Rimini del 2004, in cui trionfò accanto al suo compagno di vita e di palcoscenico Fabio Armiliato. Una coppia d’oro della lirica, cui verrà conferito quest’anno anche il Premio “Ginestra” di Porto Recanati, giunto alla settima edizione e assegnato in nome della cultura e dell’arte e in onore di Giacomo Leopardi.

Quello del 2004 fu per il tenore genovese il primo ritorno ufficiale a Macerata nove anni dopo la famigerata Tosca del 1995, quando venne drammaticamente ferito a un piede nella scena della fucilazione.

armiliato 5La storia è tristemente nota, e fece allora il giro del mondo. È la sera della prima, 30 luglio 1995, e la recita sta ormai volgendo al termine. Ma quando il plotone d’esecuzione spara per uccidere Cavaradossi la finzione si trasforma in tragedia. I vecchi fucili caricati a salve contengono cera o polvere troppo compressa e feriscono il povero Armiliato al piede sinistro. Il tenore si accascia a terra e dallo stivale bucato si vede zampillare del sangue vero. Raina Kabaivanska, che interpreta Tosca, dopo i primi attimi di sgomento corre verso il collega chiedendo aiuto con urla di terrore. Nel trambusto generale, con malori anche fra il pubblico e dell’armiere di scena, Armiliato viene portato in ospedale dove i medici lo sottopongono a un piccolo intervento di chirurgia plastica: ricostruzione del tallone. Tutto sembra andare per il meglio, il 4 agosto c’è la seconda recita e Armiliato vuole a tutti i costi tornare su quel palco. Con grande coraggio e fatica, nonostante il piede ingessato, porta a termine con successo il primo atto dell’opera. Ma un impensabile secondo colpo di scena è in agguato: nell’intervallo, con le stampelle, inciampa dietro le quinte e cade di nuovo, fratturandosi tibia e perone dell’altra gamba, quella sana, la destra! Il pubblico lo attende per il secondo atto ma Armiliato non entra più. Lo sfortunato tenore, nel giro di quattro giorni, viene portato via per la seconda volta in barella. Dopo i lunghi anni della causa civile intentata nei confronti dell’Associazione Sferisterio e dell’ospedale di Macerata (accusato di non aver effettuato le radiografie che avrebbero riconosciuto la frattura composta della gamba destra che, una volta tornato in scena, aveva ceduto), nel 2007 arriva per Armiliato il risarcimento di 200mila euro per danni fisici ed economici, conseguenti agli ingaggi forzatamente cancellati e ai guadagni mancati nei mesi successivi all’incidente.

armiliato 8Ma la storia di Armiliato si intreccia anche con quella del tenore maceratese Nazzareno Antinori, che torna a cantare in arena dopo un lungo periodo di assenza (fu Ismaele nel Nabucco diretto da Renzo Giacchieri del 1996) e che un paio d’anni fa avanzò la propria auto candidatura a direttore artistico dello Sferisterio nel dopo Pizzi e prima della nomina di Francesco Micheli. Molti ricorderanno che durante quella seconda recita di Tosca del 1995 fu proprio Antinori, seduto fra il pubblico, a sostituire in extremis lo jellato Armiliato. Non essendo presenti dei sostituti, Antinori, in abiti “civili”, venne letteralmente catapultato sul palcoscenico e salvò la recita fra le ovazioni del pubblico. Allora fu una drammatica staffetta, domenica sarà una festosa passerella e i due tenorissimi si ritroveranno uno accanto all’altro, di nuovo, sul palco dell’arena per deliziare il pubblico con le loro splendide voci.

IL VIDEO DELL’EPISODIO ACCADUTO IL 30 LUGLIO 1995:            

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Enrico Gurardi e Francisco Negrin ospiti dell’aperitivo di oggi con la curatrice Cinzia Maroni

Enrico Gurardi e Francisco Negrin ospiti dell’aperitivo di oggi con la curatrice Cinzia Maroni

SUCCESSO DELL’APERITIVO CON IL TROVATORE. DOMANI PROTAGONISTA LA VOCE DI BENIAMINO GIGLI – E’ il Trovatore (che debutta stasera, sabato 20 luglio, allo Sferisterio di Macerata) raccontato oggi dallo stesso regista Francisco Negrin, all’Aperitivo culturale gli Antichi forni, un appuntamento che, in concomitanza con gli spettacoli all’Arena, scava in profondità i temi delle opere della Stagione lirica, proponendo anche “contaminazioni culturali”ed altri linguaggi di approfondimento, seguito dalle tradizionali degustazioni di prodotti tipici offerti dai nostri partner.
Con il regista messicano, ospite dell’affollatissimo aperitivo odierno il giornalista Enrico Giraldi, musicologo e critico del Corriere della Sera, che ha definito quest’opera della trilogia popolare e romantica verdiana “un’opera paradigmatica”, perché sta al teatro, quanto la Quinta di Beethoven sia la più rappresentativa del suo compositore.
Domani, domenica 21 luglio, (ore 12), sarà protagonisti dell’aperitivo culturale la voce di Beniamino Gigli. “The voice” il titolo dell’appuntamento, in cui saranno ospiti il vociologo Giancarlo Landini e la musicologa recanatese Paola Ciarlantini che parleranno dell’indimenticabile artista recanatese, della sua inimitabile voce, ma anche del suo rapporto con il cinema.
Da anni una presenza costante e sempre apprezzatissima negli appuntamenti ‘Prima dell’Opera’ del Teatro Alighieri di Ravenna, Landini, da oltre quindici anni collabora intensamente con la rivista “L’Opera”, dove tra l’altro è coordinatore della rubrica discografica. Ha pubblicato diversi libri sull’opera ed è stato membro negli ultimi anni della Giuria del Premio Abbiati e di giurie di numerosi concorsi internazionali di canto.
La musicologa Paola Ciarlantini, diplomata in pianoforte con il massimo dei voti in musica corale e composizione presso i conservatori di Firenze e Bologna, è autrice di molti testi e lavori di ricerca musicologia sulla musica.

 

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