Macerata Opera e Biennale dell’Umorismo
si presentano alla Bit di Milano

Micheli svela in anteprima il prossimo spettacolo di contaminazione tra Verdi e Mina
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Da sinistra, Francesco Micheli, Pietro Marcolini, Gilberto Santini e Silvia Poletto

Da sinistra, Francesco Micheli, Pietro Marcolini, Gilberto Santini e Silvia Poletto

 

Il Macerata Opera Festival, con uno spettacolo-incontro del direttore artistico Francesco Micheli, ha chiuso le presentazioni di questa mattina nel padiglione della Regione Marche alla BIT di Milano, la Borsa Internazionale del Turismo.
L’assessore alla Cultura della Regione Marche Pietro Marcolini ha invitato l’Associazione Arena Sferisterio all’interno della conferenza stampa del Consorzio Marche Spettacolo, insieme al direttore Gilberto Santini e alla critica Silvia Poletto.
Micheli ha presentato la quarantanovesima stagione lirica del Macerata Opera Festival, dal titolo Muri e Divisioni, sottolineando come lo Sferisterio intenda dare ampio risalto al bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi. Infatti il Festival vuole edificare un autentico monumento musicale al Maestro di Busseto prolungando le iniziative per l’anniversario: non solo nel 2013 con i titoli annunciati Nabucco e Il Trovatore, ma anche nei prossimi due anni, con la cosiddetta Trilogia popolare (Il Trovatore, La Traviata, Rigoletto), dedicati ciascuno a un tema portante della produzione verdiana. “Il Nabucco – ha sottolineato Micheli – sarà un’opera unica a Macerata. Solo lo Sferisterio ha un muro così imponente, un divisorio che nella saga ebraica è un oggetto totemico”. Alle due produzioni verdiane, nel 2013, va aggiunto il nuovo progetto di ricerca artistica “Per Benjamin Britten”, dedicato ad uno dei più grandi musicisti inglesi del XX secolo, composto da varie iniziative tra cui spiccano due titoli: Sogni di una notte di mezza estate e Il piccolo spazzacamino (The Little Sweep).
Il direttore artistico ha poi svelato in anteprima il lavoro di contaminazione che si sta effettuando tra il melodramma di Verdi e la musica leggera di Mina e che diventerà uno spettacolo rappresentato durante la stagione lirica, per il Festival OFF. “Venite a Macerata – ha detto Micheli – e vedrete che Verdi e Mina raccontano una storia per certi versi simile, che danno continuità tra ieri ed oggi e che fanno sentire il presente meno desolato, traendo dal passato modelli per il futuro”.
Non è mancato lo spazio per parlare della Notte dell’Opera che, nel 2012, ha cambiato il volto alla città di Macerata, trasformandola in un enorme palcoscenico, e che si ripeterà anche quest’anno, con tante nuove sorprese.

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Il direttore artistico della Biennale con gli assessori al Bilancio e al Turismo del Comune di Tolentino

Il direttore artistico della Biennale con gli assessori al Bilancio e al Turismo del Comune di Tolentino

La giornata di sabato alla Bit di Milano, si è aperta per la Regione Marche, con la Biennale Internazionale dell’Umorismo nell’arte di Tolentino.

Il neo direttore artistico, Evio Hermas Ercoli, già mente e guida diPopsophia, ha tenuto il primo intervento della mattinata dedicata agli eventi culturali della Regione. La cultura, come spesso sostenuto dall’Assessore Regionale Pietro Marcolini, accanto ad Ercoli nel presentare la Biennale e Popsophia, non si riduce ad essere esclusivamente espressione artistica ma è anche e soprattutto conoscenza e svelamento.

Proprio all’interno di tale concezione si colloca la valorizzazione e la riscoperta dei luoghi del territorio, quelli che per paradosso, pur essendo rappresentativi, sono spesso inutilizzati e non avvalorati.

Ed allora siti come il Castello della Rancia di Tolentino, o ancora Rocca Costanza a Pesaro, divengono spazi vivi dove l’apporto culturale dato ora dalla Biennale, ora dal Festival di Popsophia, si legano indissolubilmente al disvelamento dei gioielli artistici del territorio.

Una sfida da leggersi, dunque, secondo due direttive.
Per un verso, infatti, la scelta di Ercoli di legare luoghi classici, antichi, come appunto il castello e la rocca,  alla contemporaneità, rispettivamente, della ricerca umoristica e di quella filosofica, rappresenta di per sé un azzardo culturale. Per un altro, ristabilire un contatto con questi luoghi, condensazione di storia e bellezza, è a tutti gli effetti una operazione turistica, che fa sì che il territorio con tutte le proprie eccellenze e le proprie peculiarità divenga porto di accoglienza e meraviglia per il visitatore.

A ben vedere lo stesso accade con l’umorismo che quest’anno, ricorda Ercoli, lega indissolubilmente le opere in concorso alla riflessione speculativa eleggendo come tema della biennale l’aforisma del filosofo John Morreall “O scappi, o combatti (oppure ridi)”.

I due festival, sebbene con strade diverse, animeranno l’intera estate marchigiana, e si collocheranno all’interno di quel settore produttivo ed economico che è a tutti gli effetti incarnato dalla cultura e dal turismo culturale.

 



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