Nabucco, Luca Salsi
sostituisce Alberto Mastromarino

Il baritono non ha convinto nè durante le prove generali, nè alla prima e il Macerata Opera Festival ha deciso di correre ai ripari
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Luca Salsi protagonista lo scorso anno allo Sferisterio nella Traviata

di Maria Stefania Gelsomini

Il Macerata Opera Festival corre ai ripari e per cercare di salvare, almeno dal punto di vista vocale il Nabucco (leggi la recensione), sostituisce il baritono Alberto Mastromarino, autore di una prova a dir poco deludente, con il giovane ma già affermato baritono Luca Salsi. Salsi è stato protagonista a Macerata, lo scorso anno, della Traviata nei panni di Giorgio Germont ed ha appena terminato di cantare nel ruolo di Nabucco a Roma con il maestro Muti. Prenderà il posto di Mastromarino per le repliche successive. Il 26 luglio e il 2, 4 e 9 agosto. Il comunicato ufficiale, pubblicato qui di seguito parla, come sempre in questi casi, di improvvisa indisposizione. Ma visti i gravi problemi emersi durante la prova generale che si sono ripresentati in ugual misura durante la prima, l’indisposizione sembra avere ben poco di improvviso.
«Il baritono Alberto Mastromarino  – si legge nella nota del Macerata Opera Festival – è costretto da improvvisa indisposizione a rinunciare a sostenere il ruolo di Nabucco nelle prossime recite dell’opera verdiana allo Sferisterio.
Ha accettato di sostituirlo nelle date rimanenti il giovane baritono parmense Luca Salsi, che gli spettatori dello Sferisterio hanno applaudito l’anno scorso nel ruolo di Germont ne La traviata. Salsi si sta rapidamente affermando come uno dei più apprezzati cantanti della nuova generazione, in particolare nel repertorio verdiano, e vanta scritture in teatri quali la Scala, il Maggio Musicale Fiorentino, il Metropolitan di New York, la Staatsoper di Berlino.
Proprio ieri 23 luglio Luca Salsi, cui va il ringraziamento del Macerata Opera Festival, ha cantato l’ultima recita di Nabucco nel ruolo del titolo sotto la direzione di Riccardo Muti al Teatro Costanzi di Roma, ottenendo un forte successo personale e un ottimo riscontro dalla critica».

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Alberto Mastromarino nella prima del Nabucco

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OPERA D’INCANTO, DALLO SFERISTERIO AI MUSEI- «Se siete andati all’Opera, non gettate via il biglietto!» fa sapere l’Associazione Arena Sferisterio che grazie all’accordo con il Sistema Museale di Macerata propone un’offerta riservata al pubblico della lirica.

Opera d’Incanto è la promozione che, per la prima volta nella storia del festival, permette, presentando il ticket degli spettacoli ad uno dei musei del Sistema, di ricevere immediatamente una riduzione sulla tariffa d’ingresso. Un incentivo a riscoprire le radici nel territorio e un’occasione in più di apprezzare le meraviglie di dieci città e dei sedici incantevoli siti coinvolti dall’iniziativa: la Raccolta Archeologica e Museo della Civiltà Contadina all’Abbazia di Fiastra, la Pinacoteca, il Museo di Scienze Naturali, quello Diocesano e i Musei Civici di Camerino, il Museo delle due Guerre Mondiali e del Vino Cotto a Loro Piceno, i Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi, la Torre Civica e lo Sferisterio a Macerata, il Museo Filippo Piersanti a Matelica, la Pinacoteca Civica C. Pellini e il Museo d’Arti e Mestieri Antichi a Montelupone, Museo della Nostra Terra a Pieve Torina, Museo della Carta, quello dei Fossili e quello dei Funghi a Pioraco, il Museo Beniamino Gigli e il Museo Civico a Recanati, il Museo Internazionale dell’Umorismo nell’Arte, le sale napoleoniche di Palazzo Parisani Bezzi e il Castello della Rancia a Tolentino, il Parco Archeologico di Urbisaglia.
Ulteriori informazioni sul progetto e sugli orari d’apertura le trovate sul sito www.sistemamuseale-mc.it.

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LA MOSTRA – “La Bohème” di Ken Russell (1984) e di Leo Muscato (2012) è il titolo della mostra di foto di Alfredo Tabocchini che, curata da Enrico Pulsoni e Pierfrancesco Giannangeli, il Caffè Venanzetti esporrà nelle sue vetrine dal 26 luglio. Dopo la Collezione Signorelli, in mostra sedici immagini del fotografo Alfedo Tabocchini, noto professionista maceratese  che  da un trentennio fotografa tutti gli spettacoli nell’Arena Sferisterio.

«Il suo archivio  – si legge in una nota degli organizzatori – è una impressionante documentazione del lavoro complesso che porta alla costruzione e alla mise en scene dello spettacolo.
Alfredo ha una capacità di sintesi e una sua ironia specifica che gli permette di evidenziare negli sguardi, nei gesti degli operatori tutte quel repertorio di comportamenti, ansie e tensioni che caratterizzano quel progetto collettivo chiamato spettacolo.
Su suo suggerimento la scelta della mostra è caduta su due allestimenti de La Bohéme di Puccini che l’hanno particolarmente colpito: quella di Ken Russel del 1984 e l’altra di Leo Muscato del 2012.
Tra le due rappresentazioni sono passati quasi trent’anni e ognuna racconta a modo suo la straordinaria attualità e contemporaneita di questa opera, tra le più rappresentate in tutto il mondo.
Ken Russell cambia il periodo storico ad ogni atto: il primo è quello descritto dal romanzo, nel secondo atto ci troviamo a ridosso della prima guerra mondiale, nel terzo durante l’occupazione tedesca nell’ultima guerra e infine il quarto atto nei giorni nostri( del 1984!). Leo Muscato ha spostato l’epoca di rappresentazione, optatando per un sessantotto parigino stridente di colori e effervescenze di ogni tipo».

 

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