BCC, scontro Guzzini-Niccoli

RECANATI - Lettera dell'avvocato Marina Guzzini, dimissionaria dal Cda e sostituita da Luciano Tacconi: "Il presidente spieghi ai soci le motivazioni del mio voto" in riferimento all'ipotesi di azione di responsabilità nei confronti degli ex consiglieri

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Marina Guzzini

Marina Guzzini

di Maurizio Verdenelli

Banche nella tempesta. Uno stagno inquieto quello del credito regionale dove pochissime sono le ‘zone quiete’. Uno degli epicentri del sisma è sicuramente Recanati, il cui comprensorio è tra i più industrializzati del Maceratese e dell’intera regione con aziende leader a livello nazionale ed internazionale (Gruppo Guzzini, Clementoni e via elencando).

Nella città  di Giacomo Leopardi la crisi è ancora più sentita in riferimento proprio al benessere e alla massima occupazione di appena poco fa.  All’assemblea della BCC di Recanati e Colmurano, sabato mattina al Policentro 2000 (LEGGI L’ARTICOLO), era palpabile e netta la divaricazione tra le classi e le categorie all’interno della banca dove i soci sono 3.401. Ma ne servono di più, hanno sollecitato gli amministratori: “Sopratutto giovani”,  “Figli ed anche nipoti di chi è socio”. Per garantire il ricambio e il futuro generazionale ad una cooperativa del credito che rischia di restare sotto il colpo della maxi ammenda ministeriale di un milione e mezzo di euro,  risalente al biennio 2005-2006. “Sperando che nel frattempo non ci siano stati altri errori, i quali potrebbero arrivare con effetto ritardo ma terribile come questo: al Mef ci sono voluti 5 anni per comminare la multa dopo il verbale sella GdF” sospira, facendo scongiuri, il socio Nazareno Agostini, già sindaco di Montelupone, capogruppo Pdl in Consiglio provinciale.

 

L'assemblea dei soci di sabato scorso

L’assemblea dei soci di sabato scorso

Il lavoro del Cda -che, è stato ribadito dal vicepresidente Sandrino Bertini, tiene ogni volta sedute fiume da sette ore “e più ancora”- e dei 114 dipendenti, diretti dal Dg Stefano Canella é davvero fuori discussione. In proposito Alfio Verdicchio, il quale ha parlato in assemblea tenendo a dire che lo faceva a 11 anni dall’assunzione, ha detto: “Il direttore si fa un mazzo così e noi diamo tutto”. Basterà per evitare il fantasma dell’aggregazione forzata alla ‘sanissima’ consorella di Filottrano? Il professor Niccoli osservando il calo dei volumi e l’aumento dei numeri, spera molto a questo punto nella ‘proletarizzazione del risparmio’, considerato appunto che nomi ‘grossi’ (ma neppure medio-alti) non c’erano nel ‘tempio’ che vide nascere il fenomeno Musicultura con la sponsorizzazione del gruppo Guzzini. “I grandi capitali vanno dove li portano i tassi alti, quelli di Banca Marche” ha chiosato il dottor Canella dal 12 febbraio nuovo direttore generale al posto del ragionier Romolo Sartoni. Il ‘vecchio’ Dg è  stato al centro del dibattito, piuttosto polemico anche per il posizionamento del microfono in platea che costringevano i soci intervenuti a dover porgere le terga al tavolo degli amministratori, in alto sul palcoscenico. E più di un socio ‘redarguito’ il presidente per una presunta scarsa attenzione. Tanto che Niccoli ha dato disposizione perché  alla prossima assemblea la regia sia più attenta alla forma che in una situazione di alta conflittualità si deve considerare pari alla sostanza. Ed infatti il nome dell’ex dg Sartoni, licenziato, che ha chiesto alla banca un milione di euro per danni, e dell’avv. Marina Guzzini, dimissionaria dal Cda (il 22 febbraio), sono risuonati nelle richieste di spiegazioni. Che per quanto riguarda quest’ultima non sono risultate del tutto esaustive, tanto da originare oggi dalla parte della professionista una lettera di puntualizzazione. Marina Guzzini chiarisce il senso dell’addio alla BCC (Il presidente aveva accennato a ‘motivazioni personali’) ma non del tutto l’argomento riguardante l’azione di responsabilità  verso gli ex consiglieri. Creando un piccolo mistero. Perché, se come ha sottolineato lo stesso Niccoli, l’avv. Guzzini era anch’essa d’accordo a non procedere nei loro confronti, così come lo stesso Cda (pubblicamente in assemblea) c’è da ritenere che quest’organismo abbia cambiato idea strada facendo, dopo aver dato un’occhiata, così come ha motivato il presidente, ai precedenti in merito e valutate le difficoltà  di poter fornire argomenti probatori? Tuttavia è la stessa Guzzini a richiedere (a Niccoli) di chiarire dando a questo punto notizia delle sue motivazioni.

BCC_Assemblea_SociLeggiamo dunque la lettera del consigliere dimissionario -al suo posto l’assemblea ha nominato, come noto, Luciano Tacconi.

“Nell’interesse della Banca ho scelto di  rimanere in silenzio per consentire agli amministratori ed alla struttura di operare in un contesto di serenità, scevro da ogni polemica che mi potesse vedere coinvolta. In relazione a quanto dichiarato  dal Presidente Niccoli all’assemblea dei soci della Banca di Credito Cooperativo di Recanati e Colmurano  in data  25 maggio u.s. oggi ritengo necessario chiarire quanto segue:

Le mie dimissioni dall’incarico di Consigliere del CDA sono state determinate dai “….forti ed insanabili contrasti con il Presidente e con alcune  delibere da ultimo adottate dal consiglio….” . Le  motivazioni personali addotte dal Presidente,  sono imputabili al mio  dissenso rispetto  a quelle delibere  sulle quali si sono accese insanabili  divergenze di opinioni: il licenziamento per giusta causa del DG Sartoni  e l’azione di responsabilità nei confronti degli ex amministratori. La mia cultura professionale ed imprenditoriale mi suggeriscono di agire sempre valutando i rischi e gli oneri . Non ho condiviso i metodi e le modalità adottate nell’assumere provvedimenti di rilevante importanza che potrebbero avere serie ricadute anche patrimoniali.

Ritenendo che fosse diventato ormai troppo forte il contrasto con la maggioranza del consiglio ho preferito, in coerenza con i miei principi, dimettermi  mantenendo fermo il dissenso riguardo alle delibere di cui sopra.

Mi è  stato insegnato che tutte le questioni affrontate e discusse all’interno del Cda devono rimanere riservate, per tale ragione ho volutamente divulgato  le ragioni delle mie dimissioni.

In assemblea si è ritenuto opportuno rendere pubblica la mia manifestazione di voto in merito all’azione di responsabilità. Sarà a questo punto cura del Presidente comunicare  ai soci anche la motivazione del mio voto”.

Marina Guzzini conclude la sua lettera con alcune domande ‘che scottano’ anche in riferimento al prestito obbligazionario subordinato di 13 milioni di euro, che attende risposta ed approvazione da circa un anno: ma si sa, in questa materia, i tempi sono lunghi anche se da quel ‘si’ dipende la salvezza stessa della BCC di Recanati e Colmurano.

“Non rileva comunque più di tanto conoscere le ragioni delle dimissioni di un consigliere -scrive l’avv. Guzzini- ciò che non si deve perdere di vista in quanto interesse principale, è portare la Banca di Credito Cooperativo di Recanati e Colmurano fuori da questa tempesta per mantenerla rigorosamente nell’ambito territoriale, che le è proprio e che le spetta. E’ doveroso lasciar  lavorare gli amministratori che avranno sicuramente le stesse forti preoccupazioni di tutti i soci  riguardo le   prospettive future della Banca. E’ indiscusso che vivano sulla loro pelle le assicurazioni date e non mantenute. Il prestito subordinato che ancora non è stato erogato, il piano di risanamento che non è stato approvato dall’organo di vigilanza. Dove e  come questa banca finirà? Sono gli amministratori che dovranno dare risposta alle domande dei soci che sentono platealmente parlare di fusioni o di aggregazioni con altri istituti, come suggerito dalla Banca d’Italia, e non hanno la benché minima cognizione di quali siano le determinazioni strategiche del Consiglio per il futuro”.

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