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Centrodestra congelato dall’Emilia:
Marchiori “tifa” Borgonzoni,
Mosca ancora corteggiato

MACERATA 2020 - Il braccio di ferro in Regione tra Lega e Fdi si ripercuoterà anche in città, dove la partita è più difficile. Il voto di domenica cambierà gli equilibri. Nel frattempo regna il silenzio
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I leghisti Francesco Luciani e Andrea Marchiori in Consiglio comunale con Maurizio Mosca

 

di Matteo Zallocco

Domenica si vota in Emilia Romagna, poi forse il centrodestra si accorgerà che in primavera ci sono anche le elezioni comunali a Macerata. Di sicuro la Lega sta aspettando il verdetto della sfida Bonaccini – Borgonzoni per decidere la strategia da attuare sulle Marche e a cascata su Macerata. Se perderà in Emilia, Salvini ha fatto capire che vorrà essere protagonista nelle Marche con un candidato targato Lega. Lo ha detto chiaramente sabato durante la telefonata a casa Mattei nella cena a sostegno della possibile candidatura di Fabrizio Ciarapica (leggi l’articolo): «da febbraio sarò spesso nelle Marche». Se vincerà invece potrebbe cedere sulla candidatura di Francesco Acquaroli, lanciata da Fdi.

Uno scenario che si ripercuoterà su Macerata. Con Acquaroli candidato Governatore, alla Lega resterebbe una sorta di prelazione su Macerata. L’assemblea cittadina che era stata convocata la settimana scorsa per indicare il nome del candidato da sottoporre al tavolo del centrodestra, è stata rinviata a data da destinarsi e non è stata ancora fissata la nuova (a questo punto dopo il voto in Emilia Romagna). In quest’ottica dovrà dunque tifare per la Borgonzoni il consigliere Andrea Marchiori che resta il più papabile nel Carroccio. Ma nel tavolo del centrodestra la candidatura di Marchiori “non scalda tutti i cuori”.

Anna Menghi in assise

Con un candidato Governatore della Lega invece si scenderebbe a patti con Fratelli d’Italia per Macerata. E il nome vicino a Fdi e che andrebbe bene anche a Forza Italia e Nuovo Cdu resta quello di Maurizio Mosca che in tanti stanno cercando di convincere tra mille dubbi e tentennamenti del diretto interessato. Fatto sta che oltre a Mosca attualmente è difficile individuare una figura che metta (quasi) tutti d’accordo. Resta tutto in stand by. Bocche cucite in attesa dell’Emilia. Il centrodestra da un mese non interviene sul dibattito politico pur non essendo mancati gli argomenti. C’è un blocco evidente. Nel Pd si attaccano tra di loro, si fanno vedere i quattro candidati alle primarie del centrosinistra, intervengo altre forze politiche (M5S in primis) ma dal famoso tavolo del centrodestra cala il silenzio. E’ giusto riapparsa Deborah Pantana dicendo di avere pronte tre liste, mentre Anna Menghi in un’intervista radiofonica ha parlato della concreta possibilità che “il candidato sindaco possa essere un componente del tavolo politico di centrodestra, un leader tra tanti piccoli leader”. “Ci sono stati tentativi molto maldestri di far calare un nome dall’alto (più o meno quasi tutti usciti sulla stampa) ma noi siamo consapevoli che il miracolo lo può fare solo la squadra” ha detto l’ex sindaca rimarcando l’importanza del restare uniti.

Va anche detto che la partita per il centrodestra sta diventando più abbordabile in Regione ma resta difficile a Macerata. Per una serie di motivi: ad Ancona è saltato l’accordo giallorosso e alle regionali non c’è il ballottaggio (mentre a Macerata voti dei 5Stelle potrebbe poi confluire nel centrosinistra); la presenza di Salvini potrebbe funzionare nelle Marche ma alle comunali conteranno molto di più il candidato sindaco, la squadra e le idee (fattore dimostrato nei tanti comuni maceratesi che hanno votato lo scorso giugno); per la corsa a palazzo Raffaello inoltre il Pd è in evidente difficoltà, mentre a Macerata il centrosinistra ha avviato un percorso preciso con le primarie e l’assessore Narciso Ricotta ha iniziato la campagna elettorale da più di un anno. Per il centrodestra non è tardi, è tardissimo.

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