Pamela, cancellata la cartella clinica
La nonna: «Mia figlia in tv
per pretendere la verità»

ORRORE A MACERATA - La trasmissione Quarto grado ha rivelato che le cure seguite dalla 18enne alla Pars sono state oscurate. Nel corso della puntata ha parlato la madre di Alessandra Verni
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L’immagine della cartella clinica cancellata

 

La cartella clinica di Pamela Mastropietro cancellata per gran parte. A mostrare il documento ieri sera la trasmissione Quarto grado. Le terapie cui la ragazza si era sottoposta sono state per la gran parte cancellate. Nel documento si leggono le firme della ragazza e quelle di un medico che provano come la 18enne si stesse sottoponendo alle cure alla Pars di Corridonia. Ma perché sono state cancellate? «Ho scoperto oggi di questa cosa, è grave» ha commentato l’avvocato Marco Valerio Verni, zio di Pamela. Ma perché qualcuno e chi, ha cancellato la cartella clinica? «E come stava Pamela?» si domanda nel servizio. Sempre nello stesso servizio poi, è la nonna di Pamela, sua tutrice legale, a prendere la parola. 

«Mi rivolgo ai detrattori, soprattutto donne e forse madri, di mia figlia – ha esordito la madre di Alessandra Verni – Mia figlia non piange davanti alle telecamere, nella nostra famiglia abbiamo imparato che c’è un luogo per ogni emozione: le lacrime in casa, la dignità dell’apparire all’esterno. In televisione Alessandra va, non per mettere in piazza il dolore, ma per pretendere verità e giustizia per sua figlia, quella verità che potrebbe essere scomoda, perché mette in discussione ciò che oggi è politicamente corretto. In televisione Alessandra va per mantenere accesi i riflettori sull’efferata uccisione della figlia. Per porre interrogativi, perché le indagini non vengano chiuse prima di avere tutte le risposte. E non solo i responsabili materiali della tremenda fine della figlia. In televisione Alessandra va per difendere la figlia dallo sciacallaggio mediatico, di informazioni affrettate e non documentante. Ma in televisione Alessandra ha parlato anche chiaramente e senza vergogna del dramma del periodo nero della droga, ha parlato di furti e di denunce, ha parlato di ricerche nei quartieri dello spaccio.

Alessandra Verni, madre di Pamela Mastropietro alla fiaccola di Macerata

Alessandra ritiene di non doversi rimproverare niente come madre, si rimproverano forse i genitori dei tantissimi ragazzi, forse anche minorenni, che il sabato sera affollano le discoteche, luoghi dove notoriamente gira alcol e all’esterno droga. Si rimproverano i genitori, anche dei quartieri bene delle città, di figli che frequentano scuole al cui esterno c’è spaccio di droga. Si rimproverano i genitori favorevoli alla liberalizzazione delle droghe, cosiddette con un’ignoranza di comodo, leggere. Alessandra va in televisione perché se è vero che un tempo i processi si celebravano esclusivamente nelle aule di giustizia, oggi il processo è prima ancora mediatico. Prova ne è che i detrattori di Alessandra, che potrebbero cambiare canale, stanno anch’essi attaccati allo schermo del televisore prima, alla tastiera del computer poi. Verrà il tempo in cui Alessandra – conclude la nonna di Pamela – potrà vivere il suo dolore, ora il suo ruolo di madre le impone altro.

Ancora una volta non può pensare a se stessa, ma prioritariamente a sua figlia per difendere il suo diritto alla verità e alla giustizia. E in questo è pienamente sostenuta dalla famiglia, una famiglia normale come tante, che ha fatto rete intorno alla madre a al padre. Non dimentichiamo che Pamela ha un padre, sia pur separato come tanti. Con ruoli anche formalmente distinti, lo zio avvocato, ma anche il ruolo di amministratore di sostegno, scelto nella mia persona dai genitori. Proprio per alleggerire, se possibile, i genitori in un percorso, che volevamo insieme a Pamela si concludesse in ben altro modo, a cui nessuno vi assicuro è preparato».

Pamela insieme alla sua famiglia

Il terrazzo della casa di via Spalato

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