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Macerata, spaccio di eroina:
«Lotta tra mafie straniere
e i nigeriani vogliono il mercato»

LA PIAGA - Un articolo dell'Espresso parla del caso di Pamela Mastropietro, partendo dal giro di eroina nel nostro territorio. Il direttore del Sert di Bologna dichiara come il mercato di quel tipo di droga sia in mano a gruppi criminali stranieri. Nel pezzo vengono ascoltati anche l'avvocato Giuseppe Bommarito, che da anni affronta la questione su Cronache Maceratesi, e Gaetano Angeletti dell'associazione La Rondinella
giovedì 15 febbraio 2018 - Ore 19:23 - caricamento letture
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Pacchi di droga arrivati sulle nostre coste

 

«Prima albanesi, poi pakistani. Ora i nigeriani combattono per impossessarsene». A parlare è Salvatore Giancane, direttore del Sert di Bologna, e si riferisce al mercato di eroina.  Nel suo libro “Il mercato globale dell’eroina dall’Afghanistan all’Adriatico” si spiega come lo spaccio di cocaina, prospero e ricco, è controllato dagli italiani, mentre quello dell’eroina da mafie straniere.  E il fulcro sarebbe proprio la costa Adriatica, compresa la nostra provincia. Proprio oggi la notizia dell’arresto di quattro narcotrafficanti albanesi, dopo lo sbarco a giungo di 9 quintali di marijuana sulle coste di Porto Recanati (leggi l’articolo). E’ un passaggio di quanto scritto da L’Espresso sul caso di Pamela Mastropietro, la 18enne romana fatta a pezzi, il cui cadavere è stato trovato il 31 gennaio ai bordi della strada che sale da Casette Verdini verso Pollenza. Per cercare di dare un senso a quella orribile morte, si parte dall’analisi del mercato della droga.

L’avvocato Giuseppe Bommarito

Nel pezzo vengono ascoltati tre esperti, compreso l’avvocato Giuseppe Bommarito, che già nel 2016 affrontò la questione su Cronache Maceratesi con con un articolo dal titolo “Maceratistan: sono pakistani i signori della spaccio di eroina”. «Lungo l’Adriatico, e nelle Marche in particolare, l’indice di mortalità per droga è di 15 volte superiore alla media», ha spiegato Giancane, direttore del Sert di Bologna. Proprio l’eroina è la droga che Pamela stava cercando e che avrebbe trovato grazie a uno dei tre nigeriani arrestati con l’accusa di omicidio, vilipendio e occultamento di cadavere. «L’immagine della città tranquilla dove si compie un dramma imprevedibile è falsa – dice sempre all’Espresso Gaetano Angeletti, presidente della associazione La Rondinella, pure lui, come Bommarito, un figlio morto per overdose – Ci sono zone e orari in cui non si può camminare senza timore. Nessuno ce l’ha con gli immigrati, anche loro sono oppressi dalla mafia della droga che agisce indisturbata». E tra il raid a colpi di Glock del neonazista Luca Traini, il ruolo della comunità, Pars in primis, da dove Pamela era scappata e l’assenza di una risposta forte e decisa delle istituzioni a questa piaga, viene citato anche un dossier (sulla cui attendibilità non ci sarebbero riscontri), secondo cui Macerata sarebbe un punto strategico dello spaccio di eroina, ragazzine delle famiglie bene pronte a prostituirsi per una dose.

In ogni caso, dopo queste due settimane Macerata è diventato un simbolo nazionale. Non è un caso infatti, se in un articolo del Messaggero, alcuni residenti di Roma, parlando del quartiere che va dalla stazione Termini ai Fori, sono arrivati a dire «Qui rischiamo di diventare come Macerata». Riferendosi a una massiccia presenza di stranieri, a episodi di spaccio e di violenza.

Di seguito il link dell’articolo dell’Espresso oggi online:

http://espresso.repubblica.it/attualita/2018/02/15/news/la-morte-di-pamela-l-eroina-e-quella-provincia-devastata-dallo-spaccio-1.318326

 

Gommone con 9 quintali di droga, trafficanti incastrati da taniche e cellulari

Maceratistan: sono pakistani i signori dello spaccio di eroina



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