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Pamela, lo strano via vai
nella casa dell’orrore

CHI FREQUENTAVA L'ABITAZIONE di Innocent Oseghale in via Spalato? Testimoni parlano di diverse persone viste entrare. Tra loro anche un giovane recentemente arrestato due volte per spaccio che ha detto di essersi fermato a dormire il 26 e 27 gennaio, come viene citato nell'ordinanza
venerdì 16 febbraio 2018 - Ore 22:32 - caricamento letture
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Un sopralluogo in via Spalato

 

Una casa, tanti misteri. Ma chi frequentava l’abitazione di via Spalato 124 dove Pamela Mastropietro è stata uccisa il 30 gennaio? Ci viveva, e questo è certo, Innocent Oseghale, accusato del delitto della ragazza che avrebbe compiuto, per gli inquirenti, insieme a due suoi connazionali: Desmond Lucky e Lucky Awelima. Una casa che aveva preso in affitto la sua compagna, Michela P., che però lì non ci abita più da mesi.

Però testimoni, inquilini della palazzina riferiscono che vedevano un via vai di persone entrare in quella casa all’ultimo piano. E poi dalle indagini spunta anche che in quella abitazione si era fermato a dormire un giovane della Guinea, recentemente arrestato due volte per spaccio nel giro di pochi giorni. Il giovane è estraneo ai fatti ma conosceva Oseghale e in quella casa sarebbe stato ospite, ha riferito, il 26 e il 27 gennaio e avrebbe detto che in quei giorni aveva visto altri due nigeriani in casa. Persone che probabilmente non conosce. Nel corso delle indagini una testimone aveva riferito che il giovane le aveva detto che il 30 gennaio si era lavato nella casa di via Spalato e di aver visto nella casa Innocent Oseghale, due nigeriani, ma che tra i due non c’era Desmond Lucky. Ma non viene definito un orario e lui tra l’altro non conferma la circostanza quando viene sentito dai carabinieri. Lo stesso Gip cita la cosa nella sua ordinanza sulla custodia in carcere per Lucky e Awelima, e dice su quella visita che «appare difficile capire quando la stessa si sarebbe verificata» visto che Pamela in quella abitazione sarebbe entrata dopo le 11, e quindi semmai il giovane potrebbe esserci andato nelle prime ore del mattino, prima che la ragazza arrivasse. Sulle frequentazioni della casa il proprietario aveva avuto notizia che appena data in affitto a Michela P. alcuni inquilini gli avevano segnalato che tante persone entravano in quella casa e lui si era lamentato di questo con la ragazza. Insomma una abitazione che tante persone frequentavano ma in cui il giorno del delitto si sarebbero trovati i tre fermati, che sarebbero rimasti all’interno alcune ore. Questo in base alle celle telefoniche.

(Gian. Gin.)

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