Costamagna, fuga dalla maggioranza:
“clima massonico, Corvatta ha fallito”
CIVITANOVA VERSO LE ELEZIONI - L'ex presidente del consiglio comunale rilancia la lista Uniti per Cambiare che aveva lanciato il sindaco e attacca la sua ex coalizione: "Traditi i valori, Corvatta non si ricandidi". Critiche anche sulla gestione della vendita di Gas Marca e sugli incarichi e consulenze esterne. Brandoni e Mantella pronti alle dimissioni dalle partecipate.
di Laura Boccanera
(foto Federico De Marco)
«La città ha bisogno di un ottimo medico, Corvatta non si ripresenti, quel progetto è fallito». Ivo Costamagna torna a parlare di politica ed è un fiume in piena, commenta fuori dai denti assieme alla sua lista dopo lo strappo col sindaco, anticipa le mosse in vista delle amministrative e tira fuori diversi sassolini dalle scarpe. Questa mattina all’hotel Solarium si è riunita la lista Upc: presenti Costamagna, Francesco Mantella, Alessandro Brandoni, Flavio Rogani, Giovanna Capodarca Agostinelli, Roberto Garofolo e Adriano Gaspari. A poco più di 6 mesi dalla fine del quinquennio Corvatta, Costamagna annuncia le dimissioni dalla maggioranza e fa ritirare dalla presidenza delle partecipate anche i suoi uomini (Francesco Mantella da Atac, Alessandro Brandoni da Civita.s e Adriano Gaspari dal cda dei TdC). «Forse mi dimetterò anche da consigliere – annuncia Costamagna – ho la responsabilità di non aver capito prima cosa stava avvenendo all’interno della maggioranza e nella coalizione, sento la responsabilità di non aver capito Corvatta che ho scelto come guida della coalizione. Gli voglio bene umanamente, ma non posso volergliene politicamente, ha fatto sentire la lista ospite a casa propria quando è stata proprio Uniti per cambiare la levatrice della candidatura Corvatta». Parole dure che mostrano una ferita che ancora brucia e uno strappo che non si ricuce. La lista infatti nei giorni scorsi ha deciso la linea per le prossime amministrative. Presenterà un candidato ed è aperta a coalizioni, ma stavolta il veto è proprio su Corvatta. La lista in realtà ha incontrato il sindaco giovedì sera. Il primo cittadino ha spiegato che sta lavorando per costruire una coalizione di centro sinistra il più ampia possibile e che prescinda dalle persone, anche se sul nome di Costamagna sembra pesare la scure del no. In realtà l’ex presidente del consiglio ha dichiarato che non si ripresenterà: «darò la mia energia alla lista, ma non sarò alla guida e non mi candiderò, concludo il mio impegno cittadino» – ha detto il leader socialista.
Veti che pesano sia da una parte che dall’altra e se la lista cerca un riavvicinamento col Pd, ma senza Corvatta, nel frattempo anche i presidenti delle partecipate preparano l’addio. Sia Brandoni che Mantella lasceranno la presidenza delle partecipate dando le dimissioni. Questione di tempo, quello necessario per lasciare le consegne e non mandare in affanno le società, poi si ritireranno. «Quando non si riconosce più a chi è stato compagno di viaggio l’aver portato al successo una coalizione si perde lo spirito originario – commenta Mantella – occorre quindi dare un segnale e lasciare ad altri i nostri ruoli. Continuare a rappresentare una lista che ha dato tanto senza ricevere il dovuto rispetto non porta a nulla». E poi l’ex presidente del consiglio si toglie diversi sassolini dalla scarpa: «io sono rimasto riformista e di centro sinistra, sono gli altri che sono diventati qualcos’altro. Il nostro era un progetto sulla trasparenza, sulla partecipazione, contro la parentopoli ed eravamo contrari alla svendita delle partecipate». La gestione della vendita di Gas Marca infatti è un tasto dolente: «ci si accusava di frenare sulle partecipate e lo facevamo a ragione visto che è la corte costituzionale a frenare questo tipo di operazioni. Quello che è successo con Gas Marca è il massimo della confusione amministrativa e il mancato rispetto degli organi politici». In particolare il riferimento è alla difformità di direttive fra la volontà della politica e la delibera che è stata presentata. E poi ancora su incarichi e consulenze Costamagna parla di mancato rispetto del programma: «eravamo per la rotazione degli incarichi, per la rotazione delle consulenze, invece la sensazione è che esista un modo di fare burocratico che fa respirare un clima massonico».
Ma Upc non è l’unico a sperare nel sostegno del Pd che come la Sfinge ancora non si pronuncia. E pare che anche un candidato di area centrodestra come Claudio Morresi abbia voluto incontrare Galliano Micucci, esponente del Pd e del mondo cattolico da cui anche Morresi proviene. Non si sa se l’incontro sia stato un modo per cercare sponde nel centrosinistra moderato. Morresi smentisce: «l’ho incontrato, ma non abbiamo parlato di politica, al momento il nostro progetto è unire il centrodestra». Eppure alcuni leggono il tentativo di mantenere il numero legale al consiglio comunale di ieri sera da parte di Erminio Marinelli (poi rinviato per mancanza numero legale) come un segnale di avvicinamento alle frange centriste.






























Costamagna, mi si è fatto tardi, ma più tardi voglio leggere l’articolo. Era ora che ti rifacessi sentire. Sono il solo a sentire la tua mancanza e sei la mia unica fonte per scrivere il mio ultimo saggio come te:” L’importanza di chiamarsi Costamagna ”
PPP mi ha promesso la prefazione.
Quindi, se ho capito bene, nella tua lista si sono due Giuda, uno sei tu e l’altro Corvatta. Lasciamo perdere i dissapori vari…ecc. ecc. Però Costamagna, nemmeno il Redentore riuscì ad avere due Giuda all’interno della sua lista. Ah, una domandina: ” Ma la notte, chi ti sogni, che ti dice no, Costamagna no, non ci lasciare. Civitanova ha bisogno di te e i Civitanovesi specialmente quelli più bisognosi ( come quei due che abitavano nel tuo stesso palazzo e che si sono impiccati ).” Scusami questo colpo basso, quelli alti te li danno quando vai dal barbiere, ma tu e l’altro Giuda,non ci inducete in tentazione ma liberateci dal male. Amen.