Gestisce i soldi della moglie, la picchia
e consuma droga davanti ai figli.
Negoziante sotto accusa, al via il processo
CIVITANOVA - Imputato al tribunale di Macerata per maltrattamenti. Tra le contestazioni anche la violenza sugli animali domestici. La difesa contesta: «Accuse prive di qualsiasi tipo di riscontro»

Il pm Francesca D’Arienzo
di Gianluca Ginella
Accusato di maltrattamenti alla moglie, di aver gestito la somma che i genitori le passavano mensilmente (per un totale che si aggirerebbe sui 90mila euro), di aver consumato cannabis davanti ai figli, di aver picchiato la donna anche quando era incinta e di aver usato violenza contro gli animali domestici, «uccidendo anche dei cani». Questo in sintesi il quadro delle accuse rivolte ad un negoziante 45enne che vive a Civitanova. L’uomo deve rispondere di maltrattamenti alla moglie. Oggi si è aperto il processo davanti al giudice Domenico Potetti del tribunale di Macerata.
Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Francesca D’Arienzo, il 44enne avrebbe sottoposto la moglie a «reiterate condotte di abusi fisici e psichici», l’avrebbe insultata con frasi come «morta di fame», «scroccona» e minacciata di morte. Picchiata, prosegue l’accusa, con calci e pugni e costretta ad avere rapporti sessuali per evitare di essere picchiata dal marito.
I fatti contestati, che sarebbero avvenuti a Civitanova, vanno dal 2023 al 22 novembre dello scorso anno. Tra le contestazioni c’è la questione economica: per l’accusa l’uomo avrebbe costretto la donna a subire una totale dipendenza da lui per quanto riguarda il denaro. L’uomo avrebbe gestito la somma che veniva elargita alla donna dai genitori (850 euro mensili per un totale, dice l’accusa, di circa 90mila euro).

In un ulteriore caso, nell’ottobre dello scorso anno, l’uomo avrebbe preso la moglie e le avrebbe fatto sbattere la testa contro un muro. C’è poi una contestazione che riguarda presunte crudeltà e violenza contro gli animali domestici, «uccidendo anche dei cani» si dice nel capo di imputazione. La moglie sarebbe stata umiliata dal 44enne che l’avrebbe costretta «a fare ciò che riteneva ed a raccogliere gli escrementi del cane». In un’ulteriore contestazione si parla di un seggiolone lanciato contro la donna mentre teneva in braccio la figlia piccola. Il negoziante è assistito dall’avvocato Lucia Iannino. Oggi la difesa ha fatto un’eccezione di nullità per indeterminatezza del capo di imputazione. Il giudice non l’ha accolta e ha rinviato ad ottobre il processo per sentire i primi testimoni.
«Noi contestiamo tutte le accuse – dice l’avvocato Iannino – non sono contestualizzate, sono prive di qualsiasi tipo di riscontro, non corrispondono assolutamente al vero. E’ una situazione di grande disagio per il mio cliente, si trova a doversi difendere su qualcosa che è la parola di lei contro la sua».