Il “no” al referendum
compatta il centrodestra,
Brini verso il ritorno a Forza Italia

CIVITANOVA - Svolta per la politica in vista delle amministrative. Il gruppo pronto a correre unito. Voci su una possibile staffetta del candidato Morresi che potrebbe lasciare il posto all'ex sindaco Marinelli. Forza Italia mette a tacere i malumori. Ceroni: "nessuna preclusione per nessuno, occorre ridurre gli angoli vivi delle proprie posizioni per vincere"
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Da sinistra Sandro Zaffiri (Lega), Jessica Marcozzi (FI), Elena Leonardi (Fdi), Marzia Malaigia (Lega), Piero Celani (Fi), Luigi Zura Puntaroni (Lega)

 

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di Laura Boccanera

«Sull’onda dell’unità per il referendum a Civitanova possiamo creare un’atmosfera di unità e sulla spinta dell’entusiasmo dare una manifestazione di unità perchè Civitanova è una città che deve cambiare». Lo dice Carlo Ciccioli, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia ai margini dell’incontro dedicato alle ragioni del no per il referendum costituzionale che si è svolto ieri sera al Miramare. Tra i presenti Elena Leonardi (Fdi) Jessica Marcozzi (Fi) Luigi Zura Puntaroni (Lega), Piero Celani (Fi) Sandro Zaffiri (Lega) Carlo Ciccioli (Fdi) e Luca Paolini e Marzia Malaigia (Lega). Un incontro che ha anche ricadute sul locale in vista delle prossime elezioni amministrative. Infatti il convegno organizzato da Fdi, Forza Italia e Lega è già una prova tecnica di alleanza. Il centrodestra sembra più che mai intenzionato ad andare compatto alla conquista di Palazzo Sforza, accantonando divergenze e differenze. Il primo nucleo è proprio quello proposto dai partiti che ieri hanno promosso il convegno. Una posizione ufficiale, emersa dopo incontri fra le varie forze di centrodestra della città. Un’unità che potrebbe compattarsi attorno al nome del candidato sindaco Claudio Morresi, anche se iniziano a circolare voci insistenti che darebbero per buona l’ipotesi che Morresi possa venire sacrificato per un candidato in grado di garantire l’unità del centrodestra individuato nel compagno di lista Erminio Marinelli. Una unità ribadita anche da Remigio Ceroni di Forza Italia che però dovrà fare opera di persuasione tra i suoi al momento divisi in due correnti, da un lato il coordinamento cittadino con Giovanni Corallini e Consuelo Fortuna, dall’altro Ottavio Brini e i suoi fedelissimi con in mano già una lista civica (con all’interno però numerosi ex forzisti). Una convivenza che se sulla carta funziona potrebbe essere complicata nella pratica. Ceroni però ingloba tutti e mette a tacere i mal di pancia: «la coalizione è vincente se ciascuno smussa gli angoli vivi delle proprie posizioni. Tutti sono utili e non c’è nessuna preclusione nei confronti di nessuno – afferma Ceroni – La vittoria è frutto di un lavoro sapiente, certosino e oculato, chi ritiene di poter fare da soli colleziona insuccessi. La città ha patito troppo in questi 5 anni».

 

 

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