Costamagna in Consiglio sulle dimissioni:
“Upc messo alla gogna, non sono un ostacolo”

CIVITANOVA - L'ormai ex presidente ha spiegato le ragioni che lo hanno spinto a lasciare: "Qualcuno vuole minare il dna della maggioranza, il tempo lo dimostrerà". Il sindaco Corvatta sulla riunione di giovedì: "La speranza è che la ragione prevalga sul buio"
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Ivo Costamagna

Ivo Costamagna

 

di Laura Boccanera

(Foto Ciro Lazzarini)

«C’è qualcuno che vuole minare il dna della maggioranza, e lo denuncio pubblicamente, sarà il tempo a dimostrare se è vero». E’ durato circa 20 minuti l’ultimo discorso di Ivo Costamagna come presidente del consiglio comunale che ha presentato nei giorni scorsi le dimissioni, ufficializzate ieri anche di fronte al Consiglio. Un’arringa nella quale Costamagna ha spiegato perchè ha preferito dare le dimissioni piuttosto che andare al voto e ricercare magari qualche sponda nel centrodestra pur di salvarsi dal fuoco “amico” della maggioranza con i 5 consiglieri che hanno richiesto la sfiducia. «Una parte della maggioranza è cambiata, i punti cardine che hanno sorretto questa maggioranza, la trasparenza, la discontinuità rispetto al passato non ci sono più – dice Costamagna – La passione con la quale ho affrontato una battaglia dolorosa che mi ha portato per 7 volte in tribunale (la denuncia per parentopoli ndr) e quel tipo di politica si è perso. Upc è stata messa alla gogna. Per questo mi dimetto, sembra che io sia un ostacolo, mi tolgo di mezzo, ma continuerò a battermi in Consiglio per gli interessi di questa città, come capogruppo, parlo e continuerò a parlare nell’interesse di questa città».

I cinque consiglieri che hanno chiesto la sfiducia: Belinda Emili, Pier Paolo Rossi, Marco Dolci, Paolo Rachiglia e Piero Gismondi. Tra loro anche Livio De Vivo

I cinque consiglieri che hanno chiesto la sfiducia: Belinda Emili, Pier Paolo Rossi, Marco Dolci, Paolo Rachiglia e Piero Gismondi. Tra loro anche Livio De Vivo

Costamagna poi sottolinea anche come a suo avviso i 4 punti con i quali i 5 “golpisti” hanno richiesto le dimissioni siano in realtà dei pretesti politici senza vere ragioni amministrative e poi aggiunge: «quando si sta in una coalizione si rispetta la maggioranza di quella coalizione, ma io ho una visione politica fatta di partiti, con delle regole, oggi emerge una politica di altro tipo con aggregazioni trasversali, legittima, ma che poco ha a che vedere con gli interessi degli ultimi». Costamagna si è poi seduto sui banchi del Consiglio, al posto che fu di Daniele Maria Angelini che è stato eletto presidente alla seconda votazione con 15 voti. Angelini ha ringraziato Costamagna per il lavoro fatto e auspicato un clima di collaborazione: «questo Consiglio comunale ha lavorato bene  – ha detto – l’assise non deve diventare un cenacolo politico per congiure, ma un luogo di lavoro». Il sindaco Corvatta nel rinnovare gli auguri ad Angelini e il ringraziamento per Costamagna ha accennato solo velocemente a quanto emerso anche nella riunione di maggioranza di giovedì e concluso in maniera sibillina tentando una sintesi fra le anime del centrosinistra: «non possiamo far finta che non sia successo nulla – ha riferito il primo cittadino – la speranza per il futuro è che la ragione prevalga sul buio» ha detto.

Costamagna tra i banchi dei consiglieri

Costamagna tra i banchi dei consiglieri

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Daniele Maria Angelini il nuovo presidente del consiglio comunale



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