Centrodestra verso le elezioni:
“Uniti si vince,
non ripetiamo l’errore di Macerata”

CIVITANOVA - La conferenza stampa per la presentazione del no al referendum riunisce Forza Italia, Fratelli d'Italia, Vince Civitanova e Sergio Marzetti per prove tecniche di alleanza. Corallini: "Aperti a tutti, ragioneremo sul candidato, ma basta con la vecchia politica"
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Il comitato per il No del centrodestra a Civitanova

 

di Laura Boccanera

Il comitato per il no al referendum unisce il centrodestra per prove tecniche di coalizione. Complice la conferenza stampa per illustrare le ragioni del no, si sono riuniti questa mattina Forza Italia, Fratelli d’Italia, Vince Civitanova e Sergio Marzetti (ex Ncd non ancora ricollocato). Presenti Giovanni Corallini, il coordinatore regionale Remigio Ceroni e il vice Barbara Cacciolari, Pier Paolo Borroni e Fabrizio Ciarapica di Vince Civitanova. La discussione sul referendum è stata però l’occasione per fare il punto in vista delle prossime elezioni amministrative del 2017. Unico candidato certo al momento è Fabrizio Ciarapica, ma il centrodestra è al lavoro per cercare di costruire un unico programma ed un unico candidato.

Fabrizio Ciarapica di Vince Civitanova

Il candidato sindaco Fabrizio Ciarapica di Vince Civitanova

«Uniti si vince, non dobbiamo ripetere l’errore fatto a Macerata» – ha detto Ceroni. Il centrodestra però non converge ancora sul nome di Ciarapica, che anzi, appare piuttosto indigesto ai centristi. Pare ci siano in atto movimenti per tentare di trovare una candidatura unica, uniti però da un programma condiviso. Ciarapica, presente non si sbilancia, “verrà valutato” dicono dall’area forzista. «Dobbiamo costruire un programma vincente capace di rappresentare un’alternativa, non poniamo preclusioni o riserve verso nessuno, prima c’è da costruire l’unità, chiunque può proporsi, sceglieremo la persona che aggrega e che sia condivisa» spiega Ceroni. In realtà qualche veto sui nomi c’è e li tira fuori Giovanni Corallini: «Siamo stanchi dei big della politica locale che si siedono in 3 e decidono sindaci e liste. Serve un ragionamento condiviso, personalmente sono contrario a rigurgiti di vecchi personaggi della politica (il nome non viene fatto ma è chiaro il riferimento a Ottavio Brini ndr) o ex sindaci (Marinelli ndr) Qui non c’è da dividersi poltrone, serve un sindaco che non sia imprenditore o medico e che lavori dalle 8 della mattina alle 14 per il bene comune».

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Remigio Ceroni, Luca Paolini e Carlo Ciccioli del comitato del centro destra per il no

Sul referendum tutto il gruppo appare compatto per il no: «chiediamo di votare no a tutti coloro che sono scontenti del governo Renzi – continua Ceroni – abbiamo l’opportunità di mandarlo a casa, questa è una maggioranza che non ha la legittimità per fare riforme e in più la modifica della Costituzione in un contesto di grave crisi non ci appare come una delle priorità del Paese». Ceroni esprime nel merito anche la contrarietà: «il Senato non viene completamente abolito quindi dove starebbe il risparmio, anzi diventa composto da non eletti, amministratori locali che non vedono l’interesse generale, ma quello del proprio territorio solamente. E’ una riforma che rompe gli equilibri e non abbiamo bisogno di fare più leggi».

Barbara Cacciolari

Il vice coordinatore regionale di Fi Barbara Cacciolari

«C’è in atto una dittatura nascosta – aggiunge la Cacciolari – la dobbiamo scardinare». La presentazione di oggi a Civitanova arriva dopo il debutto ieri nelle Marche del comitato presentato dai segretari regionali di Forza Italia Remigio Ceroni, della Lega Nord Luca Paolini e di Fratelli d’Italia Carlo Ciccioli. Secondo Carlo Ciccioli la riforma costituzionale Renzi-Boschi «non affronta il tema centrale dei governi democratici, cioè l’elezione diretta del presidente della Repubblica o del presidente del Consiglio». «Renzi non racconta la verità sui risparmi annunciati – osserva Paolini – che si limitano al corrispettivo di 5 giorni in meno di mantenimento dei profughi in Italia o del costo di un F35».



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