Addio a Paolo Fresco,
manager con le radici nel Maceratese:
«Questa per me è la casa dei nonni»

LUTTO - Presidente della Fiat dal 1998 al 2003, a Montelupone è sepolto il nonno e il padre fu medico di base. Attraverso la nonna paterna aveva una parentela indiretta con Maffeo Pantaleoni. Da sindaco, Nazareno Agostini gli conferì la cittadinanza onoraria nel 2001: «Pur essendo stato alla guida di colossi industriali, aveva grande rispetto per le piccole comunità»

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Paolo Fresco e Nazareno Agostini durante il conferimento della cittadinanza onoraria al manager

di Giulia Sancricca

Si è spento a 93 anni Paolo Fresco, manager dell’industria italiana e internazionale, presidente della Fiat dal 1998 al 2003 dopo una lunga carriera ai vertici della General Electric. Con “L’Americano”, così era stato soprannominato visto il rispetto che si era guadagnato oltre oceano, se ne va una delle figure più autorevoli del mondo industriale degli ultimi decenni, ma anche una personalità che conservava un legame speciale con la provincia di Macerata. Sebbene fosse nato a Milano e cresciuto a Genova, le sue radici familiari affondavano infatti a Montelupone, dove è sepolto il nonno, mentre il padre, Giuliano Fresco, fu per anni medico del paese, tanto che oggi la sezione Avis locale porta il suo nome.

Lo stesso Paolo Fresco trascorse alcuni momenti della sua infanzia a Montelupone, come racconta l’ex sindaco Nazareno Agostini che nel 2001 gli conferì la cittadinanza onoraria. Fu una visita, quella di Fresco, che lasciò un ricordo importante sia nel manager che nei cittadini: era novembre e partecipò alla cerimonia di riapertura del teatro Nicola Degli Angeli che era rimasto chiuso per quasi vent’anni.

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«Era una persona austera e rigorosa, una personalità di livello mondiale, ma allo stesso tempo di una profonda umiltà – ricorda oggi l’ex sindaco Nazareno Agostini – arrivò a Montelupone con grande semplicità, apprezzò il lavoro che stavamo facendo per la riqualificazione del paese e rimase colpito dall’accoglienza che gli fu riservata. Non si aspettava tanto calore: in piazza trovò anche un’esposizione di Fiat storiche e ne fu entusiasta». Agostini ricorda anche il lato umano di Fresco: «Parlammo a lungo, quasi come da padre a figlio. Aveva perfino una certa ritrosia nel sedersi alla scrivania del sindaco, perché diceva di non voler occupare spazi che non gli competevano, ma fui io a pregarlo. Pur essendo stato alla guida di colossi come General Electric e Fiat, aveva grande rispetto per le piccole comunità. Diceva che un paese coeso, capace di accogliere e valorizzare le persone, poteva offrire opportunità di crescita tanto quanto una grande città».

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Durante quella visita Fresco volle anche lasciare un segno del suo affetto per Montelupone, donando alcuni elettrocardiografi destinati alla Casa delle associazioni, dove ancora oggi una targa ne ricorda la generosità. A Montelupone, Fresco raccontò anche un curioso episodio della sua vita. Attraverso la nonna paterna vantava infatti una parentela indiretta con Maffeo Pantaleoni, celebre economista e politico italiano. Fresco ricordava spesso che proprio quel legame gli aprì in qualche modo le prime porte negli Stati Uniti: quando iniziò la sua avventura in General Electric, quella parentela rappresentò un inatteso elemento di credibilità nei suoi primi rapporti con il mondo finanziario americano. «Quello che lo colpì più di tutto – conclude Agostini – fu l’affetto sincero della gente. Gli piaceva l’idea di una piccola comunità che, pur nelle sue dimensioni, riusciva a dare un contributo importante al Paese».

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Un’idea che lo stesso Fresco confidò ai cittadini: «Sono venuto qui da bambino – disse in quella occasione – per me Montelupone è la casa dei nonni, di quelle persone che hanno un valore fortissimo soprattutto quando fai molte esperienze diverse, ed è lì che si dimostra l’importanza di quella che sarà la formazione del giovane. Mio nonno era una persona austera. Si cenava alle 19,30, non un minuto più tardi. Di mia nonna ricordo la sua passione monarchica, era di Macerata della famiglia Pantaleoni, famiglia con un senatore e un economista che ho verificato essere conosciuto in America. Non visitavo le Marche da tempo, le trovo una regione eccezionale, riesce sempre a cogliere le novità: qui c’è la voglia di fare, mai arrendersi, di perseguire gli obiettivi. Ho trovato poi un senso di comunità, che è una qualità dei cittadini e di una leadership accompagnata da un team work che in Italia non è poi così facile trovare».

L’amministrazione comunale di Montelupone, guidata oggi da Rolando Pecora, ha voluto esprimere il suo profondo cordoglio per la scomparsa di Fresco. «La nostra comunità conserva un sentito ricordo della sua visita a Montelupone e del legame testimoniato dall’intitolazione a suo nome del Palazzo dei Medici – sottolinea il Comune in una nota – il sindaco e l’intera amministrazione comunale, a nome di tutta la cittadinanza, si stringono con affetto ai familiari, ai quali rivolgono le più sincere e sentite condoglianze».


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