Maggi: “Il M5S riempie le piazze
Gli altri le svuotano”

VERSO IL VOTO - Anconetano, 68 anni, si propone come "il vecchietto" grillino. Riassume il programma elettorale in onestà, legalità e trasparenza: "Nelle Marche ci sono 67 indagati tra consiglieri, ex consiglieri e funzionari. Ben 24 si sono ricandidati". Categorico sul cementificio Sacci: "Non si può fare terrorismo e innescare una guerra tra poveri per renderlo accettabile"
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Giovanni Maggi con Alessandro Di Battista

Giovanni Maggi con Alessandro Di Battista

 

di Alessandra Pierini

Si definisce il “vecchietto” del Movimento 5 Stelle Giovanni Maggi, candidato presidente delle Marche. «Mi hanno scelto – dice accompagnando le sue dichiarazioni con una risata coinvolgente – perchè normalmente ci seguono i giovani, con me cercheremo di attrarre anche i meno giovani».
Maggi, 68 anni, anconetano, è un libero professionista della comunicazione ed è stato tra i fondatori di Radio Arancia, è sposato, ha due figli e due nipotine.

Quale percorso l’ha portata a candidarsi?
«Tanti anni fa partecipavo alle lotte per i diritti civili del Partito Radicale (aborto, divorzio), poi mi sono allontanato, anche perchè il Partito radicale ha preso strade meno condivisibili. Quella era stata la mia unica esperienza politica finchè alla fine del 2008 in quattro ci siamo ritrovati intorno alle idee di Grillo e abbiamo fondato il movimento ad Ancona. Subito dopo la giunta del capoluogo è caduta e noi abbiamo partecipato alle elezioni ottenendo un ottimo 4,9% e un consigliere. Insomma del M5S siamo stati pionieri. Nel 2013 abbiamo rafforzato la nostra posizione con 4 consiglieri. Intanto il gruppo cresce, coeso e compatto. Sono un esperto di comunicazione e ho sempre dato una mano ai consiglieri eletti».

Da questa militanza nelle seconde righe, è passato questa volta ad essere protagonista…
«Ho partecipato alle regionarie, facendo le “graticole” in cui ti presenti e dici chi sei al popolo del web. Sono stato scelto tra i 9 candidati consiglieri della provincia di Ancona. A quel punto mi sono candidato anche come presidente e con 200 voti ho ottenuto la candidatura».

Giovanni Maggi

Giovanni Maggi

Qual è la vostra proposta programmatica?
«Onestà, legalità e trasparenza sono alla base di tutto. Nelle Marche ci sono 66 indagati tra consiglieri, ex consiglieri, funzionari e collaboratori dei consiglieri. Di questi 24 sono stati ricandidati. E’ vero che c’è la presunzione di innocenza ma i candidati dovrebbero essere fuori da ogni ombra di sospetto. Noi per candidarci abbiamo presentato la nostra fedina penale pulita e il certificato dei carichi pendenti a posto. In più abbiamo firmato l’impegno etico di prendere, una volta eletti, solo 2.500 euro al mese, devolvendo il resto al fondo del micro credito per la piccola e media impresa, come fanno i nostri parlamentari. L’ho proposto anche agli altri candidati ma nessuno ha accettato. Ultimamente abbiamo chiesto di devolvere anche qualcosa per il sociale.  Ci impegniamo anche a non fare più di due mandati e a non essere in conflitto di interesse con la Regione».

I marchigiani sono molto preoccupati per la mancanza di lavoro, specie per i più giovani. Quali soluzioni proponete?
«
Abbiamo un programma che se attuato, sarà tutta un’occasione per creare nuovi posti di lavoro. Tra i punti tutela delle coste, rivalutazione dei borghi, turismo e cultura. La passata amministrazione tra rigassificatori, biogas e metanodotti ha guardato più gli interessi di parte e delle multinazionali estere che quelli dei marchigiani. Ad esempio il nostro obiettivo rifiuti zero permette un grande risparmio ma anche la creazione di posti di lavoro nella fase di selezione dei rifiuti. Spacca e i suoi volevano bruciare i combustibili solidi secondari (css) nel cementificio Sacci di Castelraimondo. In tutta Europa prevale sempre il principio di precauzione, per cui se qualcosa è potenzialmente percioloso non si fa. Qui invece sono sempre i cittadini a dover dimostrare che le cose sono sbagliate perchè non vengano fatte. Bastino alcuni esempi. La Fano Grosseto, spesi milioni di euro per nulla, la Quadrilatero succhia soldi pubblici a valanghe ma non arriva a conclusione. Sono opere che fanno pensare al Mose all’Expo. Intanto però si evita un investimento diffuso sul territorio perchè probabilmente sfuggirebbe al controllo di qualcuno».

Qual è la vostra proposta per la sanità?
«Da anni Spacca e i suoi ci dicono che siamo una regione virtuosa perchè il bilancio della sanità è in pareggio. Noi continuiamo a incontrare gente che si lamenta di dover aspettare mesi o anni per fare visite ed esami che a pagamento ti fanno in tre giorni. Il nostro concetto di sanità è pubblica, garantita e accessibile a tutti. Qui hanno tagliato qualche piccolo spreco ma soprattutto hanno tagliato i servizi. Intanto però hanno approvato finanziamenti a pioggia, per le  marchette elettorali i soldi li hanno trovati».

Giovanni Maggi in piazza Mazzini a Macerata

Giovanni Maggi in piazza Mazzini a Macerata

Per il Maceratese quali sono le vostre idee?
«
La provincia di Macerata è stata a lungo trascurata, invece è un’eccellenza per le industrie e la capacità d’impresa. Il ruolo delle piccole e medie imprese deve essere valorizzato. Se cominciano a trivellare la costa, mettono a rischio pesca e turismo, se cominciano a bruciare css a Castelraimondo, per la provincia è terribile. Tra l’altro stanno facendo terrorismo dando  origine alla guerra dei poveri. Hanno messo i cittadini che vogliono tutelare la salute contro quelli che rischiano di perdere il lavoro se il cementificio non sarà trasformato. Creano caos per far passare leggi inaccettabili come politicamente inevitabili».

Per le vostre iniziative in campagna elettorale avete scelto le piazze. Siete soddisfatti?
Gli altri non portano più nessuno in piazza perchè diventa desolatamente vuota. Noi abbiamo invece grande successo. Domenica mattina siamo arrivati con Alessandro Di Battista in piazza Mazzini, pioveva, eravamo convinti che non ci fosse nessuno. Invece era pieno di gente (leggi l’articolo). Noi stiamo facendo tornare l’entusiasmo alla gente per la politica. Questo ci dà lo stimolo per andare avanti. Chiuderemo la campagna brindando alle prossime vittorie».

Di Battista in piazza Mazzini

Di Battista in piazza Mazzini

 

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