Berlusconi rinvia la visita ad Ancona
per andare a Porta a Porta

DIARIO ELETTORALE - Il leader di Forza Italia ha deciso di annullare l'incontro di domani al teatro Le Muse. Barbara Cacciolari riunisce gli imprenditori: "Per lo sviluppo delle Marche serve gente come noi". I comitati biogas incontrano i candidati governatori, assente Ceriscioli
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Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi non sarà domani nelle Marche. Il leader di Forza Italia era atteso per domani al Teatro delle Muse ad Ancona ma il coordinatore regionale Remigio Ceroni ha fatto sapere questo pomeriggio che la visita è stata rinviata. Dopo il successo ottenuto ieri sera con la partecipazione a “Che tempo che fa” di Fabio Fazio, il presidente avrebbe infatti deciso di proseguire la settimana con una serie di apparizioni televisive. Domani sera è atteso a Porta Porta e ha perciò rinviato il suo arrivo nelle Marche. A questo punto diventa improbabile il suo arrivo.
«Vedo che c’è già chi ha già alzato bandiera bianca – ha commentato il candidato governatore Luca Ceriscioli –  La mancata presenza di Berlusconi di domani, da sempre un esperto di numeri in campagna elettorale, mi fa pensare che abbia deciso di non venire nelle Marche per risparmiare le forze e dedicarsi ad altre regioni dove il centrodestra ha più possibilità di vincere». Tagliente anche il commento del presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni: «Berlusconi scappa da Spacca. Probabilmente ha capito che la sua classe dirigente marchigiana lo ha infilato in un tranello, costringendolo ad appoggiare un uomo della sinistra come Gian Mario Spacca e si sta defilando».

 

Barbara Cacciolari e Anna Maria Bernini

Barbara Cacciolari e Anna Maria Bernini

L’imprenditrice Barbara Cacciolari, candidata alle prossime elezioni regionali, ha promosso un incontro con il mondo economico alla Fagiolati Pumps di  Sforzacosta sul tema: “Produrre reddito: benessere per tutti”. All’invito hanno aderito tutti i principali industriali della provincia ed anche tanti artigiani, professionisti e rappresentati delle varie associazioni di categoria.  Dopo i  saluti iniziali del titolare dell’azienda, Giovanni Faggiolati, che ha manifestato il suo sostegno a Barbara Cacciolari e al presidente Spacca ha preso la parola proprio quest’ultimo spiegando la sua  scelta di candidarsi con il centro destra: «E’ stata una scelta maturata nel tempo grazie alla collaborazione su tanti progetti con le forze politiche  moderate, senza le quali sarebbe stato impossibile far passare provvedimenti importati per l’economia marchigiana. La sinistra è rimasta purtroppo legata a logiche assistenzialistiche e di partito,anziché valorizzare e sostenere realmente le aziende marchigiane».

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L’intervento di Gian Mario Spacca


In linea con l’intervento del candidato presidente anche la senatrice forzista Maria Luisa Bernini: «
Servono scelte politiche tese a sostenere la creazione di reddito e di lavoro tramite la crescita economica e non tramite le politiche care alla sinistra produttrici solo di clientele assistenziali; proprio per questo non si dovrebbe  affidare la gestione della regione a chi non ha mai lavorato ed è sempre vissuto grazie alla politica. Queste persone non possono capire le reali esigenze per favorire lo sviluppo economico e devono essenzialmente tutelare un apparato pubblico che garantisca il loro stipendio. I politici senza un lavoro non potranno mai essere politici realmente liberi». Il coordinatore regionale di Forza Italia Remigio Ceroni ha invitato tutti «non solo a votare, ma votare bene, perché opere come la Quadrilatero e tante altre se si sono fatte è stato solo grazie alla tenacia e lungimiranza di rappresentati del centrodestra che sono riusciti a superare le opposizioni ideologiche della sinistra». Barbara Cacciolari ha portato la sua esperienza di imprenditrice: «La mia disponibilità a candidarmi è stata proprio una conseguenza di vedere l’incapacità dei politici di professione ad individuare le soluzioni per determinare la ripresa economica e la creazione di nuovi posti di lavoro. Unica vera priorità per l’Italia e per la regione Marche».

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Nuovo passaggio in provincia domani (martedì) per il candidato del centrosinistra Luca Ceriscioli  che sarà alle 18 al  bar ristorante Torquati a Piediripa con il  segretario nazionale di Centro Democratico Bruno Tabacci. Saranno presenti il candidato di Popolari Marche-Udc Giacomino Piergentili, Maurizio Bertucci e David Favia. Alle 18,30 poi sarà all’Hotel Claudiani per l’incontro pubblico con Massimiliano Bianchini candidato di Uniti per le Marche. In serata alle 20 sarà al ristorante I Duchi a Camerino con la candidata del Pd Francesca Magni.

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incontro biogasNei giorni scorsi i candidati presidenti sono stati invitati ad un confronto dai comitati No biogas sui temi dell’ambiente. Erano presenti Francesco Acquaroli, Giovanni Maggi, Edoardo Mentrasti e Paola Giorgi (delegata dal candidato Gian Mario Spacca). Assente Luca Ceriscioli. «I candidati sono stati concordi – si legge nella nota degli organizzatori – nell’affermare come sia fondamentale il coinvolgimento dei singoli territori nelle decisioni in materia energetica ed ambientale, cosa che non è stata fatta nel caso biogas ed energie rinnovabili in genere, dal governo uscente delle Marche. Ciò è stato evidenziato anche dall’assessore regionale Giorgi, la quale ha riconosciuto gli errori commessi nel passato. Considerazioni sulla credibilità di tali affermazioni da parte della rappresentante della lista Marche 2020 le lasciamo ai cittadini, comitati ed amministrazioni locali che hanno subito sulla loro pelle gli effetti di quella sciagurata politica. La totale mancanza di confronto invece del candidato Ceriscioli, assente ingiustificato, ci è sembrata inopportuna ed irriguardosa dei comitati e dei cittadini visto che molti dei suoi sostenitori provengono dal governo regionale uscente.  Acquaroli, Maggi e Mentrasti si sono detti contrari alla Via postuma che rischia di condonare le centrali illegittime, mentre la Giorgi non si è pronunciata sulla legalità di tale procedura, facendo ricadere ancora una volta le loro responsabilità, sul governo centrale e sulla sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato la legge regionale 3 del 2012.»

 

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