Ceriscioli tra Piediripa e Macerata
lancia Piergentili (con Tabacci e Favia)
e Bianchini (con Costamagna e Mattei)

ELEZIONI REGIONALI - Il candidato governatore chiede voto e partecipazione contro il rischio di una vittoria dimezzata come accaduto in Emilia Romagna. Attacchi concentrici su Spacca
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Luca Ceriscioli (al centro) con Ivo Costamagna e Massimiliano Bianchini

Luca Ceriscioli (al centro) con Ivo Costamagna e Massimiliano Bianchini

Giacomo Piergentili, Luca Ceriscioli e David Favia

Giacomo Piergentili, Luca Ceriscioli e David Favia

 

di Maurizio Verdenelli

Gli ‘spettri’ che agitano la lunga volata del centrosinistra, alle regionali, sono quelli degni di ‘Macbeth’ pur nella convinzione della vittoria finale. Tuttavia questa, per garantire la governabilità, non dovrà apparire ‘mutilata’ (dannunzianamente) ma certo non ‘dimezzata’ -qui Calvino è più politically correct. La sindrome da evitare in questa faticosa vigilia è il caso della confinante Emilia-Romagna col suo 40%, forse meno, di votanti alle regionali del 2014. Allora il ‘marchigianellum’ –così definito da Ivo Costamagna, tra qualche sorriso ma non troppo, poi sottolineato da Luca Ceriscioli- mette un brivido nella schiena perché, su trenta consiglieri ‘superstiti’ da 42, un seggio in più o meno farà la differenza. Soprattutto potrebbe ‘tarpare’ le ali al vincente. La soglia aurea, definita anche ‘ambiziosa’, è posta al 60%, alzando il 50-55% dei sondaggi attuali, in merito.

Bruno Tabacci oggi a Piediripa

Bruno Tabacci oggi a Piediripa

Con citazione d’obbligo per Beppe Grillo che (al modo di …Enzo Marangoni candidato presidente della Provincia nel 2011) ha ipotizzato candidature per la Regione con il fine dichiarato di chiuderle, al primo posto degli incubi pd c’è soprattutto Gian Mario Spacca, come l’Andrea Chenier di Umberto Giordano, divenuto ‘nemico della patria’. Sul quale – nonostante il sardonico compiacimento per il mancato arrivo del ‘sostenitore’ Berlusconi- hanno ‘sparato alzo zero’ ieri da pomeriggio a sera i big del centro sinistra in campagna elettorale tra Piediripa e Macerata. All’hotel Grassetti con il ministro Martina a parlare pure di agricoltura ed Expo, e al caffè Torquati con l’on. Bruno Tabacci e al Claudiani. L’aveva fatto, sabato scorso a Macerata, anche la n.2 del Partito Democratico, Debora Serracchiani.

Tabacci Ceriscioli conferenza da Torquati 8
Costamagna_Ceriscioli_Foto LB‘Spettri’ dunque, emersi, nel corso del tour di Luca Ceriscioli, concluso al ‘Claudiani’ con gli uomini di ‘Uniti per le Marche’ (Massimiliano Bianchini candidato consigliere e Paolo Mattei, coordinatore regionale) e lo ‘zoccolo duro’ socialista a far quadrato come ai vecchi tempi –venerdì atteso a mezzogiorno il segretario nazionale e viceministro, sen. Riccardo Nencini. “Per poter governare –ha sottolineato più volte l’ex sindaco di Pesaro- chiediamo due cose: il voto e la partecipazione. Per poter attuare compiutamente il programma, legittimati a governare la Regione. Non è vero che io voglia spezzare in due parti la regione o sia uno sciovinista. Un esempio? La sede dell’area vasta pesarese è a Fano”.
Ceriscioli al Claudiani_Foto LB (1)Già, cosa chiedono i marchigiani alla Regione? “Il lavoro al primo posto. Segue un’assistenza sanitaria che non faccia passi indietro e quindi l’eliminazione della burocrazia. L’eccesso di potere all’interno delle strutture pubbliche alimenta la corruzione che non è solo del personale politico, ma pure di quello tecnico che rende difficile ciò che invece, a ben note ‘condizioni’, semplifica” ha detto il candidato presidente. Il quale ha sintetizzato in tre parole-forza il messaggio ai marchigiani: sobrietà, trasparenza e partecipazione. Tanta spending review, meno staff, anche “quelli costituiti da otto giornalisti” e via tagliando ancora. Tuttavia aggiungendo il fondo di 30 milioni per il sociale, che è stato azzerato”. Il programma è di 86 pagine e il massimo comune denominatore, avverte, è ‘Uniti’. “Vicinanza ai territori, tutti. Macerata conterà quanto Pesaro, prometto”.
Bianchini_Ceriscioli_Costamagna_Foto LBIvo Costamagna, presidente del consiglio comunale di Civitanova, ha detto nella ‘tappa maceratese’ del prof. Luca: “È stata, lo ammetto, un scelta difficile considerata la territorialità, ma Ceriscioli mi ha convinto”. Di Renzi, a Costamagna –ha ammesso- non è mai piaciuta il termine ‘rottamazione’: meglio ‘cambiamento’. Tuttavia nel caso di Spacca userei per lui in alternativa: ‘rimozione forzata dal Potere’”. Concludendo, con altre stoccate a destra e a manca: “Macerata non ha avuto l’attenzione che meritava ad Ancona nonostante la presenza di propri rappresentanti: con Massimiliano (Bianchini ndr) e Luca invece sarà piena”.
“Ceriscioli mi ha convinto quando a Civitanova nel corso delle primarie ha concluso così: se ciò che vi ho detto, vi è sembrato adeguato sceglietemi altrimenti mandate avanti Pietro Marcolini. Lui mi appare come il cambiamento, Marcolini la restaurazione. Non ho alcun dubbio sulla vittoria, governeremo per vent’anni” ha dichiarato Paolo Mattei, il nipote più giovane del grande Enrico, fondatore dell’Eni, coordinatore regionale di ‘Uniti per le Marche’.
Mattei_Bianchini_Ceriscioli_Foto LB“In questi mesi quanto lavoro su e giù per le Marche rischiando pure gravi incidenti ; ed ora una campagna elettorale molto bella” ha detto Bianchini che ha professato “fedeltà totale”. Stigmatizzando il caso Porto Recanati (a distanza di tanti anni un secondo caso Macerata con al centro un’altra sindaco donna ndr) ‘dove è stato commesso un terribile errore mandando a casa un primo cittadino”. Anche per l’ex assessore provinciale, punto centrale è il ‘superamento di Spacca’. “Per questo noi Civici, un anno e mezzo fa, abbiamo detto no alla richiesta di far parte della maggioranza in Regione, sperando in queste elezioni dove ci presentiamo con una ‘lista vera’”.
Un incontro ‘caldo’, piuttosto partecipato con amministratori uscenti ed ‘antichi’ socialisti (tra i quali, accolto con simpatia, Franco Zazzetta) che non dimenticano l’appartenenza al garofano rosso: distintivo in bella mostra sull’occhiello della giacca nera, cravatta rossa, di Costamagna, leader ex enfant prodige della politica locale anni fa, adesso anch’egli con qualche capello di meno.
Tabacci Ceriscioli conferenza da Torquati 6Da ‘Torquati’, la tappa precedente di Cerescioli era stata nel nome dei Popolari Marche, dell’Unione di centro e del Centro democratico con il presidente nazionale on. Bruno Tabacci (presidente della commissione bicamerale per la Semplificazione) e il segretario regionale David Favia. Con loro il candidato Udc Giacomom Piergentili, consigliere provinciale e consigliere comunale a Sarnano. A ‘moderare’ l’incontro, Maurizio Bertucci, coordinatore regionale Popolari Marche. Nel piccolo ‘pubblico’ anche l’assessore provinciale Giovan Battista Torresi che ha raccontato a chi scrive le difficoltà di una campagna difficile: “Pure a Pioraco (paese di cui è stato sindaco ndr) pare che ti ascoltino solo per mera cortesia. E’ un momento di scarsa accoglienza per la politica”.
Da parte sua ad una cosa tiene il sarnanese Piergentili, “visto che eleggere uno di noi è possibile ed io sono uno dei questi pochi. Importante far prevalere dunque un candidato che non voglia fare il consigliere regionale per professione. Io un lavoro ce l’ho, sono un bancario. Guadagno a sufficienza e posso devolvere metà delle indennità pubbliche per progetti sul sociale. Mi pare che un tale intento non sia di altri candidati…”.
Tabacci Ceriscioli conferenza da Torquati 5Ed ancora attacchi a Spacca. Da parte pure dell’ex deputato Favia: “Lui ha rinunciato al buon governo del centro sinistra. Noi del CD non abbiamo le sue grandi risorse, cospicui capitali per una campagna elettorale tanto impegnativa. Tuttavia ci battiamo alla grande sui social network”. Si parla anche di casi di ‘immoralità e trasformismo’. Senza far nomi, è chiaro. Non è criptico invece Ceriscioli: ed è un altro ‘passaggio’ al napalm sul Grande Nemico in chiave berlusconiana: “Nato nella braccia di Aldo Moro, è finito in quelle di Brunetta”. Per tornare finalmente al programma, snocciolando la ‘pagella del cambiamento’ come modello di sviluppo, pure ecosostenibile e il ritorno al ‘dolce stil’ sobrio. Da parte sua, Bertucci ha chiesto un voto “di coerenza contro l’incoerenza”, sicuro di ‘miglioramenti’. E’ stata infine la volta di Tabacci deplorante anch’egli Spacca ‘che finisce con il Berlusconi di oggi…’ . Ha citato l’onorevole un grande elemento di novità: la relazione annuale di BANKITALIA, questa mattina, che induce ad ottimismo. Capace d’irradiarsi positivamente, la comunicazione del governatore Ignazio Visco sulla ripresa italiana dopo la crisi più lunga dal dopoguerra, in questa primavera ‘del nostro scontento elettorale’ come in un dramma scespiriano. Tabacci ha accennato alla ‘vittoria dimezzata’ nel caso di una scarsa partecipazione al voto e dell’incubo Emilia-Romagna “che rappresenta un campanello d’allarme pericoloso”.
Il discorso, nel complesso, ha rischiato più volte più l’analisi politica che l’approfondimento in chiave di programma amministrativo. Ci ha pensato allora un signore, giubbetto e barba a raccontare delle ansie per il pesantissimo taglio alle grandi opere pubbliche viarie che partono dalle Marche: “Ci sono di mezzo cinquecento lavoratori” ha chiosato significativamente. “E’ mio pensiero costante, il lavoro…” è stata l’assicurazione di Ceriscioli, insieme al ‘sì’ con il capo di Favia.

(foto di Lucrezia Benfatto e Andrea Petinari)

 

 

 

 

 

 

 

 



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