Capponi: “Il megalomane patto con i treiesi è un bluff della Cammertoni”

TREIA - L'ex presidente della Provincia affonda la promessa della candidata di Futuro è nel cuore: "Non si è informata, è una boutade di berlusconiana memoria". E' saltato il confronto pubblico tra gli aspiranti sindaci. L'associazione Treia Adesso: "Mozzoni non ha voluto partecipare. Persa un'occasione per svelenire la campagna"
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Franco Capponi rappresenta quale sarebbe la situazione della piazza di Treia con la raccolta di prossimità

A Treia, uno dei centri più vivaci, politicamente parlando, in questa campagna elettorale, i candidati sindaci non si confronteranno direttamente e davanti alla cittadinanza, ma continuano ad affrontarsi mediaticamente a colpi di comunicati, annunci e smentite e infuocati botta e risposta.
E’ ormai chiaro che il confronto pubblico chiesto da Franco Capponi della lista Treia 2020 non si farà. L’organizzazione dell’iniziativa era stata affidata all’associazione “Adesso Treia” vista la non partecipazione alle elezioni.
«L’associazione  – spiega Enzo Catani, vicepresidente dell’associazione – ha subito raccolto la proposta affidando a me, membro e vicepresidente della stessa associazione treiese, il compito di avviare contatti con i tre candidati e con loro concordare tempi, luoghi e modalità per rendere possibile tale avvenimento. Il teatro cittadino avrebbe potuto ospitare gratuitamente un aperto e democratico dibattito politico-culturale con ampio confronto su scottanti temi generali e particolari dell’amministrazione locale, rendendo informata e partecipe delle soluzioni proposte dai singoli candidati alla carica di sindaco un’ampia parte della popolazione treiese. Era convinzione profonda dello scrivente – ribadita anche a mezzo stampa da alcuni candidati – che la tribuna elettorale pubblica a Treia si sarebbe dovuta svolgere con l’assenso e la partecipazione convinta dei tre candidati alla carica di sindaco e cioè Daniela Cammertoni, Franco Capponi, Andrea Mozzoni.
Con stupore e a malincuore debbo registrare il fallimento dell’iniziativa della nostra associazione, ancor prima della fase di condivisione dei tempi e delle regole, a causa della mancata adesione da parte del candidato sindaco Andrea Mozzoni, al quale ho fatto giungere ripetuti appelli, anche tramite i suoi più stretti collaboratori, rimasti senza risposta. Peccato per Treia: un’ennesima occasione perduta per svelenire la campagna elettorale da sospetti e accuse di responsabilità e connivenze con le passate amministrazioni, per rilanciare il significato e il valore della buona politica al “servizio” dei cittadini e riavvicinare questi ultimi alla partecipazione e gestione della cosa pubblica».

Intanto non è passato inosservato il contratto di Daniela Cammertoni di Il Futuro nel cuore con i treiesi (LEGGI L’ARTICOLO). La promessa del comandante dei vigili di Civitanova di ridurre la tassa sui rifiuti del 30% non è affatto stata gradita da Franco Capponi che la definisce un vero bluff.

Capponi durante la presentazione della sua lista Treia 2020

Capponi durante la presentazione della sua lista Treia 2020

«Quanto annunciato con grande enfasi dalla candidata sindaco Daniela Cammertoni  – scrive Capponi – e cioè abbandonare la raccolta differenziata per risparmiare sulla TARI (tassa rifiuti) più che una bomba sembra annoverata come la più grande bufala di questa campagna elettorale. Intanto il tanto atteso confronto, che noi abbiamo chiesto a tutti i candidati, per smontare le tante bugie e i bluff delle altre liste, non sembra possibile per la mancata adesione del candidato Mozzoni. Di conseguenza se per motivi veri o per altro neanche la lista Cammertoni ha dato l’assenso perche accetterebbe solo con la presenza di tutti e tre i candidati sindaci. In merito all’abbandono del porta a porta nella raccolta dei rifiuti sembra impossibile a noi tanta approssimazione del candidato Cammertoni. Lei non sa (impensabile per un Comandante dei Vigili Urbani) che è stabilito dalla legge l’obbligo di raggiungere il 65% di raccolta differenziata e che le penalità (tassa di abbancamento in discarica) sarebbero molto più elevate del risparmio conseguibile con il taglio del porta a porta. La raccolta porta a porta è l’unica che consente di raggiungere questo obiettivo ed inoltre i costi di abbancamento in discarica aumenterebbero in maniera esponenziale (più del risparmio di personale che la Cammertoni annuncia come se non esistessero norme sul licenziamento ) e avremmo in più sicuramente una discarica a Treia nei prossimi anni. Lei non sa neanche che oggi le strategie di raccolta e di qualità del servizio le decide l’ATA Rifiuti (Autorità d’Ambito per i rifiuti) cioè una Istituzione di tutti i 57 Comuni della Provincia e che lei non può disattendere il Piano approvato dall’ATA. I treiesi a volte non approfondiscono, ma non sono fessi: quella dell’altra, lo scoop tanto atteso e brandito era una boutade di berlusconiana memoria. La vigilessa civitanovese non ha convinto nessuno e soprattutto poteva prendere informazioni più dettagliate, magari chiedendo ai funzionari del Comune dove lavora e che addirittura da poco tempo è passato al porta a porta con microchip».

Molte le obiezioni sollevate da Capponi: «Quello che vuol fare Cammertoni riduce il costo del servizio tagliando i livelli occupazionali nel porta a porta e questo può sembrarle una cosa saggia in questo momento? Pensiamo proprio di no, soprattutto se questa sorte dovesse toccare a qualche suo congiunto che lavora proprio al Cosmari. Partendo inoltre dai numeri che la Cammertoni indica e cioè dalla cifra di 1.144, 716 euro che il Comune treiese spende per l’intero servizio, ci domandiamo: come puo’ risparmiare 230.000 euro se oggi il Comune versa in totale al Cons.ma.ri. 904.000, di cui  418.087,00 per la raccolta porta a porta e la differenza per il resto: trattamenti, smaltimenti e spese di funzionamento e circa 250.000 euro per lo spazzamento (compresi i dipendenti e i costi di funzionamento di mezzi, centri raccolta e spazzatrici) già insufficienti al buon decoro della città? Come può pensare di tagliare la metà del personale e dei costi del porta a porta e conseguire gli stessi risultati? Insomma un grande bluff come sgamato dai cittadini di Passo Treia che hanno disertato lo scoop di ieri sera (flop del Patto con i passotreiesi)».

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Uno degli incontri di Franco Capponi con la cittadinanza

Capponi prosegue entrando nel dettaglio: «A noi di “Lista civica Treia 2020” non piace la superficialità con cui è stata affrontata la questione. La Regione da anni ha introdotto un sistema di premialità nei confronti dei Comuni prevedendo la riduzione dell’importo del tributo speciale per il conferimento in discarica dei propri rifiuti. Questo è il vero risparmio per i cittadini. Diversamente, il mancato raggiungimento degli obiettivi, determina per legge un’addizionale del 20% in più sull’importo del tributo che passa ad € 0,024/Kg. Questi maggiori oneri per il tributo determinano un aumento dei costi complessi della gestione dei rifiuti con aumento conseguentemente della Tassazione comunale. Una ultima considerazione sulla differenziata è dimostrato che questo tipo di raccolta agisce anche sul problema della disoccupazione perchè crea posti di lavoro in più. Dai calcoli presentati ai sindaci dal Co.sma.ri. che tutti conoscono, non fare la raccolta porta a porta comporta per il Comune (base i dati della provincia di Macerata), un incremento dei costi dal 30 al 40%. Per cui abbandonare il porta a porta sarebbe un suicidio economico. Peraltro anche Macerata si è ormai convertita.

Non sapere inoltre che il Comune non ha più alcun potere sulla gestione è la dimostrazione dell’assoluta inconsistenza della proposta o meglio dell’incompetenza di chi la fa. Oggi è in capo all’ATA tutta la politica tariffaria ed organizzativa sulla gestione dei RSU.  Quanto annunciato quindi e cioè la presunta riduzione del 30% del megalomane patto con i treiesi del candidato Cammertoni e annunciato nel volantino, riteniamo sia praticamente improponibile e insostenibile perché la TARI ( che sostituisce la vecchia TARSU) in quanto tariffa giustamente e’ composta da una parte fissa, riferita al costo del servizio, calcolata rispetto alla superficie dell’immobile e da una parte variabile, riferita alla quantità di rifiuti prodotti, calcolata in modo presuntivo rispetto al numero dei componenti del nucleo familiare. Le tariffe sono finalizzate ad assicurare la copertura integrale dei costi del servizio di igiene urbana sulla scorta del Piano economico finanziario approvato dal Consiglio comunale.

Quindi, se la TARI deve coprire i costi del servizio di gestione dei rifiuti comunali come si può dire di ridurla del 30%, chi paga il 30% del costo del servizio svolto o da svolgere? Solo se lo pagasse il Sindaco di tasca propria potrà verificarsi. Il cittadino potrà pagare una TARI più bassa se il costo del servizio diminuisce e questo può avvenire solo con una corretta politica di Raccolta Differenziata e soprattutto, prima ancora, dobbiamo condividere con il cittadino la necessità di prevenire la produzione di rifiuto e rafforzare ulteriormente la raccolta differenziata ed il riuso del rifiuto recuperato. Solo un rifiuto non prodotto ci fa guadagnare, perché non costa, perché non deve essere raccolto, non deve essere separato, non deve essere trasportato, nè trattato e né smaltito»

 

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