Poste Italiane investe a Macerata:
costruirà un hub a Valleverde
L'OPERAZIONE - Scelta l'area di Piediripa, si tratta di 3 lotti per 3.100 metri quadrati. Nei primi anni Duemila, ai tempi dell’amministrazione a guida Meschini, il Comune l’aveva individuata come la zona artigianale e industriale d’eccellenza del capoluogo, ma non è mai decollata

L’area di Valleverde a Piedirpa
di Luca Patrassi
Poste Italiane pronta a investire su Macerata e, nel particolare, sulla zona industriale di Valleverde. All’albo pretorio del Comune è appena stato pubblicato il rilascio di un permesso a costruire un edificio industriale nei lotti 20, 21 e 22 nella citata area di Piediripa.
Nell’atto non c’è il nome del committente ma secondo fonti attendibili è Poste Italiane ad aver inserito nei programmi un investimento importante, la realizzazione di un hub per la logistica di 3.100 metri quadrati.
Un segnale importante per la città visto che si tratta di un intervento di rilievo economico e che avrà riflessi anche sul piano occupazionale. In più si tratta di un messaggio positivo che si spera possa attrarre ulteriormente investimenti a Valleverde dopo decenni di silenzio quasi totale.
Nei primi anni Duemila, ai tempi dell’amministrazione a guida Meschini, il Comune l’aveva individuata come la zona artigianale e industriale d’eccellenza del capoluogo. In realtà le cose sono purtroppo andate molto diversamente: tanto terreno agricolo cancellato per dare spazio a strade sovradimensionate e a poche attività.
Appunto nei primi anni del Duemila con un consorzio promosso dal Comune che aveva investito 11 milioni di euro per strade, rotatorie e parcheggi su un’area di 57 ettari, con 43 lotti produttivi e 24 commerciali. Una zona dedicata alle imprese, che nei progetti iniziali si sarebbe dovuta collegare alla grande viabilità ma questo non è mai avvenuto e con il passare degli anni la vegetazione sta riprendendosi gli spazi occupati da strade e marciapiedi, una situazione di degrado contrastata ogni tanto con interventi straordinari di pulizia del verde che pure hanno costi notevoli in rapporto all’utilizzo dell’area. Ora c’è la speranza che l’arrivo di Poste Italiane possa dare nuovo slancio alla lottizzazione di Valleverde.
Valleverde era saltata pure perchè non era stato possibile il collegamento diretto con il capoluogo. Ricordate il progetto della superstrada nord di Longarini, che doveva passare sotto le Fosse, poi sotto le Vergini e infine sfogare verso Valleverde? Miliardi buttati via dall’amministrazione comunale a maggioranza DC di Sinistra, come strada intervalliva, quando questa era stata già indicata con il tracciato poi realizzato sotto il Monumento ai Caduti. prima dell’Ing. Calogero e quindi dai Verdi, inascoltati.
Si dice: meglio tardi che mai… E aver messo a candidato sindaco Tittarelli, che da sempre aveva sostenuto il progetto Valleverde, che non è solo per le eventuali Poste, ma per la piccola industria e l’artigianato: quindi la risposta vera per l’occupazione di manodopera e per il turismo verso l’abbazia di San Claudio, soprattutto se l’intelligenza dei politici e degli amministratori la indicheranno come la vera Cappella Palatina di Carlo Magno, dato che lo storico Franco Cardini ha sentenziato che il corpo di Carlo Magno ad Aachen non c’è. E quindi dove poteva stare Carlo
Magno se non qui, ossia nella sua Francia Picena, dove nacque, visse, morì e dove fu sepolto?
Basta consumare terra si usi quello che c’è.
Macerata postina “granne”.
Una notizia buona. Ci vuole la volontà politica di occuparsi della zona, in modo che sia attrattiva e porti lavoro e quindi popolazione. Ovviamente poi non ci si può permettere pretese assurde. Comunque chiederei cosa ne pensino i candidati sindaco (che la cosa rimanga registrata) e aspetterei di vedere se e quando escano i “no” tipici del maceratese medio.
Caro Rapanelli, non scomoderei Longarini, Calogero e lascerei riposare Carlo Magno in pace ovunque sia sepolto. La lottizzazione Valleverde era una gigantesca operazione speculativa dove il pubblico metteva i soldi (svincolo San Claudio) ed i privati acquisitori di terreni agricoli dotati di sfera di cristallo avrebbero intascato i profitti. A rafforzare il mio ragionamento, perché solo di questo si tratta, vi è il fatto che Zone Industriali di quel tipo si sono fatte dagli anni 60 fino, le ultime, ai primi anni 90 quando si capiva che quel modello di sviluppo economico già stava entrando in crisi. Macerata rifiutò sempre di creare Zone Industriale perché a detta dei Soloni che avevano le mani sulla Civitas Mariae, l’installazione di aziende avrebbe portato occupazione operaia e quindi, secondo i geni di allora, spostato l’asse politico verso sinistra. Sono passati tanti anni, i Comunisti non ci sono più, le Aziende nemmeno, i soldi veri pochi ed i debiti tanti. Amen!
Se Carlo Magno risorge anche basta farlo sindaco.
…suvvia, Massimo…Sindaco, non esageriamo…casomai Assessore alla sicurezza…eh!!! gv
…che già il nome, Magno, non è che…dai…su… gv
— Poste Italiane uguale cemento?? No, proprio no!!
— Edifici vuoti a volontà, adatti per Poste Italiane ,attendono solo di essere occupati.!!!!
— Decine di ettari in pianura, idonei alle Produzioni Agroalimentari di vitale importanza, sacrificati all’ ennesima, inutile, orrenda, dannosa colata di cemento.!!!!
— In piena crisi petrolifera con i costi in continuo aumento
è solo una grande pazzia proporre ulteriori sviluppo edilizio, e consumo di suolo.!!!!!!