«Poste Italiane a Valleverde?
Un punto di svolta
ma mancano collegamenti stradali»

MACERATA - Giorgio Menichelli, segretario generale Confartigianato: «Resta centrale il tema del costo al metro quadro dei lotti. Serve uno sforzo per favorire l’accesso e lo sviluppo produttivo»

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Giorgio Menichelli

«Il progetto di Poste Italiane a Valleverde può essere un punto di svolta ma ci sono limiti infrastrutturali e resta centrale il costo al metro quadro dei lotti». Così Giorgio Menichelli, segretario generale Confartigianato Macerata, Ascoli, Fermo, commenta la notizia di ieri di Cronache Maceratesi del progetto di Poste Italiane nella zona Valleverde a Macerata. 

«Valleverde è stata a lungo simbolo di un’occasione mancata – prosegue Menichelli -. Oggi però può trasformarsi in una leva strategica per il rilancio economico della città. Il suo sviluppo può contribuire a ridefinire il ruolo di Macerata, che non deve essere soltanto un centro di servizi, ma anche un vero polo produttivo e logistico, in grado di valorizzare pienamente la sua funzione di capoluogo di provincia. L’area, progettata nei primi anni Duemila su una superficie di circa 57 ettari, con la previsione di oltre 40 lotti produttivi e una ventina a destinazione commerciale, è stata accompagnata da un investimento di circa 11 milioni di euro per opere di urbanizzazione, tra strade, rotatorie e parcheggi. Nonostante queste premesse, il comparto non ha finora espresso appieno il proprio potenziale, rimanendo in larga parte inutilizzato.

Secondo Menichelli il progetto di Poste Italiane «potrebbe rappresentare un punto di svolta, ma restano alcune criticità da affrontare, come i limiti infrastrutturali, a partire dalla mancanza di un collegamento diretto ed efficiente con la grande viabilità. Esiste però un progetto già ipotizzato che, se realizzato, renderebbe Valleverde molto più attrattiva per nuovi investimenti. Resta inoltre centrale il tema del costo al metro quadro dei lotti, oggi nelle disponibilità di diversi soggetti economici, su cui è necessario uno sforzo per favorire l’accesso e lo sviluppo produttivo. Serve un impegno condiviso per rendere queste aree accessibili e funzionali alla crescita del tessuto produttivo locale. Anche in assenza degli strumenti del passato, esistono oggi leve finanziarie che possono sostenere progetti collettivi di insediamento produttivo, attraverso modelli di cooperazione tra imprese, esperienze che Confartigianato ha già promosso con successo».

Per quanto riguarda i costi, Menichelli fa sapere che «l’associazione sta sviluppando anche alcune riflessioni su possibili soluzioni che possano permettere a molte imprese oggi in affitto di valutare l’acquisto del proprio opificio, trasformando un costo in investimento e rafforzando la patrimonializzazione aziendale. Non va dimenticato che l’area ricade nel cratere sismico e nella Zes, condizioni che possono aumentare significativamente l’attrattività per nuovi investimenti. Ritengo che il rilancio di Valleverde sia una priorità e per questo rivolgo un invito a tutti i candidati sindaci affinché il futuro dell’area diventi un punto centrale del confronto elettorale, con impegni chiari e concreti. Da questa scelta passa una parte importante del futuro economico di Macerata».

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