Gli ex studenti si mobilitano
per salvare i Salesiani

MACERATA - Si sta organizzando una petizione per scongiurare la chiusura definitiva dell'istituto. I consiglieri provinciali Tartabini e Cruciani: "Ennesima decisione che penalizza il territorio". Il consigliere comunale Carlini: "Proseguire nel segno di Don Ennio"
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La protesta degli studenti di fronte all'istituto di viale Don Bosco

La protesta degli studenti di fronte all’istituto di viale Don Bosco

di Laura Boccanera

Hanno insegnato loro l’amore e la pazienza, il coraggio e l’umiltà e oggi i ragazzi e le ragazze dell’istituto salesiano Don Bosco di Macerata vogliono restituire i frutti di quell’insegnamento mobilitandosi per tentare di salvare la scuola. La chiusura dei Salesiani è stata una notizia che ha scosso l’intera comunità provinciale: in tanti in questi anni da tutte le città limitrofe hanno scelto di svolgere i loro studi e la propria formazione dai salesiani e i nuovi provvedimenti sono difficili da accettare e digerire. Gli ex studenti, oggi adulti portano con sé ricordi e memorie di condivisione, di disciplina ma anche di dolcezza, di disponibilità e pazienza.

E così attraverso un tam tam che è passato di mail in mail, gli ex studenti si sono ritrovati fra le mani il testo di una petizione che sarà inviata al rettore Maggiore dei salesiani Don Pascual Chavez Villanueva, al superiore della circoscrizione salesiana dell’Italia centrale Don Leonardo Mancini e al direttore dell’istituto salesiano di Macerata Don luigi Barraccu per scongiurare la chiusura delle scuole salesiane. “Don Rua, nel Bollettino Salesiano del gennaio 1891 – si legge nella petizione – ricordava tra le opere Salesiani (5)salesiane compiute la casa di Macerata. In questa pia ed illustre città si trovò un considerevole numero di cooperatori e di cooperatrici, i quali con grandi sacrifici comperarono da prima un vasto terreno, poscia v’innalzarono a conto dei Salesiani un fabbricato capace di un centinaio di giovanetti”. “E’ un peccato buttare via così 100 anni di storia – afferma una delle promotrici della raccolta firme, Luana Severini, che vive a Macerata – con questa petizione intendiamo chiedere ai vertici salesiani di non abbandonare questo istituto e di trasferire qui alcune figure competenti in grado di risollevarne le sorti. Nel testo della raccolta firme si ricorda come la scuola salesiana abbia formato intere generazioni di maceratesi che hanno creduto nella serietà di un progetto educativo alternativo e preventivo. Al momento è possibile firmare  “Chiediamo che la scuola rimanga aperta a tutti gli studenti attualmente iscritti allo scopo di terminare il percorso di studi e che la comunità salesiana si impegni a rilanciare la scuola fin dal prossimo anno scolastico accettando le iscrizioni già esistenti”. “E’ un piccolo gesto – continua la promotrice – non sappiamo se sarà efficace ma non potevamo rimanere inermi mentre un patrimonio come questo lascia la città”.

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GLI INTERVENTI

noemi-tartabini

Il consigliere provinciale Noemi Tartabini

I consiglieri provinciali Noemi Tartabini ( Fratelli d’Italia) e Pietro Cruciani  (Pdl), componenti entrambi della  commissione che si occupa anche delle politiche giovanili e della scuola, si uniscono con forza all’indignazione di studenti, genitori, docenti e di altri esponenti politici contro la chiusura dell’Istituto dei Salesiani di Macerata. 

“Ci troviamo di fronte all’ennesima decisione verticistica e incontrollabile che non coinvolge gli attori principali se non per penalizzarli tramite la depauperazione dei servizi e del territorio. Sottoporremo un nostro documento agli altri componenti della prima commissione e subito dopo al Consiglio Provinciale previsto per giovedì di questa settimana in cui verrà chiesto,  al Presidente del Consiglio, la possibilità di discuterlo, seppur non presente tra i punti all’ordine del giorno, trattandosi di questione urgente per Macerata città ma anche per molte famiglie dei paesi limitrofi. Solleciteremo la Provincia a collaborare sinergicamente con Comune e Regione nel chiedere chiarimenti più approfonditi alla direzione centrale dei Salesiani nonché  per ricercare  una soluzione alla possibile perdita di una vera  e propria istituzione maceratese. Auspichiamo vivamente che il ricordo  dell’amore di Don Bosco verso i giovani, molti dei quali  in questi giorni hanno manifestato contro questa scelta e questo modo di agire, faccia riflettere profondamente chi oggi ha il potere proprio sul risvolto del loro futuro”.

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Carlini

Antonio Carlini

Anche Antonio Carlini, consigliere comunale di Pensare Macerata, interviene sui Salesiani:
“Da ex allievo del Liceo Linguistico, da ex Capo Scout, ma soprattutto da attuale fruitore della proposta salesiana per bambini e famiglie, non posso esimermi dall’intervenire sul dibattito che da giorni sta appassionando tanti cittadini, lettori, politici. Occorrerà nei prossimi mesi fare delle precisazioni – molte precisazioni, specialmente sulle posizioni dei tanti politici ed amministratori che non hanno perso tempo a cavalcare l’onda della protesta e della indignazione, offrendo le loro spalle consolatorie alle famiglie degli studenti e che hanno fornito interpretazioni bizzarre del Piano di riqualificazione dei Salesiani adottato definitivamente nel 2010. Ma non spetta a me. Non ora.  Ora invece ritengo importante sottolineare la civile e dignitosa presa di posizione degli insegnanti che hanno, loro sì, tutti gli elementi per criticare la decisione finale dell’Ispettoria Italia Centrale di chiudere la Scuola o meglio di criticare il percorso che ha condotto negli anni a questa scelta drastica ma inevitabile, frutto di un declino e di una insostenibilità economica che partono da lontano.

In secondo luogo va ricordato a tutti i lettori e specialmente ai vari politici entrati nel dibattito, che l’Opera Salesiana di Macerata non è in liquidazione, ovvero che non rientra nell’ahimé corposo elenco di Opere in chiusura in Italia ed Europa. L’Opera andrà avanti perché posso testimoniare, senza timore di smentita, che i Salesiani di Macerata sono sempre stati l’Oratorio con il suo storico Gruppo Scout e i numerosi gruppi di Domenico Savio: l’Oratorio ha sempre rappresentato il fulcro della proposta educativa offerta ai giovani maceratesi di ogni classe sociale, integrata dall’offerta scolastica delle Scuole Medie e dei 2 Licei Scientifico e Linguistico. L’Oratorio al centro con la Scuola al fianco e non viceversa; l’Oratorio per formare intere generazioni di maceratesi, la Scuola rivolta spesso anche a studenti della provincia (fermano compreso). E’ su questa osservazione storica di cui sono testimone, avendo vissuto tanto la Scuola quanto l’Oratorio, che posso affermare chiaramente che la perdita della Scuola non implicherà necessariamente anche la scomparsa di tutte quelle attività educative che il contenitore Oratorio racchiude (conto almeno 8 gruppi diversi che coprono dai 5 ai 70 anni con numeri in costante aumento). Al contrario la triste ma non inaspettata notizia deve provocare una progettualità in primis all’interno della Comunità Salesiana centrale e locale, in secondo luogo tra le tante forze presenti all’interno dell’Oratorio di Macerata, affinché lo stesso continui ad essere incubatore di esperienze educative nel solco di Don Bosco e anche luogo di incontro per tutta la città sui temi dello sport e della cultura (si pensi ai nuovi impianti e al Teatro Don Bosco – TDB). Questa è la vera sfida per il futuro: progettare con i giovani già presenti un nuovo senso della presenza salesiana a Macerata ed un nuovo modo di utlizzarne gli spazi, partendo dai punti di forza attuali: le associazioni ed i gruppi che lavorano incessantemente per i giovani della città. Questa dovrebbe essere la vera onda da cavalcare più che la protesta fine a se stessa, spesso strumento per la cattiva politica.  Il cantiere delle idee è aperto, i gruppi dell’Oratorio stanno già lavorando ad un Progetto significativo che riparta dalla testimonianza che Don Ennio Borgogna ha lasciato in tanti di noi, che riparta perché no anche da un rinnovato e sano rapporto con le istituzioni cittadine, civili e religiose, che potranno dare un contributo di idee e di contenuti per riempire lo spazio vuoto della Scuola e quello già vivo e fertile dell’Oratorio”.

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