Don Ennio Borgogna
saluta la sua Macerata

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di Matteo Zallocco

Era il 1975 quando don Ennio Borgogna iniziò la sua missione all’oratorio dei Salesiani di Macerata dopo le esperienze di Porto Recanati e Gualdo Tadino. A 34 anni di distanza, l’anima dell’oratario salesiano, la figura che ha visto crescere migliaglia di giovani maceratesi, dovrà salutare questa città per tornare a Porto Recanati. “Ma state tranquilli – commenta don Ennio con la solita ironia -, qui vengono due giovani e due giovani sono meglio di un vecchio”. Il trasferimento è questione di giorni, don Ennio a 79 anni lascerà il suo oratorio a un chierico polacco e un prete cileno. “Sto aspettando che arrivi anche il secondo per dargli  le consegne e poi andrò a Porto Recanati. La decisione è stata presa dai superiori all’interno di un assestamento generale in cui ci sono stati molti cambiamenti in tutto il Centro Italia e in ogni caso hanno fatto il possibile per mandare avanti nel migliore dei modi questo oratorio facendo arrivare questi due ragazzi”.
Lo scorso 21 luglio è arrivato il “sì” del Consiglio comunale all’adozione del piano di recupero dei Salesiani di Macerata. L’oratorio sarà ampliato, ma don Ennio – eletto proprio quest’anno “Maceratese dell’anno” dai suoi concittadini attraverso l’iniziativa del Carlino – non ci sarà più e in questi giorni tanti ragazzi hanno manifestato il loro dispiacere. E anche dalle sue parole traspare un po’ di tristezza. “Sì ma il concetto di dispiacere si deve interpretare in maniera serena e tranquilla – osserva “l’anima dei Salesiani” -. Non possiamo essere degli eterni fanciulli e reagire male perché ad un certo momento arriva un’obbedienza che non ci piace.  Lo spirito dei Salesiani è questo e continuerò il mio servizio in mezzo alla gente, come ho sempre fatto. E’ normale che dopo 34 anni molto belli mi dispiace lasciare Macerata ma fa parte del nostro gioco religioso, lo sapevamo che c’era il voto di obbedienza”.

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Cosa le mancherà di più di Macerata? “Tutto. I gruppi, i ragazzi, i capi e gli animatori, il vivere tutti insieme per andare avanti e raggiungere degli obiettivi attraverso il cristianesimo. Ma in fondo non vado in campo al mondo, sarò qui vicino, a Porto Recanati, dove tra l’altro mi ero trovato molto bene”. La missione di don Ennio tra i portorecanatesi era iniziata nel 1961 (“il 22 settembre 1961”, specifica) e si concluse nel 1970: “Di quei nove anni conservo un bel ricordo e sono pronto a rimettermi a “fadigà” con entusiasmo. La mia missione è quella di educare alla gioia e alla serenità e per farlo bisogna dare il buon esempio”.
A Macerata in questi anni don Ennio ha anche portato avanti diverse missioni per l’Africa assieme ai ragazzi del Sermigo: “Penso e spero di poter riuscire ad aiutare il Sermigo anche da Porto Recanati, in fondo sarò solo a 20 minuti di distanza, basterebbe prendere una barchetta e risalire attraverso il fiume”.



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