Il M5S cresce ma perde la sua deputata,
Mirella Emiliozzi: «Ci davano per morti
Orgogliosa di questa grande rimonta»
POLITICHE - I grillini nelle Marche raddoppiano rispetto alle regionali del 2020 e a Civitanova quadruplicano il recente disastro delle elezioni comunali. La parlamentare non riconfermata è comunque soddisfatta: «Siamo riusciti a battere ogni previsione grazie alla forza delle nostre idee. Continuerà il mio impegno, il Movimento ormai è parte della mia identità»

Mirella Emiliozzi
di Laura Boccanera
Niente riconferma per Mirella Emiliozzi del Movimento 5 stelle. Nonostante il buon risultato ottenuto dai grillini non scatta per la candidata civitanovese lo scranno a Roma. Eletta nel 2018 in Parlamento, consigliere comunale a Civitanova e candidata sindaco nel 2012, Mirella Emiliozzi è una grillina della prima ora, quando il Movimento era costituito dai “meet up” e approdava alla politica. Per Civitanova rappresenta anche la perdita della sua rappresentante cittadina, seconda donna nella storia della città ad arrivare in Parlamento dopo Rosella Palmini.
Nelle Marche il Movimento ha ottenuto il 13,59% delle preferenze alla Camera e il 13,79% al Senato ed è cresciuto rispetto alle regionali del 2020 quando si fermò appena al 6,91%. Poco meno il risultato all’uninominale in provincia dove il Movimento raggiunge il 12,47%. Una buona performance a Civitanova (13,14% alla Camera 13,24 al Senato) considerando anche il flop che il M5s ha ottenuto nelle Comunali dello scorso giugno dove il partito non era arrivato al 3% appoggiando la candidatura di Silvia Squadroni.

Mirella Emiliozzi con Giuseppe Conte a Civitanova durante la recente campagna elettorale per le Comunali
«Ci davano per morti, in picchiata nei sondaggi e invece ancora una volta abbiamo dimostrato di poter fare una significativa rimonta – ha commentato Mirella Emiliozzi – Il movimento 5 Stelle siederà all’opposizione per dare voce a tutti coloro i quali hanno creduto in noi e nelle nostre proposte e si batterà per i diritti e per i valori sanciti dalla nostra Costituzione. Sapevamo sin dall’inizio che questa volta sarebbe stata dura, eppure siamo riusciti a battere ogni previsione soltanto grazie alla forza delle nostre idee. E sono più orgogliosa che mai di far parte di questa grande e straordinaria famiglia. Quanto a me, ringrazio tutti coloro che mi hanno sostenuto e mi hanno dato la loro fiducia».
Uno sforzo che però non è stato sufficiente: «Me lo aspettavo, era un risultato atteso – continua – e non mi ha colto di sorpresa. Invece sono felice per il risultato del movimento, abbiamo fatto un gran lavoro di rimonta assieme a Giuseppe Conte che si è mostrato un vero leader che incarna i valori dei 5 stelle».
La Emiliozzi è rimasta infatti convintamente dalla parte di Conte quando una parte dei 5stelle è approdata a Impegno civico di Di Maio: «Il Movimento 5 stelle a Civitanova e nelle Marche l’abbiamo fondato io, Stefano Mei, Pierpaolo Pucci, quando ancora non era un partito ma solo meet up e movimento ed è parte di me. Continuerò a fare politica, per me ormai è una parte della mia identità».







































Se alle regionali e alle comunali avete subito una chiara sconfitta e vi siete ripresi alle politiche è solo grazie al consenso che vi siete costruiti con il reddito di cittadinanza.
Questo è ben chiaro a tutti, tanto più che le prime parole del vostro leader sono proprio state “ora chi vorrà mettere mano al reddito di cittadinanza dovrà vedersela con noi”!!
Criticavate il PD accusandolo di aversi creato, negli anni, il loro bacino di voti fra gli statali e voi avete fatto la loro stessa politica tanto da diventare pure alleati..
C’è davvero poco, anzi pochissimo di cui essere orgogliosi se non del vitalizio acquisto, ora si che può sentirsi davvero libera di dilettare le proprie giornate con ciò che più l’allieta proprio come Di Battista insegna…..
il 90% chi ha votato questo partitino 5/St………sono chi prende il reddito di cittadinanza!!
Il reddito di cittadinanza va tolto a tutti dai 18 a 50 anni. La povertà era tanta nel Nord Est ma con il lavoro, e non con i sussidi statali (basta ricordare i miliardi della Cassa del Mezzogiorno) é diventata la regione tra le più ricche.