«Ricostruzione, no alla regionalizzazione»
Il Pd attacca la Giunta Acquaroli

ELEZIONI - Irene Manzi, capolista Pd alla Camera dei deputati e Fulvio Esposito, candidato all’uninominale del Maceratese, accusano «le forze politiche che amministrano la Regione» di essere «più attratte dalla gestione dei fondi che dalla efficienza dei processi»
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Irene Manzi, Pd (foto di Andrea Petinari)


«È incomprensibile come nel momento in cui la ricostruzione e il suo iter burocratico si sono finalmente avviati e le istituzioni locali hanno un interlocutore stabile, serio ed affidabile, si decida di cambiare tutto in corso d’opera, proponendo di affidare alle Regioni la gestione del processo di ricostruzione»
. Sono le parole di Irene Manzi, capolista Pd alla Camera dei deputati e Fulvio Esposito, candidato all’uninominale del maceratese e ex rettore dell’Università di Camerino. In una nota congiunta, i due esponenti dem accusano l’amministrazione Acquaroli di bloccare il percorso post sisma in corso sul territorio marchigiano.

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Fulvio Esposito

«Segnaliamo che sono state stanziate risorse importanti – 1,7 miliardi dal Governo Conte e 6 miliardi dal Governo Draghi per la ricostruzione privata – e che le Regioni godono già di ampi poteri che sarebbe sufficiente esercitare. Prima di ogni cosa, dunque, sarebbe necessario completare il codice delle ricostruzioni per non trovarsi ogni volta ostacolati dalle mille leggi nate sull’onda della singola calamità e proseguire con la realizzazione dei progetti finanziati con le risorse citate». «Tuttavia – continua la nota -, sembra evidente che le forze politiche che amministrano la Regione destinataria della maggior parte delle risorse per la ricostruzione siano più attratte dalla gestione dei fondi che dalla efficienza dei processi. Non si spiega in altro modo l’idea balzana di mettere da parte chi le ha gestite fin qui con competenza, onestà ed imparzialità, secondo la logica del buon padre di famiglia». «Siamo molto preoccupati – si legge infine – e respingiamo con assoluta decisione la proposta dell’amministrazione Acquaroli di indirizzare il processo di ricostruzione verso una più accentuata regionalizzazione. Così si fa tutto tranne che il bene dei cittadini marchigiani».

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