Capacità di amministrare,
Macerata tra i peggiori capoluoghi d’Italia

REPORT della Fondazione Etica con i dati disponibili, quelli 2019 e del 2020: la città è tra gli ultimi 20 posti su 109 con 38 punti, in compagnia di Palermo, Trani e Reggio Calabria. Senza gara il 92% degli appalti
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Il Comune di Macerata

 

di Luca Patrassi

Nella città che ha visto formarsi, e prendere consistenza di legge, le prime norme sulla trasparenza amministrativa, grazie all’azione del deputato Adriano Ciaffi, il tradizionale report di Fondazione Etica appena pubblicato sui 109 Comuni capoluogo, ha un sapore amaro, specie se va a toccare l’immagine di quella che – almeno nei decenni passati – era una roccaforte della burocrazia pubblica di qualità. In sintesi: Macerata sarebbe tra le peggiori in Italia – secondo il report in questione – in fatto di capacità di amministrare, partendo da trasparenza ed efficienza. Il rapporto, che si fonda sulle informazioni desumibili dai dati che dal 2013 gli Enti locali devono obbligatoriamente produrre, fornisce elementi di valutazione e giudizi su sei aree di azione che sono bilancio, capacità di governance, gestione del personale, servizi e rapporto con i cittadini, appalti e rapporto con i fornitori e impatto ambientale. Il primo dato allarmante, nella graduatoria pubblicata ieri dal Corriere della Sera, è che degli oltre cento Comuni capoluogo più della metà non raggiungono un voto di sufficienza in una tabella da zero a cento. Macerata è tra i venti peggiori, 38 punti, in compagnia di Palermo, Trani e Reggio Calabria. Nelle Marche non è un primato negativo, c’è Fermo a 36, ma appunto non è un dato che può rendere orgogliosi e tranquilli, specie alla vigilia della gestione del fondi europei che arriveranno. Nel focus sugli appalti, Macerata è uno dei vertici italiani quanto al rapporto tra appalti e affidamenti diretti: il 92% delle procedure – secondo il report di Fondazione Etica – sarebbero svolte con affidamento diretto e dunque senza gara.

Una maggiore discrezionalità nella scelta del fornitore, quella che si ha con l’affidamento diretto, favorita dal recentissimo decreto semplificazioni. Paola Caporossi dirige Fondazione Etica e presiede l’Agenzia Rating Pubblico: dopo le specializzazioni negli Stati Uniti e in Francia, si occupa da anni di valutazione delle pubbliche amministrazioni e anticorruzione, di processi partecipativi, di innovazione a impatto sociale ed ha pubblicato articoli e volumi in ambito sociale e politico, di recente, per edizioni Rubbettino, ha scritto «I Comuni alla sfida della sostenibilità». Sui criteri di formazione del report che vede Macerata (quasi) fanalino di coda osserva: «I nostri dati sono quelli che i Comuni stessi devono pubblicare sul loro sito web nella sezione Amministrazione trasparente, in base al decreto legislativo 33/2013. Quando disponibili, i dati si riferiscono al 2020, ma più al 2019».

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