Opposizioni critiche con D’Alessandro:
«Inaccettabili le sue dichiarazioni,
non può fare scaricabarile»

MACERATA - Sulla tragedia di Borgo Santa Croce intervengono Pd, Italia viva, Macerata Rinnova, Macerata Bene Comune, Macerata Insieme che attaccando l'assessore ai Servizi sociali: «Nel bene e nel male chi guida e definisce le azioni da fare deve capitanare i propri, non scrollarsi di dosso ogni responsabilità». David Miliozzi: «Chiediamo una commissione di indagine, questa tragedia forse poteva essere evitata»
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Accertamenti alla villetta della famiglia Canullo

 

«Inaccettabili le dichiarazioni dell’assessore Francesca D’Alessandro, la butta in politica scaricando ogni responsabilità dell’accaduto sui Servizi sociali e sui dipendenti», così in una nota congiunta i partiti di opposizione Pd, Italia viva, Macerata Rinnova, Macerata Bene Comune, Macerata Insieme che criticano quanto detto ieri dalla vice sindaco sulla tragedia famigliare di Borgo Santa Croce. D’Alessandro aveva detto di aver ricevuto comunicazione da una persona di problemi che aveva la famiglia Canullo e di aver chiesto ai Servizi sociali di approfondire la questione, «qualcosa però non ha funzionato e vogliamo capire cosa sia successo» ha detto l’assessore annunciando di voler fare chiarezza sul perché nonostante la sua segnalazione non ci sia stato poi un intervento degli uffici in aiuto alla famiglia.

Canullo_BorgoSantaCroce_FF-7-650x433«Chi decide e prende le decisioni sulle possibilità finanziarie dei servizi sociali, chi decide cosa devono attenzionare e cosa no entro quei limiti, è lei nel ruolo che ricopre con la maggioranza che amministra questa città oramai da un anno – si legge nella nota congiunta -. Le dichiarazioni fatte sono inaccettabili dal punto istituzionale e per di più offensive delle professionalità che svolgono ogni giorno il loro lavoro nelle condizioni che gli vengono date dalle decisioni politiche. Nei limiti delle disponibilità finanziarie (che questa amministrazione ha ridotto per esempio per l’assistenza scolastica ai disabili) il servizio sociale professionale ha saputo fare sforzi di aggiornamento e di rinnovamento di mentalità enormi per mettere sempre di più, nonostante tutto, al centro dell’attenzione i bisogni delle persone in difficoltà, anche integrandosi con la società civile quando risponde. Riteniamo gravissimo lo scaricabarile sugli operatori che si dovrebbero guidare e mettere in condizione di lavorare al meglio. Nel bene e nel male chi guida e definisce le azioni da fare deve capitanare i propri, non scrollarsi di dosso ogni responsabilità senza ritegno soprattutto in situazioni drammatiche come quella di questi giorni». I cinque partiti continuano: «Di fronte ad una segnalazione di tal genere arrivata all’assessorato a maggio si è in prima persona immediatamente mossa e ha verificato lo stato delle cose? Sulla approssimazione inquietante delle dichiarazioni dell’assessora, fatte ex post ai fatti, sarebbe necessario fare chiarezza anche rendendo trasparente l’iter amministrativo riferito nei suoi passaggi formali».

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Francesca D’Alessandro

Sulla questione il Pd aggiunge: «non si può non sottolineare come l’impatto dell’intervento scomposto e gravemente inopportuno dell’assessore D’Alessandro sia stato in realtà una excusatio non petita, un’autoaccusa per non aver, dalla presunta segnalazione avvenuta, saputo farsi carico di una condizione tanto straordinaria e difficile. Era facile in passato giudicare dal pulpito, mettendo alla gogna gli amministratori e in cattiva luce tutta la città con ricadute su tutti, da parte anche di esponenti che ora amministrano e non sanno fare di meglio che prendersela con gli uffici. Il caso disperante della famiglia isolata e dimenticata nella villetta della nostra città scuote le coscienze di una piccola comunità come la nostra perché ci illudiamo, forse, di essere ancora diversi dal resto del mondo. Più solidali, più vicini, più umani? Invece anche nella nostra città negli ultimi anni abbiamo dovuto affrontare più volte le conseguenze di una vita forsennata che non di rado perde di vista il suo scopo principale, una vita buona ed umana. Eppure, tutto è successo lo stesso in uno dei quartieri più popolosi e attenti, con una rete spontanea di sguardo discreto ma attento sugli anziani che può essere presa ad esempio, con una diffusa presenza di esercizi commerciali e attività varie che crea scambio dinamico di informazioni e di vita durante la giornata». Rincara la dose il consigliere David Miliozzi che sostiene: «l’assessore dice di aver saputo a maggio di questa situazione, in questi quattro mesi, nonostante sapesse, non ha fatto nulla, “ha segnalato” come farebbe il più sbadato dei cittadini, senza occuparsi di un caso così grave», e aggiunge «Oggi che si rende conto della gravità della sua inazione, che fa l’assessore e vicesindaco D’Alessandro? Si scusa con la città? Si dimette? No, decide vigliaccamente di scaricare le responsabilità sui suoi uffici. Persone con cui lavora ogni giorno, gomito a gomito. Chiediamo una commissione di indagine dove emergano chiaramente le responsabilità per questa tragedia che forse poteva essere evitata».

 

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