Sos inglese a palazzo Buonaccorsi,
incarico per la visita guidata

MACERATA - Il dirigente del settore Welfare e Cultura del Comune ha affidato il servizio ad una ditta di Perugia. E' questo uno dei costi "imprevisti" che si sono verificati nel corso dell'organizzazione della mostra (in corso) di Fabrizio Cotognini. Tra questi ci sono anche la stampa di 3mila fogli di sala e la fornitura e applicazione di pellicola colorata
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I musei di palazzo Buonaccorsi

 

di Luca Patrassi

«Si sono verificati nel corso della organizzazione ulteriori inattesi imprevisti»: già la frase non sembra portare nulla di buono, la lettura poi dell’ultima determina del dirigente comunale del servizio Welfare e Cultura del Comune di Macerata, Gianluca Puliti, sembra voler evidenziare l’esistenza di «ulteriori ed inattesi» problemi in municipio, lato attività culturali. A Palazzo Buonaccorsi è in corso da luglio, e rimarrà aperta fino al 30 ottobre prossimo, una mostra di arte contemporanea voluta dal Comune con il condivisibile obiettivo di «valorizzare il ritorno a casa dell’artista internazionale Fabrizio Cotognini». Una mostra allestita anche per dare respiro espositivo al centenario della lirica allo Sferisterio. Una spesa prevista di cinquantamila euro per una mostra che sta avendo il suo corso a Palazzo Buonaccorsi. Inattesi alcuni risvolti che parlano di un qualche problema di programmazione, di pianificazione, di varie cose. Cose contenute nella determina del dirigente comunale. Magari in altri tempi ci sarebbe stata una delibera complessiva a togliere di mezzo il dettaglio e l’imbarazzo di una determina che già nelle parole introduttive è molto chiara. Spese impreviste per 15mila euro per una lunga serie di persone e di operazioni da fare. Ci sono anche i manifesti tra gli imprevisti, ma la cosa che suscita, per così dire, curiosità è la voce che assegna 150 euro alla cooperativa Sistema Museo di Perugia, che oramai tutti conoscono, per «visita guidata in lingua inglese». Ci si chiede se in un museo che si picca di essere ai vertici nazionali, con incarichi di gestione a cooperative varie – ma tutte ben note – che quando vengono dati sembra che contemplino tutto lo scibile umano e i servizi relativi, con importanti esborsi di risorse pubbliche per assicurare l’apertura e la fruizione di musei in una città che ha pure un ateneo secolare che forma professionalità dello specifico settore, bene in questa situazione il Comune di Macerata non ha al suo interno o nella forza lavoro di chi per contratto gestisce i musei uno che parla in inglese per fare da guida ai visitatori di una mostra? Pare di no, se il compenso alla coop Sistema Museo di Perugia è individuato come un inatteso imprevisto. Si capisce anche come mai «la conoscenza delle lingue e del territorio» venga considerata richiesta al top per poi dare – come avvenuto nei giorni scorsi per una determina legata agli orari di apertura dello Iat in piazza – un incarico alla cooperativa con i fondi erogati dalla Regione che appunto chiedeva requisiti di base per un ufficio turistico, appunto, tra l’altro la conoscenza delle lingue. Ed ecco comunque il dettaglio degli imprevisti: Film Cart di Fabio Bonfigli per fornitura ed applicazione pellicola colorata a Palazzo Buonaccorsi (3.904 euro), Meridiana per servizio affissione poster presso Rampa Zara (61 euro), Tipografia San Giuseppe per stampa manifesti, poster e striscione (561), coop. Sistema Museo per visita guidata in lingua inglese (158), Rema Tarlazzi per materiale elettrico (175 euro), Aon spa per polizza rischio mostra (1.300 euro), Lb Comunicazione di Luca Ballesi per stampa 3mila fogli di sala (2.147 euro). Si è resa necessaria – informa ancora la determina del dirigente comunale –  la costruzione del modello ligneo di una torre scenica (misure 130x130x200), della traduzione, dall’italiano all’inglese, di 30 cartelle e della consulenza professionale per attività di comunicazione, incaricando professionisti esperti che sono Gioia Mancinelli di Penna San Giovanni (duemila euro), Valerio Borri di San Severino (540 euro) e Maria Chiara Salvanelli di Milano (2.500 euro). Infine, come scrive il dirigente, «affinché la promozione e la pubblicizzazione della mostra e la conseguente valorizzazione della stessa, assicuri una importante visibilità è necessario attivare i canali social, per tali finalità è stato necessario prevedere la somma di 1.500 euro da rimborsare al curatore Riccardo Tonti Bandini». E con i social gli incarichi sono finiti, forse, salvo imprevisti.

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