Iommi è salvo, la maggioranza fa scudo:
non passa la mozione di sfiducia
«La battuta sui dipendenti? Una leggerezza»

MACERATA - Bocciato con 9 voti favorevoli e 20 contrari l'atto presentato dal capogruppo dem Narciso Ricotta. Il sindaco Sandro Parcaroli, tornato oggi in Consiglio dopo l'assenza forzata e accolto da un applauso, ha difeso il suo assessore. Toni accesi nella discussione, anche il M5S ha criticato il documento presentato dall'opposizione
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Sandro Parcaroli

 

di Luca Patrassi

Il sindaco Sandro Parcaroli è tornato oggi in presenza in Consiglio comunale e l’assise, sollecitata dal presidente Francesco Luciani, lo ha accolto con un applauso. Poi però il fair play va in parte a farsi benedire quando si passa alla mozione di censura presentata da Narciso Ricotta (Pd) con destinatario l’assessore all’Urbanistica Silvano Iommi, reduce da una serie di uscite social non esattamente sulla linea della correttezza istituzionale, prima i gobbi bianchi maceratesi coltivati negli orti sociali visitati da due assessori che diventavano diritti e rossi, poi la presunta speculazione edilizia allo Sferisterio, infine i due o tre impiegati dell’Ufficio ambiente che – secondo Iommi, andrebbero tagliati.  Il Consiglio si apre con un applauso al sindaco che torna in Consiglio dopo un’assenza forzata.

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Narciso Ricotta

Si parte con il consigliere Narciso Ricotta, capogruppo dem, che presenta la mozione ed assicura, liberi tutti di crederci o meno, «di averla presentata con dispiacere. Siamo stati costretti – assicura l’esponente dem – a farlo. La frase pubblicata da Iommi non è consona al ruolo svolto, è in spregio dei dipendenti, non siamo in America dove chi va su cambia i dirigenti: è una frase frutto della convinzione che vede il dipendente comunale al servizio del potente di turno ed invece quella maceratese è una struttura che risponde alla legge. Abbiamo una struttura amministrativa efficiente e competitiva. Il tentativo di far passare tutto come una battuta dimostra inadeguatezza: le battute di Iommi non sono una novità, anche le dichiarazioni nel centenario dello Sferisterio hanno prodotto danni, chi rappresenta le istituzioni non fa battute, risolve i problemi. C’è anche confusione di competenze, la delega dell’Ambiente è di Renna che da un anno a questa parte sostiene l’esatto contrario ed ha collezionato un book fotografico clamoroso a forza di selfie con i dipendenti dell’Ufficio Ambiente. Invece Renna resta muto e allineato, il potere porta al silenzio: non possiamo permetterci un assessore alla battute, se dobbiamo tagliare, tagliamo l’assessore, invitiamo il sindaco a prendere in considerazione questa mozione. A noi hanno falsamente detto, per risponderci, che abbiamo mandato a casa nella scorsa amministrazione 18 dipendenti: in realtà, utilizzando una legge dello Stato, li abbiamo solo prepensionati senza far perdere loro nulla».

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L’assessore Silvano Iommi

Il primo cittadino Sandro Parcaroli risponde e lo fa nel suo stile, con passione e con emozione come tradisce la voce altalenante. «E’ stata una leggerezza – dice Parcaroli – una battuta, nessun accanimento contri i nostri dipendenti ai quali vogliamo bene e loro lo sanno. Io stesso parlo con gli impiegati, dal primo all’ultimo, sono molto vicino a loro e capisco i loro problemi. Nessuno vuol tagliare, semmai vogliamo assumere. Mi sono scusato anche con il presidente degli eredi dei Cento consorti, nessuno voleva attaccarli o contestare la grande operazione della costruzione del monumento. Detto questo, voglio dire che non è in discussione la professionalità e l’esperienza dell’assessore Iommi che abbiamo scelto per questo. Peraltro parlano i 15 milioni di finanziamenti ministeriali appena erogati ed altri 30 che sono alla firma in questi giorni. Dobbiamo prendere l’ultimo treno disponibile per Macerata e continuo a chiedere collaborazione all’opposizione». Poi l’attacco diretto di Parcaroli a Ricotta: «Piuttosto è lei che fa danni alla città quando accusa Unimc che invece va sostenuta essendo un patrimonio di tutti, parte della città come anche la Chiesa». I gruppi del centrosinistra hanno firmato la mozione anche se i vari interventi dimostrano approcci anche dialettici diversi. La consiglieri Ninfa Contigiani non è tenerissima con Iommi, anche nei termini: «Bisogna essere attenti, consapevoli quando si fanno dichiarazioni, il tono di Iommi è vagamente senile».

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Elisabetta Garbati

Ancora casa Dem con Alessandro Marcolini che si dice colpito dalla passione che ha riscontrato nelle parole di Ricotta e del sindaco ed evidenzia che la mozione è in realtà «una proposta per migliorare la macchina». Appello alla riflessione quello lanciato da Elisabetta Garbati per Macerata Rinnova che pure ha sottoscritto la mozione: «Chiediamo al sindaco una maggiore sorveglianza sulle dichiarazioni social: non facciamo finta che Facebook non sia pericoloso, non è il bar, il cortile di casa, il quartiere. Macerata Rinnova chiede una vigilanza maggiore, dobbiamo essere cauti nelle dichiarazioni. Ricotta ha parlato per tutti noi consiglieri, nulla contro la persona Iommi o il professionista ma ha fatto una grande leggerezza, qualcuno deve garantire il decoro delle dichiarazioni». Più o meno sulla stessa linea anche Alberto Cicarè di Strada Comune: «Ci sono due parti in questa mozione: una di censura relativa a un comportamento, tutti siamo presenti sui social e alimenta un certo narcisismo, l’amministrazione però questo deve evitarlo. Non è sufficiente dire che sono leggerezze, rivelano un retropensiero sul valore del lavoro nelle pubbliche amministrazioni, giusto l’appello alla collaborazione ma non significa unanimismo: la mozione è utile a tutti, momento di crescita». Stefania Monteverde, consigliera di Macerata bene comune: «Abbiamo firmato perché il comportamento tenuto sui social dall’assessore Iommi ci è dispiaciuto: cerchiamo di fare attenzione, ribadire con fermezza che il lavoro pubblico è importante».

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Roberto Cherubini

Diverso il sentire della maggioranza ed è Lorella Benedetti di Fratelli d’Italia ad aprire il fronte del centrodestra: «Mozione strumentale a fronte di una battuta infelice ma le considerazioni nella mozione sono infondate e scorrette, a un commento dato su Fb non si può dare il valore che gli si vuole attribuire: professionalità, preparazione e correttezza di Iommi sono indiscutibili, esagerata la richiesta di revoca delle deleghe». Il consigliere Giordano Ripa: «Polverone esagerato su una battuta infelice, nessun retropensiero nel voler valutare i dipendenti pubblici». Si torna per un attimo all’opposizione con Roberto Cherubini che rifila un sonoro ceffone dialettico agli ideatori della mozione: «La frase di Iommi è con evidenza molto infelice, ma a chi non è mai capitato di dire cose sbagliate in un momento sbagliato? Giusto ai perfettini. Iommi è stato dipinto come il mostro di Macerata. Si è scusato, cosa deve fare? La tolleranza dove è finita? Nel 2015 chiedemmo le dimissioni di un assessore che non aveva presentato il piano di Protezione civile. Nulla – ironizza Cherubini – rispetto alla gravità di oggi. Condanniamo la frase, accettiamo le scuse: mi sorprende la firma di Miliozzi che poco tempo fa scrisse che Ricotta e Carancini avevano distrutto la città, la richiesta di dimissioni rasenta il ridicolo».

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Claudio Carbonari

Si torna ai sostenitori della mozione con Ulderico Orazi di Italia Viva: «Conosco la professionalità di Iommi, la sua lunga esperienza, uno scivolone così non me lo aspettavo». Poi Alessandro Bini, consigliere del gruppo di Parcaroli: «Facebook è una grande piazza per l’affluenza ma non per i contenuti. Era solo una battuta, Iommi non può definirsi impreparato ed al centrosinistra su episodi simili difetta la memoria». Sandro Montaguti, Forza Italia: «Bisogna fare attenzione all’uso di Facebook, invito Iommi ad uscirne. Ringrazio i Cinque stelle che non si sono esposti a questo teatrino». Il capogruppo della Lega Claudio Carbonari: «Una battuta: mi rivolgo a Iommi, nessuno valuta il tuo operato e la profonda conoscenza della storia di Macerata, non te ne curare». Infine Barbara Antolini: «Non sono in discussione le qualità dell’assessore: una battuta fatta con leggerezza, bisogna avere attenzione quando si usano i social, per noi sei un ottimo assessore». Ricotta ha poi replicato al sindaco dicendo di non aver attaccato Unimc ma di essere preoccupato «per i dati emersi nella classifica Censis che la pongono tra i piccoli Atenei e dietro a Camerino. Cose mai accadute». Il voto: 9 favorevoli all’accoglimento della mozione e venti contrari. Iommi è salvo, ovviamente è una battuta.

 

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