Asur ha deciso: Camerino diventa Covid
Un piano dell’ospedale per i contagiati
A ore i primi quattro ricoveri

PANDEMIA - La decisione è stata presa oggi pomeriggio perché a Macerata non c'è più posto. Mercoledì incontro tra i sindaci dell'entroterra e il governatore. La dirigente di Medicina del nosocomio ducale Gabriella Winni Mazzoli, e il primario di Urologia di Civitanova, Enrico Caraceni hanno chiesto di rimandare il pensionamento
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Personale in servizio a Camerino durante la prima ondata

 

di Monia Orazi

Al via il piano pandemico dell’Asur: da domani un settore dell’ospedale di Camerino sarà dedicato ai pazienti Covid. Saranno fatte salve tutta una serie di attività: pronto soccorso, interventi di oncologia, tutta la medicina d’urgenza e tutte le attività specialistiche. Sono anche iniziati i trasferimenti dei pazienti che sono ricoverati in Ortopedia, al primo piano, lì dove andranno, secondo l’indicazione dell’Asur, i pazienti Covid. Al momento sono 4 le persone contagiate che si trovano nell’ospedale ducale, nella zona grigia del pronto soccorso. Pazienti, due da Camerino (che si trovano in pronto soccorso da sabato) e due da San Severino (arrivati oggi), che non possono essere trasferiti a Macerata perché non c’è posto nei container. A questo punto l’Asur ha deciso di attuare il piano pandemico e saranno loro i primi ad entrare nel reparto.

Oggi all’ospedale è stato un via vai di ambulanze per il trasferimento dei pazienti di Ortopedia. E’ nelle stanze del primo piano che l’Asur ha deciso di aprire un’area dedicata ai pazienti Covid. Intanto resta in calendario per mercoledì prossimo alle 16,30 l’incontro tra il presidente regionale Francesco Acquaroli ed i sindaci dell’entroterra sul futuro dell’ospedale di Camerino. Sabato pomeriggio il sindaco Sandro Sborgia aveva convocato un incontro online tra i sindaci dell’entroterra, alla presenza del vescovo di Camerino Francesco Massara e del rettore Claudio Pettinari, da cui era emersa la volontà comune di incontrare al più presto Acquaroli, per chiedere garanzie sul futuro dell’ospedale, che in queste ore rischia la riconversione a presidio Covid hospital, come avvenuto lo scorso marzo. I sindaci hanno espresso preoccupazione, a causa della situazione della viabilità, dell’inverno in arrivo e di una popolazione in gran parte anziana e bisognosa di cure. Per il momento non sono ancora avvenuti ricoveri di pazienti Covid nel reparto, ma è questione di avere il tempo per predisporre tutto. Al momento sono chiuse la cardiologia e la rianimazione, dove è operativo un posto letto da attivarsi solo su richiesta del primario di rianimazione Angelo Leo, per la sorveglianza post operatoria dei pazienti sottoposti ad interventi chirurgici complessi. 

In un panorama di allarme generale, arrivano due buone notizie: due medici hanno chiesto di rimanere al lavoro sino al massimo limite di età per la pensione. Una è Gabriella Winni Mazzoli, dirigente medico del reparto di medicina a Camerino, specializzata in medicina respiratoria, che in questo periodo lavora come volontaria al Covid hospital di Civitanova. La dottoressa aveva chiesto di rimanere al lavoro fino al 2026, l’Asur le ha concesso di rimanere sino al 16 gennaio 2024, al raggiungimento dei 68 anni. La stessa scelta è stata condivisa da Enrico Caraceni, primario di Urologia a Civitanova, che resterà in camice bianco sino al 6 novembre 2023, quando compirà 70 anni. La legge consente ai medici che non hanno raggiunto i 40 anni di servizio ed il limite massimo di età, di chiedere di restare in servizio, purché questo non significhi aumento dei dirigenti medici in servizio.

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