“Interni sottovoce”, a Palazzo Ricci.
La pittura di Katy Castellucci
tra Scuola Romana e arte al femminile (Video)

MACERATA - Oggi il taglio del nastro. La mostra raccoglie una cinquantina tra dipinti e disegni realizzati tra la metà degli anni Trenta e la metà degli anni Cinquanta

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Il taglio del nastro della mostra “Interni Sottovoce” a Palazzo Ricci

di Alessandro Vallese

Una mostra per riscoprire una protagonista della pittura italiana del Novecento e, al tempo stesso, riflettere sul ruolo delle artiste nella storia dell’arte. È dedicata a Katy Castellucci (Laglio, 1905 – Roma, 1985) la nuova esposizione estiva di Palazzo Ricci, a Macerata. “Interni sottovoce” è stata presentata questo pomeriggio e visitabile fino al 13 settembre.

Un’iniziativa che porta per la prima volta a Macerata una selezione di opere provenienti dall’Archivio Katy Castellucci. Alla presentazione sono intervenuti il presidente della Fondazione Carima, il conte Francesco Sabatucci Frisciotti Stendardi, il segretario generale Gianni Fermanelli e i curatori Roberto Cresti e Paolo Serafini. Presenti anche l’assessore alla Cultura di Macerata Lorella Benedetti e Alessandro Pagliero, nipote dell’artista.

La conferenza stampa di Interni Sottovoce

La conferenza stampa di “Interni Sottovoce”

La mostra raccoglie una cinquantina tra dipinti e disegni realizzati tra la metà degli anni Trenta e la metà degli anni Cinquanta, restituendo il percorso di un’artista legata all’esperienza della Scuola Romana e capace di sviluppare una cifra espressiva personale, fatta di interni domestici, figure femminili e scene di quotidianità raccontate con uno stile intimista e lontano dalla retorica.

«Si tratta di una mostra dal forte segno femminile – ha sottolineato l’assessore Lorella Benedetti – che esce per la prima volta da una collezione privata e arriva a Macerata in un momento particolarmente importante per la città, con il Macerata Opera Festival. Rappresenta un’ulteriore opportunità culturale per chi sceglie di visitare Macerata in queste settimane».

La mostra Interni Sottovoce a Palazzo Ricci

Una parte della mostra “Interni Sottovoce” a Palazzo Ricci

«Si tratta di interni sottovoce, ma ricchi della pittura a loro contemporanea, in cui si avverte Roma mutare da oggetto monumentale in soggetto di appartati lirismi, secondo una poetica che è stata il motivo conduttore e il principale merito della Scuola Romana e di Katy Castellucci» spiega Roberto Cresti. In secondo luogo, l’apporto di Katy Castellucci all’affermazione di una pittura di genere dotata di caratteri universali la inserisce a pieno titolo nel filone dei genre studies, oggi oggetto di grande attenzione da parte della comunità internazionale, poiché in grado di offrire nuovi spunti di riflessione e approfondimento finalizzati a una lettura diversa e originale delle tematiche artistiche, antropologiche, sociali e culturali di tutte le epoche e in particolare del primo Novecento».

Roberto Cresti, curatore della mostra

Roberto Cresti, curatore della mostra

«Le esposizioni monografiche – prosegue Paolo Serafini – sono occasioni preziose per conoscere, ritrovare o riscoprire artiste dimenticate, spesso rimaste ai margini non soltanto perché oscurate dalla controparte maschile, ma anche in quanto portatrici di percorsi del tutto personali, autonomi e difficilmente assimilabili alle correnti dominanti del loro tempo. Attraverso queste esperienze possiamo osservare la società da un punto di vista differente, arricchendo il nostro orizzonte interpretativo e comprendendo meglio la complessità delle relazioni culturali e artistiche del passato. La storia delle attività artistiche femminili è ancora in larga parte da scrivere e questa moltitudine di artiste dimenticate o mai rappresentate può offrire un contributo straordinario al rinnovamento dello sguardo contemporaneo».

Roberto Cresti e Paolo Serafini, curatori della mostra

Roberto Cresti e Paolo Serafini, curatori della mostra

Alessandro Pagliero, nipote di Katy Castellucci e figlio della sorella Guenda, che fu una presenza fondamentale nella vita dell’artista, ha ricordato la zia con queste parole: «Dietro l’artista, l’insegnante e la donna di cultura, rimane il ricordo di una presenza familiare intensa, curiosa, indipendente e profondamente autentica. Se oggi il suo lavoro torna a essere osservato e studiato, è perché nelle sue opere continua a vivere qualcosa della sua personalità: la sensibilità, l’inquietudine, il desiderio di ricerca e quella libertà intellettuale che hanno contraddistinto tutta la sua esistenza. E questo, forse, il lascito più prezioso che ci ha affidato e che merita di essere conservato nella memoria di chi l’ha conosciuta e scoperto da chi la incontra per la prima volta attraverso le sue opere».

Alessandro Pagliero, nipote di Kety Castellucci

Alessandro Pagliero, nipote di Kety Castellucci

Il presidente della Fondazione Carima Francesco Sabatucci Frisciotti Stendardi, nel corso della cerimonia inaugurale, ha ringraziato i curatori Roberto Cresti e Paolo Serafini per aver sapientemente raccontato la storia di questa artista talentuosa e moderna, che visse la pittura come una vocazione, e l’Aarchivio Katy Castellucci, nelle persone di Alessandro Pagliero e Magda Roveri, per aver contribuito fattivamente e con grande sensibilità alla realizzazione della mostra, consentendo di esporre per la prima volta a Macerata queste opere di grande qualità e raffinatezza.

Il presidente della Fondazione Carima Francesco Sabatucci Frisciotti Stendardi

Il presidente della Fondazione Carima Francesco Sabatucci Frisciotti Stendardi

I visitatori, attraverso il percorso di mostra, avranno l’occasione di verificare come una pittura sviluppata “sottovoce” possa rivelarsi un mezzo efficacissimo per esprimere una visione del mondo vissuta con autenticità e senza retorica. La mostra è promossa dalla Fondazione Cassa di risparmio della provincia di Macerata, organizzata dalla Fondazione Carima Arte e Cultura con la collaborazione dell’Archivio Katy Castellucci di Roma e patrocinata dal comune di Macerata e dalla Fondazione Marche Cultura.

L'assessore alla cultura Lorella Benedetti

L’assessore alla cultura Lorella Benedetti

L’esposizione dialoga con la collezione permanente di Palazzo Ricci, dove la Scuola Romana è già rappresentata da artisti come Mario Mafai, Antonietta Raphaël e Scipione, offrendo ai visitatori l’occasione di approfondire uno dei momenti più significativi dell’arte italiana del Novecento e, insieme, di scoprire una figura femminile che contribuì con originalità a quella stagione.

Al termine della conferenza si è tenuto il taglio del nastro, che ha ufficialmente inaugurato la mostra, con i primi visitatori che hanno avuto l’opportunità di attraversare il percorso espositivo e ammirare per la prima volta a Macerata le opere di Katy Castellucci.

I primi visitatori della mostra Interni Sottovoce a Palazzo Ricci

I primi visitatori della mostra Interni Sottovoce a Palazzo Ricci


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