Castelraimondo, Marinelli deve lasciare:
si va verso la reggenza del vicesindaco

INCOMPATIBILE per il sindaco la carica di consigliere regionale, due le ipotesi: o il Consiglio lo dichiara decaduto e le redini passano a Esperia Gregori, oppure lui si dimette e arriva il commissario
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Renzo Marinelli, sindaco di Castelraimondo eletto consigliere regionale con la Lega

 

di Monia Orazi

Castelraimondo non può più avere come sindaco Renzo Marinelli, eletto consigliere regionale con la Lega. Le due cariche, quella di sindaco e consigliere regionale sono incompatibili. Lo stabilisce l’articolo 65 del testo unico degli enti locali. La stessa situazione si era verificata all’inizio della precedente legislatura per il sindaco del Comune di Mondavio, Federico Talè che era stato eletto consigliere regionale. All’atto dell’esame delle cause di incompatibilità con la carica di consigliere regionale, attuata nella prima seduta della legislatura guidata dall’ex presidente Luca Ceriscioli, Talè aveva scelto di rinunciare alla carica di sindaco. Al momento per Castelraimondo si prospettano due possibili soluzioni. Se come per Talè il consiglio comunale dichiara decaduto il sindaco Renzo Marinelli dalla carica, al vicesindaco attuale Esperia Gregori, insieme al consiglio stesso, spetta la reggenza, per l’ordinaria amministrazione, sino alla prima consultazione elettorale utile, prevista per la primavera del 2021, data naturale di scadenza dell’amministrazione eletta nel giugno 2016. Se invece Marinelli si dimette dalla carica di sindaco, decade in automatico anche il consiglio comunale, aprendo la strada al commissariamento della struttura comunale.

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Esperia Gregori

È molto probabile che si scelga la prima ipotesi, per garantire continuità all’azione amministrativa portata avanti sino ad oggi dalla giunta Marinelli, anche per portare a termine quanto per quanto possibile,  progetti e programmi già avviati. Sul tema dell’incompatibilità tra la carica di sindaco e consigliere regionale si è anche espresso il Ministero dell’Interno: «Il consiglio per pronunciare la decadenza del sindaco deve avviare la procedura di cui all’art. 69 (testo unico degli enti locali n.d.r) e che alla dichiarazione del sindaco di voler accettare la carica di consigliere regionale, se formulata al di fuori della predetta procedura di contestazione, non può essere data valenza diversa dalla volontà di dismettere la carica locale. Qualora, quindi, il sindaco non si dimetta, il consiglio deve avviare nei confronti del medesimo il procedimento di contestazione ai sensi dell’art. 69, concedendogli 10 giorni di tempo per rimuovere la causa di incompatibilità. Trascorso detto termine, intervenuta o meno la comunicazione del sindaco di voler accettare la carica regionale, il consiglio ne dichiara la decadenza. Dell’avvenuta dichiarazione di decadenza del sindaco da parte del consiglio comunale deve comunque essere reso tempestivamente edotto il prefetto per l’avvio della procedura di scioglimento del consiglio comunale, che, come noto, comporta la permanenza in carica di giunta e consiglio fino al primo turno elettorale utile e che le funzioni di capo dell’amministrazione siano svolte dal vicesindaco – si legge nel parere – nella diversa ipotesi in cui il sindaco rassegni le dimissioni, alle medesime conseguono lo scioglimento del consiglio comunale e l’affidamento della gestione dell’ente ad un commissario straordinario».

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