Gostoli, qualche alibi poi le scuse:
«Non sono riuscito
a portare il Pd alla vittoria»

REGIONALI - Il commento del segretario regionale dei dem dopo la storica sconfitta: «Il problema più grande del centrosinistra è che talvolta perdiamo più tempo a combattere tra di noi che ad ascoltare e costruire un dialogo con le persone»
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Il segretario regionale del Pd Giovanni Gostoli

 

«La delusione è grande perché grande è stato l’impegno per risollevare una situazione difficile». Sono le parole del segretario regionale del Pd Giovanni Gostoli, all’indomani dell’esito elettorale che ha segnato una storica sconfitta per il centrosinistra nelle Marche. E’ vero che i dem alla fine sono risultati il primo partito della regione, ma non può non essere intestata in gran parte proprio al Pd questa disfatta. Sono stati loro infatti a non voler ricandidare il governatore uscente Luca Ceriscioli (in Liguria, Veneto, Campania e Puglia sono stati rieletti tutti i governatori uscenti), sono stati sempre loro a chiudere le porte a qualsiasi altra ipotesi che non contemplasse un candidato di partito e quindi a una possibile alleanza con i 5stelle e sono stati loro a imporre alla coalizione Maurizio Mangialardi. Senza considerare quanto fatto nel Maceratese, dove il Pd ha ottenuto il peggior risultato delle regione: sono stati ascoltati i circoli per la scelta dei candidati consiglieri e poi hanno prevalso le logiche di potere interno, tanto che il più votato dal territorio, il sindaco di Montecassiano Leonardo Catena, è stato fatto fuori. Quindi non ci sono alibi che tengano. Ieri era stato lo stesso Mangialardi  a dare la colpa  al «narcisismo» del M5S e alla gestione della sanità e dell’emergenza sisma da parte del precedente governo regionale (leggi l’articolo). E oggi ci prova anche Gostoli, nascondendosi dietro “il vento contrario”, andrebbe ricordato che le Marche sono stata l’unica regione in bilico a cambiare “colore”. O parlando del Pd come primo partito delle Marche. Un contentino, niente di più. Di errori ne sono stati fatti e tanti. Almeno però va riconosciuto al segretario regionale di aver chiesto scusa e di aver avviato un’autocritica. 

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Maurizio Mangialardi ieri durante il commento a caldo sulla sconfitta

«Sapevamo che la strada sarebbe stata in salita – continua Gostoli – Partivamo da meno 22 punti delle elezioni europee, un vento contrario nell’opinione pubblica sul lavoro svolto in questi anni in Regione e l’occasione mancata dell’accordo con il M5S. Ci siamo impegnati per dare il massimo, unire il Pd per unire il centrosinistra, ascoltare i bisogni e speranze, anche le critiche, per aprire una fase nuova, a cominciare dai programmi e dalle cose concrete da fare per le Marche. Abbiamo giocato una partita che sembrava impossibile fino a qualche tempo prima, ma non è stato sufficiente: siamo stati travolti da una voglia di cambiamento che viene da lontano. In politica le battaglie si possono vincere o perdere, ma sono orgoglioso che il Partito democratico l’abbia combattuta fino in fondo, senza mai arrendersi. Desidero fare gli auguri di buon lavoro al neo presidente Francesco Acquaroli – aggiunge Gostoli – Il Pd farà un’opposizione non ideologica, ma propositiva, costruttiva e concreta per le Marche. Vigileremo affinché non vengano perse le grandi opportunità offerte dal Recovery Fund e dall’Europa. E’ una sconfitta che impone di aprire una riflessione profonda. Ogni valutazione la faremo dopo gli eventuali ballottaggi delle città, ora il Pd deve essere impegnato con responsabilità a dare una mano nella vittoria di città importanti per le Marche. Successivamente ognuno farà le proprie riflessioni a cominciare da me, valutazioni politiche ma anche personali. Nel frattempo desidero ringraziare chi in questi 20 mesi alla segreteria regionale ha condiviso con me una responsabilità enorme e si è impegnato in questa tornata elettorale. Grazie di cuore per l’impegno, la passione e l’umanità ai tanti volontari, donne e uomini, dei circoli del Partito democratico. Alla squadra delle candidate e dei candidati che ha combattuto con tenacia e a testa alta. A tutti coloro i quali anziché puntare il dito hanno dato una mano. A chi, nonostante tutto, non si è mai arreso e ha combattuto a viso aperto. Un ringraziamento speciale a tutti gli alleati, alle forze politiche e civiche con le quali abbiamo condiviso questa strada cercando sempre di costruire l’unità. Un grazie speciale a Maurizio Mangialardi che ha lottato come un leone per le Marche e non per altro, per l’entusiasmo che è riuscito a trasmettere a ciascuno di noi”, sostiene Gostoli. C’è chi sostiene che il nuovo corso del Pd Marche abbia avuto poco tempo per esprimersi al meglio e che forse sarebbe dovuto iniziare prima – conclude Gostoli – Mi è stato insegnato a fare politica al servizio della comunità, senza dare colpe ad altri e assumendomi tutte le responsabilità: è per questa ragione che oltre ai ringraziamento desidero chiedere scusa perché non sono riuscito a portare il Pd alla vittoria, ma credetemi ho provato e abbiamo provato a fare tutto il possibile. Da questa esperienza ho imparato che il problema più grande del centrosinistra è che talvolta perdiamo più tempo a combattere tra di noi che ad ascoltare e costruire un dialogo con le persone».

La disfatta del centrosinistra ha nomi e cognomi E adesso tutti a casa

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