Riccio: «Una sconfitta che insegna»
Fiordomo: «Peccato per quei 200,
volevano votarmi ma si sono sbagliati»

REGIONALI - La candidata del Pd e l'ex sindaco sono fuori dall'assemblea legislativa nonostante un buon risultato a livello di preferenze
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Loredana Riccio

 

Entrambi hanno ottenuto un buon risultato in termini di preferenze ma sono comunque fuori dall’assemblea legislativa delle Marche. Loredana Riccio Pd e Francesco Fiordomo ringraziano. In particolare l’ex sindaco di Recanati ringrazia anche i 200 che volevano votarlo ma si sono sbagliati, incidendo notevolmente sul risultato finale. Non mancano accuse ai dirigenti e ad un certo modo di fare politica
Loredana Riccio di Tolentino, soddisfatta per essere risultata la candidata consigliere più votata nella coalizione di centrosinistra  per la medaglia di bronzo tra le donne che hanno avuto più preferenze, 1.564, (nella circoscrizione di Macerata. E’ la terza dopo Elena Leonardi  di FdIe Anna Menghi della Lega) commenta:. 

«Il voto è espressione di democrazia  – commenta – e va sempre rispettato. I miei più sinceri auguri al presidente Acquaroli e al Consiglio Regionale per un “Buon Lavoro” che porti buoni frutti per noi marchigiani. Sul fronte politico voglio rifarmi ad una riflessione di Papa Francesco in tema di Covid, evidenziando che, ora, cosa peggiore della sconfitta stessa sarebbe sprecare l’occasione per trarne insegnamento». Poi chiede un rinnovamento della politica: «Di certo occorre rigenerare la politica vera, quella del confronto nel merito delle questioni, quella aperta e inclusiva, quella realmente rappresentativa delle persone e dei territori. Mi auguro che la rete di rapporti costruiti nei luoghi visitati in questi mesi non vada dispersa, ma possa rappresentare un punto di partenza per ricominciare a ricostruire, in tutti i sensi». Poi i ringraziamenti: «Sono davvero grata ai tanti elettori  – commenta – che mi hanno dimostrato la loro fiducia e molto soddisfatta del mio risultato personale, che ha premiato un impegno forte in un momento così difficile. Ho scelto di candidarmi dando il “mio massimo”, mettendo in gioco la mia persona e le mie risorse. Ma da soli non si va da nessuna parte e non si può davvero “far bene”. Ci tengo ad esprimere il mio sentimento di riconoscenza ai tanti che mi hanno fattivamente accompagnato e sostenuto in questa sfida, a cominciare dalla mia famiglia, dagli amici più cari, al gruppo del mio staff di collaboratori e volontari che si sono spinti ben oltre ogni impegno, ed ai comitati elettorali che mi hanno aiutato ad entrare nel territorio ed a coglierne le esigenze, le criticità e le proposte. Grazie al Partito Democratico per avermi scelta come candidata e, in particolare, a Maurizio Mangialardi che ci “ha messo l’anima” con una presenza nel territorio davvero incredibile».

francesco_fiordomo

Francesco Fiordomo

Ringrazia i suoi sostenitori anche Francesco Fiordomo, candidato consigliere di Italia Viva, ma lo fa in maniera originale. Fiordomo, assessore di Recanati, ha ottenuto 2.245 preferenze e Italia Viva, pur non ottenendo alcun seggio in Regione, nella città leopardiana ha ottenuto il 20%, sopra a Lega, Fratelli d’Italia e Pd. «Grazie per il sostegno sincero e affettuoso di tanti recanatesi e dei non recanatesi, perchè per la prima volta ho sperimentato la stima fuori Recanati. Grazie a chi mi ha dato una pacca sulla spalla e mi ha detto “dai France’, sei il nostro sindaco, hai fatto tanto per Recanati e ti vogliamo bene”.

Grazie a chi mi ha dato la preferenza, grazie a chi voleva votarmi ma si è sbagliato. Molti purtroppo: a Recanati sono stati quasi 200, in termini di percentuale saremmo arrivati al 22%. La lista “Area Riformista” dove ero candidato è la prima a Recanati, come era avvenuto un anno fa alle amministrative con “Vivere Recanati Fiordomo” che aveva ceduto per qualche voto solo alla Lega – Salvini. Un consenso importante, che mi riempie di gioia e che ripaga il sottoscritto ed il gruppo che mi sostiene». Poi attacca “l’altro centrosinistra”: «Siamo contro i giochetti, la lontananza dalle persone e gli errori amministrativi che hanno condannato il centrosinistra ad un tracollo clamoroso. Non è solo il vento di destra che soffia forte, non raccontate frottole. Chi si aspettava che i responsabili appendessero subito le scarpette al chiodo per manifesta incapacità ed omicidio politico doloso resterà deluso ancora una volta. Adesso donne e uomini di buona volontà devono provare a ricostruire».

Conclude con la legge elettorale: «Una legge elettorale cervellotica ed in certi aspetti incomprensibile ha privato “Area Riformista” del seggio che nel gioco dei resti e dei ripescaggi non avrebbe premiato Macerata ma è caduto su Ascoli nonostante la percentuale inferiore. Caduto ad Ascoli ma subito attribuito al candidato Mangialardi. Mah.. il centrosinistra si è complicato la vita anche sulla legge elettorale. Temo volutamente».

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