«Il sistema fognario del centro sbriciolato
E’ ancora quello dei secoli scorsi»

MACERATA - L'allarme lanciato da alcuni proprietari di via Lauro Rossi e via Padre Matteo Ricci in una lettera aperta ai candidati sindaci: «Le acque scure e piovane non finiscono più nella condotta di raccolta comunale, ma vengono assorbite direttamente dal terreno sottostante e dalle mura delle case del centro storico. Abbiamo avvisato il Comune l'anno scorso»
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Via Lauro Rossi

 

Le pianelle di una volta per le acque scure di oggi. Un’equazione che non funziona secondo alcuni proprietari di via Lauro Rossi e via Padre Matteo Ricci, nel centro storico di Macerata, che mettono in guardia sui pericoli per le abitazioni del centro. Tra voragini scavate dall’acqua all’umidità che consuma i palazzi, la richiesta arriva direttamente ai candidati sindaci: «Bisogna che ci aiutate a sostituire i vecchi canali». A firmare la lettera Sandro Ruffini, Patrizia Cervigni, Adriana Pallotto, Antonella Bettoni e Aaron Mary Greenwood. Di seguito il loro appello. 

«I maceratesi sono fieri del loro centro storico e del patrimonio storico, artistico, culturale e architettonico in esso racchiuso. I centri storici sono un’eredità preziosa da valorizzare, al tempo stesso la loro conservazione e il loro costante ammodernamento comporta oneri anche pesanti sia per chi ci abita che per le amministrazioni comunali. A tal proposito, lasciate che alcuni abitanti di via Lauro Rossi e via Padre Matteo Ricci raccontino la piccola e rilevante scoperta fatta negli ultimi anni relativamente al vecchio sistema fognario.

Forse non tutti conoscono quale sia il sistema di smaltimento delle acque, sia provenienti dalle abitazioni che piovane, nel centro storico. Due anni fa hanno scoperto che i canali che versano nella condotta comunale le cosiddette acque scure delle case e le acque piovane raccolte dalle caditoie sono formati da lunghe file di quattro pianelle: due laterali, una sopra e una sotto. Le pianelle, per chi non lo sapesse, sono mattoni di terracotta più sottili, usate solitamente per le coperture dei tetti, poste sopra ai travicelli e sotto ai coppi. Tornando ai canali che raccolgono le acque scure e piovane, si è rilevato che nei secoli essi sono stati costruiti con file di pianelle orizzontali appoggiate direttamente sulla terra nuda, fiancheggiate da file di pianelle verticali, e infine coperte da file di pianelle orizzontali. Così è composto tutto il sistema di raccolta delle acque scure e piovane sotto al centro storico di Macerata.  Comprendete bene che questo sistema ideato nei secoli passati non è più idoneo per le mutate condizioni odierne. Innanzitutto la quantità di acqua smaltita dalle abitazioni è quantomeno centuplicata (pensiamo a lavatrici, lavastoviglie, docce, etc.). La qualità dell’acqua smaltita è poi diversa: le nostre acque sono più calde e contengono detergenti e acidi. Poi il traffico sulle vecchie strade di selci è cambiato: non più carri e passanti, ma automobili, furgoni e automezzi pesanti (betoniere e camion).

Via Padre Matteo Ricci

Infine le scosse di terremoto, passate e recenti, oltre alle crepe nelle abitazioni, hanno anche causato fenditure e sconnessioni nelle linee di deflusso delle condotte fognarie. Le pianelle soggette all’azione combinata di tutti questi fattori si sono pian piano letteralmente sbriciolate, provocando come rilevante conseguenza il fatto che le acque scure e piovane non finiscono più nella condotta di raccolta comunale, ma vengono assorbite direttamente dal terreno sottostante e dalle mura delle case del centro storico. A complicare il quadro si aggiungono le perdite di acqua dei vecchi tubi arrugginiti che portano acqua potabile nelle case gestiti dall’Apm. Gli abitanti di cui sopra con il deflusso in via Padre Matteo Ricci per anni hanno cercato senza successo il tubo rotto che provocava l’umidità nei muri a piano terra. Finalmente due anni fa grazie alla loro azione congiunta, il problema è stato correttamente individuato e risolto. Quando è stata aperta la strada in via Padre Matteo Ricci per sostituire i vecchi canali rotti fatti di pianelle, è stato scoperto inoltre che i vecchi canali si innestavano male nella condotta comunale più moderna, ma soprattutto si è presentata una voragine che ha richiesto una notevole quantità di inerte edilizio per essere colmata. Le acque scure e piovane, non convogliate nella condotta comunale, avevano scavato una caverna sotterranea di notevoli dimensioni portando via nel tempo la terra che sosteneva la condotta, la strada e le case.

Essendo giunti ad una spiegazione logica, ci si preoccupa del fatto che il fenomeno sia molto diffuso nel centro storico, come dimostrano le grandi macchie di umidità che coprono molte delle facciate delle case. Il risanamento delle fondamenta delle abitazioni del centro storico diventa essenziale, specialmente in una zona funestata da terremoti. Lo scorso anno a ottobre i suddetti proprietari di via Lauro Rossi hanno presentato istanza al Comune di Macerata per il risanamento dei canali che portano l’acqua piovana dalle caditoie alla condotta comunale. Ad oggi non hanno ricevuto risposta. Chiedono pertanto ai candidati sindaco che si impegnino responsabilmente: 1) a risolvere il problema dello smaltimento delle acque piovane, sostituendo i vecchi canali che portano l’acqua piovana dalle caditoie alla condotta comunale; 2) a supportare i privati nell’opera di sostituzione dei vecchi canali fognari (acque scure), sia coordinando le loro azioni, sia facilitando i lavori facendosi carico dei costi per l’apertura della strada. C’è bisogno di amministratori fattivi che assicurino la risoluzione di problemi reali».

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