Per l’ex sindaco Mobili non c’è Futuro:
«Ciarapica sia coerente e si dimetta,
Civitanova non ha scelto Vannacci»

LA CITTA' A FUTURO NAZIONALE - L'ex primo cittadino del centrodestra critica il silenzio della maggioranza: «Anni fa una vicenda del genere avrebbe aperto una crisi politica, oggi sono tutti belli addormentati e il sindaco fa quello che vuole»

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Fabrizio Ciarapica all’assemblea costituente di Futuro Nazionale

di Laura Boccanera

«Ciascuno è libero di fare le proprie scelte, ma poi occorre la coerenza di seguirle. Ciarapica è libero di iscriversi a Futuro Nazionale, ci mancherebbe, ma per coerenza dovrebbe dimettersi da sindaco della città». 

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Massimo Mobili

Non la tocca piano l’ex sindaco di Civitanova Massimo Mobili, primo cittadino dal 2007 al 2012, l’ultimo di centro destra prima di Ciarapica, che commenta così il passaggio del sindaco al partito fondato dal Generale Vannacci e l’incarico conferito proprio durante l’assemblea costituente di rappresentante unico per le Marche. «Cambiare partito non è lesa maestà e Ciarapica poteva farlo, ma deve assumersi la responsabilità di quella scelta e del cambiamento – commenta Mobili a Cronache. Civitanova non lo ha eletto in quanto iscritto a Futuro Nazionale, un partito di opposizione rispetto al centrodestra. Ed è proprio Forza Italia tra l’altro che non ha voluto Vannacci in coalizione a livello nazionale, il partito più distante nel centrodestra alle idee del Generale».

La notizia del passaggio a Futuro Nazionale emersa nei giorni di Pasqua e anticipata da Cronache aveva terremotato la politica civitanovese, con prese di posizione da parte di Forza Italia, tradita ed abbandonata senza neanche un sms di addio. Il segretario provinciale Gianluca Pasqui aveva sottolineato come quella scelta non sarebbe stata indolore e avrebbe avuto delle conseguenze e anche il direttivo locale, dopo un primo sbandamento con la proposta di dimissioni da parte di tutti i forzisti che rivestivano incarichi nelle partecipate, hanno ritirato i remi in barca e lasciato che la barca…andasse.

Sopire, troncare, troncare, sopire, il dilemma alla fine è stato sedato e tutto è andato avanti come se Ciarapica fosse ancora espressione della maggioranza. E proprio sul silenzio della maggioranza Mobili non le manda a dire: «I consiglieri li vedo tutti belli addormentati, la politica di oggi è soporifera e Ciarapica che è un politico puro fa quello che vuole. Io ormai sono fuori dai giochi e dalla politica, ma anni fa una cosa del genere non sarebbe mai passata sotto silenzio».

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