Certificazione per Cas e Sae,
un pasticcio sulle scadenze:
c’è chi rischia di perdere il contributo

SISMA - Poca chiarezza da parte della Protezione civile su quando presentare le domande. La data indicata è oggi ma contrasta con la di sospensione dovuta al Coronavirus (che slitta al 12 giugno). Marcia indietro di Borrelli sul pagamento delle manutenzioni delle messe in sicurezza. Il senatore Battistoni: «Spetta alla Regione sostenere i lavori di puntellamento e demolizione se non rientrano negli accordi contrattuali»
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di Monia Orazi

Pasticcio nei termini di presentazione della certificazione per Cas e permanenza nelle Sae, i terremotati in ritardo con la domanda rischiano di perdere il contributo di autonoma sistemazione e la priorità nell’erogazione del contributo per la ricostruzione dell’abitazione principale, secondo le norme in vigore. Ultimo giorno oggi, secondo la Protezione civile nazionale, per presentare ai Comuni la certificazione che attesta il possesso dei requisiti per continuare a rimanere nelle Sae, ai sensi delle ordinanze 614 e 670 della Protezione civile. La data del 10 giugno, è contenuta in una lettera scritta dal capo nazionale di Protezione civile Angelo Borrelli, inviata ai comuni lo scorso 13 maggio, in realtà contrasta con i termini di sospensione dei procedimenti amministrativi, a causa dell’emergenza Covid, che fanno slittare il termine di due giorni avanti, il 12 giugno prossimo. Non si conoscono le ragioni per cui non risulta valido anche per la certificazione da parte dei cittadini, lo stesso termine previsto per tutti gli altri procedimenti amministrativi, stabilito nel decreto Cura Italia. Quanto alla dichiarazione per continuare a percepire il contributo di autonoma sistemazione, Borrelli spiega agli enti locali che scade perentoriamente il 17 maggio, così come da proroga iniziale della scadenza del 16 marzo scorso, da lui stesso fatta con ordinanza 650.

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Il capo dipartimento della Protezione civile Angelo Borrelli

Il capo nazionale di Protezione civile lo scrive nella lettera inviata ai Comuni con soli 4 giorni di anticipo sulla scadenza che cadeva in un giorno festivo ed in cui erano in vigore una serie di norme di contenimento nel blocco nazionale per il Coronavirus. Si legge nella lettera inviata a Regioni e Comuni: «In ordine ai termini per la presentazione della dichiarazione attestante la permanenza del possesso dei requisiti per beneficiare del contributo di autonoma sistemazione e delle altre forme di assistenza abitativa è di 180 giorni dalla pubblicazione della domanda, e pertanto spira il 17 maggio 2020. Nella platea di soggetti che devono presentare la dichiarazione vanno inclusi anche gli assegnatari di Sae. In ragione dei dubbi interpretativi che si sono creati, e delle specifiche esigenze rapprensentate dai Comuni, per tali soggetti eccezionalmente la dichiarazione può essere presentata entro il 10 giugno 2020». Borrelli è anche il commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus, che ritiene non valido per la Protezione civile quanto vale invece, per il resto delle pubbliche amministrazioni dello Stato. Non sono dettagli di poco conto, c’è chi rischia di perdere il Cas e con esso la priorità nell’assegnazione del contributo, come previsto dall’istituzione di elenchi prioritari detti di tipo A per le abitazioni principali, presso gli uffici speciali ricostruzione, ai sensi di un nuovo articolo al decreto 189, il 12bis, introdotto con il decreto legge 123 approvato dal parlamento lo scorso dicembre. Nell’articolo si specifica che nell’elenco A di priorità nell’assegnazione dei contributi vanno le abitazioni principali, per i quali chi vi è residente percepisce l’autonoma sistemazione. Come si legge nell’articolo negli elenchi A prioritari vanno inserite «unità strutturali in cui sono comprese unità immobiliari destinate ad abitazione principale, anche se adibite a residenza anagrafica del conduttore, del comodatario o dell’assegnatario ai sensi dell’articolo 6, comma 2, lettere a) e b), per le quali i soggetti ivi residenti al momento del sisma beneficiano della provvidenza dell’autonoma sistemazione».

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Angelo Borrelli

La speranza è che arrivi anche in zona Cesarini un chiarimento da parte della Protezione civile nazionale, che faccia chiarezza su questo ed eviti ripercussioni pesanti, a chi da quattro anni attende di vedere partire i lavori di ricostruzione della sua casa danneggiata dal terremoto. Chi inoltre secondo questa ordinanza perde i requisiti per il Cas, deve restituire quanto percepito dallo scorso novembre in poi, data di entrata in vigore dell’ordinanza 614, mentre chi abitava in una casa a titolo gratuito, come ad esempio il comodato d’uso, avrà la metà del Cas spettante sino a novembre. Oggi inoltre è arrivata la nota ufficiale a firma di Borrelli che fa marcia indietro sul pagamento delle manutenzioni delle messe in sicurezza, come già annunciato ieri, a seguito degli interventi del commissario alla ricostruzione Giovanni Legnini e dell’assessore regionale Angelo Sciapichetti e di diversi parlamentari. Almeno fino a fine 2020, quando scadrà lo stato di emergenza relativa al terremoto, sarà la Regione a valutare ed autorizzare la manutenzione di messe in sicurezza che si rende necessaria, a salvaguarda della pubblica incolumità, finanziata con i fondi di emergenza della Protezione civile, questo si legge nella nota firmata ieri da Borrelli.

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Da sinistra David Piccinini e Angelo Sciapichetti

«Le attività relative alla realizzazione dei piani di messa in sicurezza, già autorizzati al fine di garantire la salvaguardia della pubblica e privata incolumità, conclusi o in corso, proseguono come previsto con oneri a carico delle risorse emergenziali – scrive Borrelli – gli eventuali interventi di manutenzione delle suddette opere provvisionali, qualora non già previste negli accordi contrattuali, dovranno essere oggetto di specifica, ulteriore valutazione – caso per caso – a cura della Regione, che potrà autorizzarli, solo laddove riscontri una concreta ed effettiva minaccia per l’incolumità pubblica. In quest’ultimo caso, fino alla scadere dello stato di emergenza nazionale, i relativi costi potranno essere posti a valere sui fondi emergenziali resi disponibili sulle relative contabilità speciali». L’allarme era nato giovedì 4 giugno, quando ai Comuni è arrivata una circolare del capo regionale di Protezione civile, David Piccinini, che a sua volta aveva scritto nei giorni precedenti a Borrelli, chiedendo un parere sulle manutenzioni delle messe in sicurezza. Laddove Borrelli nella risposta scrive il condizionale, Piccinini lo trasforma in indicativo: «Il Dipartimento della Protezione civile nazionale con nota del 28 maggio concorda che “gli interventi possono essere posti in capo agli stessi proprietari degli edifici oggetto di messa in sicurezza”, pertanto le manutenzioni delle messe in sicurezza sono a carico dei proprietari delle strutture». Piccinini con precedente lettera ha spiegato alla Protezione civile nazionale che «il mio servizio non è in grado di farsi carico dell’ulteriore mole di lavoro conseguente al prospettarsi di tale incombenza. Diversamente e più correttamente, questi potrebbero essere posti a capo degli stessi proprietari interessati dal presidio». Nella risposta a firma del capo nazionale di Protezione civile Angelo Borrelli si legge che «questo Dipartimento condivide l’orientamento espresso da codesta regione, secondo cui gli interventi potrebbero essere posti in capo ai proprietari degli stessi edifici», considerate anche le accelerazioni e semplificazioni messe in atto dall’ordinanza 100 firmata dal commissario Legnini. Sul tema interviene con una nota il senatore Francesco Battistoni di Forza Italia: «La nota del capo dipartimento della Protezione Civile nazionale, Angelo Borrelli, chiarisce una volta per tutte la responsabilità della Regione Marche nei confronti dei proprietari degli immobili colpiti dal sisma. Borrelli spiega infatti, che spetta alla Regione sostenere i lavori di puntellamento e demolizione qualora questi interventi non rientrino negli accordi contrattuali. Ci aspettiamo dalla giunta del governatore Ceriscioli un segnale chiaro, che vada oltre la misera lettera scritta dall’assessore regionale Sciapichetti alla Protezione Civile e sbandierata sui quotidiani. Da Palazzo Raffaello devono dire, senza troppi giri di parole, se intendono sostenere queste spese, valutare gli immobili danneggiati, aiutare le famiglie che vivono questo dramma oppure no».

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