Mega progetto per la montagna,
assolto l’imprenditore Antonelli.
La difesa: «Imputazione “lunare”»
SENTENZA - La questione riguardava opere da realizzare nel comune di Sarnano. Oggi il proscioglimento con formula piena dal gup del tribunale di Macerata per il titolare della Sarnano srl. L'avvocato Francesco De Minicis (in foto): «Siamo soddisfatti, non avevamo dubbi sarebbe finita così»

Imprenditore sotto accusa per un progetto multimilionario realizzato per il Comune e destinato a importanti opere per la montagna a Sarnano, oggi è stato assolto dal gup del tribunale di Macerata.
Sotto accusa il 68enne Umberto Antonelli, di Servigliano, che doveva rispondere di tentata truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche e di falso ideologico.
Antonelli, legale rappresentante della Sassotetto srl, alcuni anni fa aveva proposto l’idea di realizzare a Civitanova un mega restyling dell’area portuale, che è diventato noto come “progetto Dubai” (Antonelli è anche titolare della Eurobuilding spa), era imputato per un progetto stilato dalla Sassotetto srl per sviluppare la montagna con opere rilevati.

Umberto Antonelli
Oggi, il giudice Daniela Bellesi lo ha assolto con formula piena: «il fatto non costituisce reato». Nel corso dell’udienza alcuni residenti di Rubbiano hanno chiesto di costituirsi parte civile, richiesta però respinta dal giudice.
Il legale di Antonelli, l’avvocato Francesco De Minicis, dopo la sentenza: «era una imputazione che definirei “lunare”, non poteva che finire così. Siamo soddisfatti per la sentenza, non avevamo dubbi che sarebbe finita così. ». Parte civile al processo si era costituito il comune di Sarnano, assistito dall’avvocato Giacomo Perri.
Secondo l’accusa l’imprenditore avrebbe proposto al comune di Sarnano il progetto di sviluppo turistico (concernente la creazione di un “Sistema integrato per lo sviluppo dell’entroterra”) compendiato in una “scheda di rilevazione interventi” predisposta sulla base di informazioni che, secondo l’accusa, sarebbero state false, in questo modo «traendo in errore» il Comune «sui reali presupposti dell’intervento» e inducendolo «ad approvare la proposta progettuale».
Il Comune, fatto proprio il progetto, lo aveva trasmesso al Nucleo di Valutazione Cis del Servizio sviluppo e valorizzazione della Regione.

L’avvocato Francesco De Minicis
Il progetto era stato approvato, c’era stata una complessa procedura amministrativa che aveva coinvolto diversi enti. Il finanziamento ottenuto dal Comune per il progetto doveva essere di circa 29 milioni di euro (27 per interventi a Sarnano e il resto per Montefortino) finanziati con i fondi del contratto istituzionale di sviluppo Cis-
Aree Sisma (I stralcio). Le somme non vennero percepite dal privato, dice l’accusa, e il Comune di Sarnano non aveva chiesto l’anticipazione di alcuna risorsa, «e ciò a fronte della sospensione da parte dello stesso del progetto di attuazione del “Cis”». Ai 29 milioni se ne aggiungevano altri 6,7 circa finanziati con il Fondo complementare Pnrr.
Pure qui le somme non vennero percepite dal privato a fronte della decisione del Comune di Sarnano di stralciare gli interventi ricadenti in aree non di proprietà pubblica e di approvare un proprio progetto dando luogo ad una procedura di evidenza pubblica.
Quello che viene contestato ad Antonelli sono sette punti che compaiono nella scheda di rilevazione interventi. Tra questi l’aver redatto falsamente il “Documento di indirizzo alla Progettazione”, (per l’accusa mai approvato dal Comune di Sarnano), un livello di progettazione definitivo ma l’accusa sostiene che il progetto definitivo non era stato approvato dal Comune, la disponibilità e l’approvazione del progetto di fattibilità tecnico-economica (secondo l’accusa non sarebbe mai stato approvato dal Comune di Sarnano).