«Chiediamo certezze per Casali
e una data per i lavori alla strada»

L'APPELLO di Luca Ballesi, presidente dell'associazione della frazione di Ussita dove il cantiere per la riapertura arranca da quasi quattro anni: «C’è una incuria da parte di tutti, nessuno escluso, dal Comune fino ai livelli più alti, che è spaventosa»
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di Federica Nardi

«Ci siamo stufati di questa situazione di incertezza che grava su Casali da parte di tutti gli Enti. Non abbiamo notizie su perimetrazioni, messe in sicurezza né sul cantiere stradale». Luca Ballesi, presidente dell’Associazione Casali che prende il nome dalla frazione di Ussita, ha deciso di denunciare lo stato di abbandono della località, praticamente chiusa da quasi quattro anni. Con il sisma del 2016 ci sono stati danni alle case. Ma soprattutto alla strada che si era spaccata in due. Da lì una trafila infinita, raccontata anche da Cronache Maceratesi, prima per appaltare i lavori e poi per iniziarli. Il valore del cantiere, all’ennesima variante approvata pochi giorni fa, è di svariati milioni di euro.

I lavori ad agosto sulla strada di Casali

«La goccia che ha fatto traboccare il vaso è che Anas ha cambiato tre Rup (Responsabile unico dei lavori) in 8 mesi di cantiere e due direttori dei lavori. Non è possibile portare avanti i lavori in questa maniera. E questo succede in tutti gli uffici preposti al sisma. La gente viene assunta con contratti a tempo determinato per cui o si stufano e se ne vanno, o trovano di meglio o rimangono lì. E le ipotesi più frequenti sono le prime due. Siccome è tutto un limbo, non è più sostenibile. C’è una incuria da parte di tutti, nessuno escluso, dal Comune fino ai livelli più alti, che è spaventosa». Il cantiere si era fermato a novembre per la programmata pausa invernale e sarebbe dovuto ripartire a marzo ma c’è stato il lockdown per il coronavirus. Dopo, quando altri lavori sono ricominciati, quello è rimasto comunque fermo. Il motivo, riferisce Ballesi, «me lo ha spiegato il nuovo direttore dei lavori appena subentrato. Il problema sarebbe che, nel passaggio tra il secondo e il terzo Rup, non è stato firmato il mandato di pagamento della ditta, che quindi giustamente si è fermata». Almeno fino a questa settimana, quando qualche operaio è riapparso.

«Qualche giorno fa sono andato su – racconta Ballesi -. C’era una macchina targata Germania in mezzo alla strada. Mi sono fermato per capire se c’era bisogno di aiuto, invece era un operaio che stava andando a lavorare alla strada di Casali. Nessuno sa quando finiranno. Si sa solo che i lavori vanno consegnati entro 180 giorni dalla ripresa del cantiere. Ma da quando? E in tutto questo macello nemmeno gli Enti riescono a mettersi d’accordo tra di loro. Nella sentieristica del Parco adesso la strada è considerata percorribile, perché la zona rossa è stata ristretta al solo centro abitato. Ma Anas invece ha messo i cancelli perché c’è il cantiere e se succede qualcosa è un problema. Io non ce l’ho con nessuno – conclude Ballesi -. Segnalo solo che questa gestione non va bene. Non siamo nemmeno più in emergenza, ogni volta si trova un problema e si rimandano i lavori di altri sei mesi. Così non si può andare avanti».

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