Covid center, ipotesi chiusura:
un altro paziente verso la dimissione

CIVITANOVA - Due i ricoverati, uno di loro uscirà a breve. Entro sabato la struttura, messa in funzione una settimana fa e costata 12 milioni di euro, potrebbe rimanere vuota. A meno che non arrivino persone dagli ospedali di altre province, eventualità remota. L'Associazione nazionale dei piccoli Comuni d’Italia ha ringraziato il sindaco Ciarapica per quanto fatto per aiutare nella lotta al Coronavirus
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Il primo paziente al Covid center di Civitanova è arrivato mercoledì scorso

 

di Luca Patrassi

Due i pazienti attualmente ricoverati al Covid Hospital di Civitanova, uno dei quali dovrebbe essere dimesso nella giornata di oggi. La previsione è che entro sabato la struttura possa non avere più degenti, a meno che non ne arrivino dagli altri ospedali della regione, ipotesi che appare remota stante l’insurrezione dei medici e l’annuncio di esposti dei sindacati che sembrano aver “convinto” l’Asur regionale a lasciare dove sono i pazienti degli ospedali non maceratesi. Dunque tra due o tre giorni il Covid Hospital potrebbe chiudere i battenti della fase di emergenza ed attendere l’eventuale, non auspicabile, seconda ondata di contagi.

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Alessandro Maccioni mercoledì scorso al Covid center

L’investimento era stato sostenuto fin dall’inizio dalla giunta regionale a guida Ceriscioli e dal sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica che ha messo a disposizione i locali della fiera. Aveva avuto modo di osservare il direttore dell’Area vasta 3 Alessandro Maccioni il giorno dell’apertura del Covid Hospital: «Il piano pandemico della Regione Marche stilato nel 2006 prevedeva nel territorio la disponibilità di trecento posti letto di Rianimazione: ci arriviamo oggi con la struttura di Civitanova. Quanto al resto osservo che i dipendenti pubblici vengono remunerati per fare questo mestiere e seguire le strategie indicate dal datore di lavoro che sono Regione Marche ed Asur. Ritorno o meno della pandemia, resta che questo di Civitanova è un investimento fatto in termini di prevenzione».

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Guido Bertolaso, Fabrizio Ciarapica e Luca Ceriscioli nel Covid Center

Dunque il nuovo ospedale regione dedicato al Covid per ora ha “parlato” solo maceratese, nel senso che i pazienti sono arrivati tutti dall’ospedale di Camerino e gli operatori sanitari sono tutti dipendenti dell’Area vasta 3 dell’Asur. Nessun contributo esterno, almeno per ora. L’Av3, guidata da Alessandro Maccioni, avanza con il cronoprogramma per far ritornare alle attività normali le strutture ospedaliere fino a pochi giorni fa impegnate con il Covid 19. Quanto a Civitanova, ritorno o meno della pandemia, è verosimile si possa aprire a breve la discussione sul futuro della struttura, se cioè resterà una struttura di rianimazione o prenderà altre strade specialistiche, sempre ammesso che rimanga.

Nei giorni scorsi è arrivata una lettera di encomio al sindaco Fabrizio Ciarapica, a inviarla, dal Piemonte, l’Associazione nazionale dei piccoli Comuni d’Italia guidata dalla presidente Franca Biglio: «Mi congratulo – scrive tra l’altro Biglio dopo aver fatto la cronistoria del Covid Hospital civitanovese – con Fabrizio, con questo collega, sindaco modello, il quale rendendosi conto delle difficoltà del momento, con fermezza, dedizione, impegno e determinazione, essenziali in questi frangenti, considerata la posizione strategica della sua città, l’importanza del suo ospedale che deve ritornare alla sua funzione originaria, non ha esitato a andare verso l’unica soluzione possibile: sacrificare gli spazi fieristici, consentire di far realizzare un polo d’eccellenza per potenziare i posti letto, in particolare quelli di rianimazione, e metterli a disposizione di tutti i cittadini della Regione Marche. Encomiabile caro collega. Il tuo operare è degno di elogio. I cittadini di Civitanova devono andarne orgogliosi, anche perché l’hai fatto alzandoti sopra ogni ‘steccato ideologico’. Grazie Fabrizio: un esempio per tutti noi, uno stimolo a continuare, senza fermarsi mai, nonostante gli ostacoli, la nostra “missione” per il  bene comune con quella passione che ci contraddistingue. Per quanto su esposto, permettimi collega di conferirti un ‘encomio solenne’, un’attestazione di merito, come Presidente dei sindaci che rappresento per il contributo straordinario offerto alla tua comunità in una situazione drammatica ed emergenziale venutasi a configurare dalla pandemia da Covid 19».

 

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